la vita ai tempi del virus #3: un bilancio della prima ondata

Che cosa resterà di questo fine inverno-inizio primavera 2020, negli annali?

  • Le parole: Lockdown, Assembramentio Distanziamento, Mascherina, DPI, Congiunto, wet market, droplet, gel igienizzante, autocertificazione, smart working, didattica a distanza…
  • I concetti: infettività, tasso di mortalità, R0 (se non vi chiamate “Gallera” dovreste oramai averlo capito :-)), il salto di specie, lavarsi le mani…
  • le cure e prevenzioni (vere o presunte): clorochina, idrossiclorochina, plasma iperimmune, vaccino, tocilizumab, remdesivir, la Vitamina C, la Vitamina D, l’aglio, la cipolla, l’alcool, la madonnina di Lourdes, Padre Pio…
  • I Colpevoli e/o gli Eroi (aka I buoni e/o i cattivi): i cinesi, gli americani, i tedeschi, il pipistrello, il serpente, il pangolino, i poteri forti, Big Pharma, Dio, Satana, il Papa, il Papa Emerito, gli epidemiologi, i virologi, i tuttologi, i giornalisti, i complottisti, la Trilateral Commission, George Soros, Bill Gates, Xi Jin Ping, Donald Trump, gli ebrei, il 5G…
  • I problemi veri d’aaggente: il campionato di calcio che non riparte, Wimbledon cancellato, le Olimpiadi rimandate al 2021 ma che comunque si chiameranno “Olympic Games 2020”, i concerti posticipati e ripagati col voucher che ti sbatti sui coglioni…

Più un po’ di cose che ho notato forse solo io:

  • La merda e il piscio di cane che almeno nella mia città han raggiunto livelli che nemmeno negli allevamenti intensivi di maiali della Val Padana.
  • la quasi assoluta ignoranza scientifica del 99% dei giornalisti italiani.
  • la assoluta mancanza di senso dello stato del 100% dei politici dell’opposizione.
  • la totale inadeguatezza al ruolo del 100% dei politici della maggioranza E del 100% dei politici dell’opposizione.
  • La paura del contatto fisico per strada, nelle case, tra parenti. Anche in regioni dove l’epidemia è stata assolutamente sotto controllo sin da quasi subito.
  • la resilienza della popolazione italiana, almeno dei toscani (ma qua si sa che a noi c’importanasega di tutto).
  • la triste e preoccupante adesione acritica a qualsiasi norma venisse erogata dal Governo da parte della maggioranza della popolazione italiana.
  • la politicamente comprensibile ma purtuttavia assolutamente ridicola presa di posizione diametralmente opposta a quella del governo da parte dei caporioni e dei tifosi dell’opposizione, altrettanto cieca e acritica, a prescindere.
  • la totale inadeguatezza del sistema di gestione delle emergenze, in questo paese. Checché se ne dica, abbiamo avuto una quantità di morti enorme, se consideriamo che abbiamo chiuso tutto per primi, e che abbiamo tenuto chiuso per più tempo. Siamo riusciti a far morire gli anziani negli ospizi come mosche, ai medici e agli inferimeri e’ andata poco meglio: erano attrezzati più o meno come gli alpini che il Duce mandò a morire in Russia, con le scarpe di cartone.
  • la quantità di stronzate che ha raggiunto livelli da diluvio universale in tutti i campi, dalla scienza all’economia.
  • la pertinace convinzione nella maggioranza degli utenti dei social media che studiare non serve a un cazzo, e che l’unica università seria e’ quella di Youtube o -in alternativa- quella della vita.
  • i discorsi di Conte, prima su Facebook poi in tv, a raccontare l’ovvio e a deliberare l’assurdo.
  • le fantastiche conferenze stampa della Protezione Civile, in cui pareva di assistere all’estrazione dei numeri della tombola da tanto non avevano senso le cifre snocciUolate.
  • la mia playlist giornaliera per sopravvivere al COVID-19 arrivata al giorno 77, che un giorno pubblicherò anche qua… ma non è questo il giorno.

 

 

Barney

10 pensieri su “la vita ai tempi del virus #3: un bilancio della prima ondata

      1. blogdibarbara

        Vera anche questa.
        Ah, la merda di cane è vero, bisogna camminare con gli occhi a terra per non metterci i piedi sopra – cosa in effetti avvenuta, ed era anche particolarmente scivolosa, roba che dopo essere caduta due volte in casa, cosa decisamente poco piacevole per una che va per i settanta, finisce che casco anche sulla merda.

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  1. ijkijk

    Manca il Giro d’Italia cancellato, l’unica cosa che mi è mancata.
    Andare a correre con i tasca copie di dcpm e circolari è stata svicolando insulti e controlli è stato un bel diversivo.

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      A caso: avrei proibito ai virologi di prendere le redini del gioco, fidandomi degli epidemiologi. Se ti serve imparare a guidare una macchina, non ti affidi ciecamente a chi cerca di spiegarti come funziona lo spinterogeno, perché non ne hai bisogno.
      Avrei chiuso Lombardia, Emilia Romagna e Veneto subito, lasciando le altre regioni libere, perché il resto della nazione ha avuto un impatto da virus paragonabile a quello della Germania.
      Avrei emesso un solo cazzo di autocertificazione, e un solo decreto di 10 pagine. Scritto in italiano e non in politichese.
      Avrei concentrato le nulle risorse nazionali per la gestione centralizzata degli acquisti dei dispositivi necessari, e li avrei dislocati sul territorio a seconda delle esigenze locali. E avrei scelto IO 10 tecnici come consiglieri, non centinaia scelti dagli amici alleati.

      La cosa che riconosco a Conte è di averci messo la faccia -anche troppo-; pur non essendo adeguato a gestire l’emergenza, ma con i superpoteri che si è arrogato avrebbe potuto fare molto di più. Scontentando molti politici amici, ma il suo ruolo non è quello di piacere agli amici.

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