Still waiting for the Kraken (?)

A più di un mese dalla chiusura delle urne negli USA abbiamo un former POTUS che continua a vaneggiare di frodi (altrui) e di vittoria (sua), a fronte di dati ufficiali che dicono il contrario, e di pronunciamenti di tutte le corti statali e nazionali che ridono dietro a lui e ai suoi avvocati, in una spirale di puttanate che non s’e’ mai vista a mia memoria.

Due cose mi fanno specie, in questa situazione:

  • la quantita’ di gGente americana che continua a crederci
  • la quantita’ di persone nel mondo che da’ retta al primo video postato da TeleQanon e prende la notizia come “verità rivelata”.

Le due cose sono intimamente collegate, ma hanno a mio modestissimo avviso pochissimo di logico e di plausibile. Il che disturba parecchio la mia mente razionale e meccanicista.

Oggi tra l’altro abbiamo la conferma che i Grandi Elettori che hanno dichiarato il loro voto per Biden sono più dei 270 richiesti, quindi direi che la questione è chiusa, ma non sembra così per Trump e i suoi sostenitori.

Ora, io posso capire il tifo sfegatato per l’uno o l’altro contendente in una tenzone politica, l’amarezza di vedere il proprio paladino sconfitto, l’ansia di sapersi amministrato per i prossimi 4 anni da qualcuno che si disprezza profondamente, la preoccupazione che tutto se ne vada a puttane perchè ha vinto Tizio e non Caio… tutto già visto e comprensibile. Ma se vado indietro nei miei ricordi non trovo simile accanimento nella non accettazione della sconfitta schiacciante, che sconfina per certi versi nella velata minaccia di guerra civile. Quando per la prima volta vinse qua da noi Berlusconi con la Lega ci fu un onesto rosicamento mannaro da parte della sinistra, seguito dal “moriremo tutti!!!” ma non certamente un’accusa di brogli e un “comunque abbiamo vinto noi!!!” che permea questa coda di riconteggi e di mosse alla cazzo di cane (ultima la fantasmagorica presentazione alla Corte Suprema da parte dello stato del Texas di accuse a Georgia, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin di avere cambiato la loro legge elettorale -non quella del Texas, si badi bene: la loro…-, in una performance che credo continui a far ridere qualsiasi costituzionalista americano). Anche perchè -vale la pena ribadirlo- Trump era nella condizione di controllare tutto e tutti, in queste elezioni; era lui il comandante in carica. Anche la Clinton (che ha perso contro Trump solo perchè era la Clinton: fosse uscito qualsiasi altro nome dalle primarie Dem -financo anche il cane Lassie-, avrebbe vinto) dopo avere constatato che la legge elettorale americana premia chi vince negli Stati invece che come numero assoluto di voti ha bellamente riconosciuto la sconfitta.

Trump no.

E con lui i suoi ultras.

Non so se vale la pena ricordare ai distratti che ad agosto Donald ha cambiato il direttore del servizio postale americano, mettendo a capo dell’USPS un suo fedelissimo proprio perchè si aspettava che in moltissimi avrebbero votato per posta a causa della pandemia, e urlare adesso ai brogli sul voto postale equivale a tirarsi la famigerata martellata sui coglioni (o darsi dell’incapace, a scelta). O che in Georgia il parlamento e’ in mano ai Repubblicani. O che l’Arizona (anch’essa in mano ai GOP) ha già schiantato qualsiasi ricorso perchè non c’era alcuna prova a sostegno. Cosa peraltro già fatta a livello statale da Georgia (in mano ai GOP, ricordiamocelo), Winsconsin, Pennsylvania e Michigan. Non credo, perchè non si sta ragionando di fatti, ma appunto di tifo, di credo, di sentimenti di una metà del popolo americano (e mondiale) verso l’altra metà. Ma di nuovo: invece che prepararsi alla riconquista del potere politico in quattro anni, questa volta Trump e i suoi seguaci cercano di vincere a tavolino, oppure di ribaltare il tavolino (o scagazzare sulla scacchiera come farebbe un piccione), in quella che a me pare la negazione completa del metodo democratico o una farsa che scade velocemente nel cinepanettone di serie Z.

