xkcd: COVID Risk Chart

Non poteva mancare una risk analysis di Randall sul COVID.

E siccome Randall è(ra) un ingegnere aerospaziale, la risk analysis non poteva che essere questa qua sotto:

covid_risk_chart

Che è qualcosa di molto simile a una risk chart che vien fuori nei documenti che faccio io per lavoro, con i rischi categorizzati con un codice colore in cui il rosso è chiaramente il peggiore, e il verde indica rischio trascurabile.

Sull’asse x c’è la misura del rischio di prendersi il COVID-19, sull’asse delle y abbiamo invece rischi “non-COVID”. Il contenuto della chart è un set di comportamenti più o meno probabili, come ad esempio “fare skateboard nel pit -che sarebbe la parte sotto il palco di un concerto- di una nave da crociera”, “aprire un banchetto di baci gratis in un sito di test per il COVID-19”, “chat video”, “farsi fare una pulizia dentale da un contatto Tinder”,e  così via.

Non sorprende quindi che la combinazione di rischi più alta (in basso a destra) sia a carico di “vincere una gara di mangiata di provette in un laboratorio che fa test COVID“.

Nè sorprende l’alt-text:

“first prize is a free ticket to the kissing booth”

 

Barney

12 pensieri su “xkcd: COVID Risk Chart

  1. Susanna

    Come tutti gli ingegneri (sottoscritto compreso) estremamente preciso ma non vede al di là del proprio naso. Manca alla sua analisi il torneo di sputi in faccia che si tiene mensilmente a Vergo-Zoccorino, ridente paesino della Brianza. E’ stato sospeso per un paio di mesi ma se non vado errato dovrebbe aver ripreso da qualche settimana. Sempre obbligo della mascherina (ma col buco)

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  2. blogdibarbara

    Però stare a casa – qui a rischio minimo su entrambi gli assi – è ad alto rischio per persone a rischio di infarto che si mantengono in forma con lunghe passeggiate. Non a caso nei primi due mesi di arresti domiciliari sono triplicate le morti per infarto a causa della quasi inaccessibilità degli ospedali per problemi non-covid, e delle ripetute raccomandazioni di non andare all’ospedale perché ad altissimo rischio di infezione, che dissuadevano le persone ad andarci, come avrebbero fatto prima, ai primi segni. Nei mesi successivi sono poi aumentati gli infarti a causa appunto dell’impossibilità, per le persone a rischio, di prevenirli con delle sane passeggiate e un po’ di ginnastica all’aperto, nuoto in piscina eccetera. Inoltre in questi mesi sono diminuite del 52% le diagnosi di tumore, vale a dire che ci sono migliaia di persone che hanno un tumore ma non si stanno curando perché non lo sanno. Aggiungi tutte le persone che hanno contratto il covid dai famigliari a causa dello stretto contatto imposto dagli arresti domiciliari (nessuno lo ha preso correndo per strada o nei parchi o sulla spiaggia, facendo la spesa al supermercato ecc., pochi nei posti di lavoro) e quindi in conclusione stare a casa non è poi così a basso rischio.

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    1. gaberricci

      A quel che ho visto (lavoro in un pronto soccorso) le persone non sono morte di infarto perché gli ospedali erano chiusi ai non-Covid (almeno il mio non lo era affatto… e così la maggioranza degli altri, a quel che ho visto), ma perché hanno smesso di venirci per la paura del Covid. È vero però che in quei tre mesi abbiamo visto una quantità di dolori toracici ridicolmente bassa.

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      1. rmammaro

        è che la matrice dei rischi multidimensionale non è ancora stata inventata. o comunque io non la conosco. e comunque non la utilizzerei perché la vita è già un bordello così, guardandosi dai pericoli uno alla volta. e però sì, è probabile che più persone siano morte per una diminuita disponibilità ad andare in ospedale. è morire per covid, senza averlo nemmeno visto, il covid. era quello che si prevedeva potesse accadere lasciando che gli ospedali fossero sommersi.

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      2. blogdibarbara

        Sì, l’ho scritto: le raccomandazioni a non andare in ospedale, se avete sintomi chiamate il vostro medico, chiamate questo numero ma non andate al pronto soccorso. Paura al 90% indotta. Come quella di adesso, con l’allarme focolai, cioè una dozzina di positivi la quasi totalità asintomatici. L’imprenditore veneto che non si è fatto ricoverare ed è andato in giro a destra e a manca e ha infettato mezzo mondo. Poi vai a controllare: a causa sua sono stati riscontrati cinque positivi. Cinque.
        Sei medico?

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      3. gaberricci

        Un momento: se avete questi sintomi, non se avete dolore toracico. Poi sono d’accordo sul fatto che il pendolo sia oscillato da un giorno all’altro da “è solo un’influenza, continuate a consumare” a “è la nuova peste, moriremo tutti”, con terrore indotto.
        Sì, sono medico. E lavoro in Veneto. La storia è stata grandemente pompata dal presidente della regione che vuole sfruttare il colpo di fortuna di avere nei suoi ospedali anche gente competente che gli ha fatto passare il Covid tutto sommato “bene”, e quindi ha aperto la caccia all’untore.
        Ciò non toglie, comunque, che allora la paura fosse pienamente giustificata, e che una maggiore chiarezza ed una minore necessità di fare del sensazionalismo (anche da parte del governo) ci avrebbe molto aiutato. Sia a prevenire le morti DI Covid (che sono stati tanti, ed i malati ancora di più, e se tanti colleghi non fossero stati bravissimi a gestire la situazione avremml veramente avuto i morti in strada, con un sistema sanitario sommerso a causa di decenni di tagli al grido di “tanto non si ammala più nessuno”), sia quelle avvenute PER il Covid.

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      4. blogdibarbara

        In teoria sì, però ho visto in giro raccomandazioni di non recarsi al pronto soccorso in generale, proprio in quanto luoghi privilegiati di contagio. Il mio poi è stato fin dall’inizio decretato come ospedale covid, per cui non funzionava per niente altro, tranne, credo, per i parti, e in nessun caso il pronto soccorso. La cosa pazzesca è che tuttora non funziona niente, con gli ingressi transennati e i cartelli vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori, pericolo contagio coronavirus, con, in tutta la regione, 0 pazienti covid in terapia intensiva, 0 in semi-intensiva, da un paio di giorni 0 degenti normali con sintomi e, in oltre 30 giorni, una manciata di positivi asintomatici. E io mi metterei a tirare bombe a manetta, per i tagli degli ultimi decenni, per come è stata gestita la faccenda fin dall’inizio, da “l’unico virus è il razzismo” al rifiuto di mettere in quarantena chi arrivava dalla Cina a quello di mettere in isolamento i focolai, alla caccia all’uomo che rema a trecento metri dalla riva. Se a Vo’ non ci fosse stato un medico che si è assunto la responsabilità di violare tutte le norme e ignorare tutti i protocolli, sarebbe stata un’ecatombe.

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