Filosofia da muro #155

In lockdown nella città per vecchi, godo d’una certa libertà di movimento sia per le dimensioni della Metropoli dove abito (il centro storico e’ circondato da un giro completo di mura di 4,3 km, fate voi i conti di quanto potrà essere ampia…), sia perchè adesso in giro ci siamo solo noi residenti (credo meno di ottomila).

Girando cerco sempre nuove scritte, ma il periodo non è certamente propizio per un graffitaro, che oltre al fatto che teoricamente dovrebbe starsene chiuso in casa deve anche fronteggiare una -immagino io- carenza di bombolette spray.

Ma una scritta nuova l’ho scovata, e non mi pare tra le più tranquillizzanti:

20200416_085149

A me ha fatto subito venire in mente uno stalker che si rivolge minaccioso alla sua vittima, con un avvertimento che potrebbe essere l’ultimo prima di alzare le mani.

In quel vicoletto non ci abita nessuno, va detto, e oltre io che vado in caccia di scritte ci passa davvero poca gente (ieri ci ho trovato uno che faceva i saltelli con la corda, per allenarsi, sicuro che non sarebbe passata anima viva), ma per sicurezza terrò d’occhio la zona, e drizzerò le orecchie quando ci passo, tanto adesso oltre ai merli e ai gabbiani non ci sono altri rumori.

 

 

Barney

 

9 pensieri su “Filosofia da muro #155

  1. blogdibarbara

    I negozi di ferramenta sono sempre rimasti aperti, quindi le bombolette non sono un problema. In compenso ho visto che sia al supermercato che da Acqua&Sapone nel reparto casalinghi c’è un cartello che informa che quegli articoli non sono in vendita, perché evidentemente non sono ritenuti di prima necessità, e quindi se ti si buca la tua unica pentola da qui in avanti mangi mozzarelle e scatolette di tonno.

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  2. Pendolante

    Tu pensa che a me ha fatto venire in mente la signora alla cassa del supermercato, nel periodo in cui non si trovava disinfettante per le mani, che se n’era accaparrata 5 boccette. Quando la cassiera le ha fatto notare che poteva cederne un paio alla signora in fila dietro di lei, le ha risposto: “meglio che muoia lei che io”

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