La motivazione mi sembra già di sentirla. E’ identica a quella che girava quando appunto vinse la prima volta Berlusconi: “Dopo di lui non ci sarà più democrazia”, “se gli lasciamo il potere una volta, non lo molla più” e via andare. Cose che dette di quel che può fare Biden mi paiono ridicole, ma tant’è, soprattutto in una democrazia che ha avuto quattro anni di Trump e ne è uscita indenne.

Per chiuderla in bellezza, riporto qua sotto una panoplia di quello che i Qanonisti anonimi di tutto il mondo hanno teorizzato in rete nelle ultime settimane. L’ho copiata da Facebook, da un commento di tal Federico Orfei, supplementato da ulteriori elementi apportati dall’ex-collega Claudio, espatriato in Baviera da tempi immemorabili:

Ricapitoliamo:

due giorni dopo le elezioni era scattata l’operazioni Sting e tutti i democratici compreso Biden stavano per essere arrestati.

Dopo qualche settimana il più grande avvocato della storia americana aveva dato l’ordine di liberare il Kraken e hanno arrestato per la seconda volta tutti i democratici compreso Biden.

Dopo ulteriori giorni sono stati presentati i ricorsi fine del mondo, a tutte le corti federali e infine anche alla corte suprema e hanno arrestato per la terza volta i democratici e Biden.

Dopo qualche giorno si sono alzati in volo una serie di aerei delle forze speciali, con l’ordine esecutivo di arrestare tutti i democratici, compreso Biden, che però già stava in galera.

Poi ci hanno tranquillizzato dicendo che quello che conta realmente è il voto dei grandi elettori e, come già accaduto in passato, non avrebbero votato Biden, che del resto erano mesi che stava in galera.

Adesso ci spiegheranno che non conta il voto dei grandi elettori, ma la proclamazione da parte del Presidente del Senato e comunque poi Biden dovrà giurare sulla bibbia e ci sono buone possibilità che venga fulminato immediatamente, del resto dopo tutti quei mesi di galera.

piano, piano. Ti stai dimenticando un sacco di cose. Ad esempio l’operazione della Delta Force a Francoforte con la cattura dei Server Dominion. O il misterioso incendio delle macchine per votare in Venezuela, a marzo, per coprire le prove delle elezioni di novembre in USA…

Purtroppo, quindi, anche per stavolta il Kraken non lo vedremo in giro, con buona pace di Lovecraft e Alan Moore.

Ma vedrai dopodomani esce di sicuro.

Barney

5 pensieri su “Still waiting for the Kraken (?)

  1. rmammaro

    La mia riflessione in queste settimane è stata più rivolta a quanto le procedure democratiche siano fragili, e in special modo quelle americane. Ancora oggi, ci sono atti di reale eroismo (proprio perché il vecchio GOP appare ostaggio del ciuffo), da parte di Repubblicani che stanno permettendo che il processo di nomina di Biden prosegua. Ma cosa, se uno solo di questi si fosse rifiutato? Davvero mi stupisco di quanto sia fragile la Democrazia, e di quanto il processo elettorale americano sia malfermo, basato in gran parte sulla “galanteria” tra avversari.

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      1. ijkijk

        Io invece credo che i credenti della FF siano una piccola minoranza, ma un’elite fra i complottisti, per un semplice fatto. Per credere alla FF bisogna essere coscienti che esiste un problema energetico e/o ambientale e/o economico e che il coso di Rossi sarebbe la soluzione ovvia, ma non ce lo vogliono dire e stanno insabbiando tutto perchè la lobby dei petrolieri etc. etc. Un minimo di conoscenza, non dico tecnica, ma almeno sapere che l’argomento esiste e di cosa si parla quando si parla di energia. Per credere a Qanon non è necessario alcun titolo di studio tanto che potresti pure essere analfabeta, anzi, forse la cosa aiuterebbe pure, e potresti pure credere che l’energia venga dal contatore della luce o dal distibutore o perfino dai soldi che hai nel portafoglio. Mi piacerebbe tanto vedere dati statistici sui belivers di tutte queste fregnacce. Nella vita reale ne conosco troppo pochi per trarne conclusioni.

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