“Parasite”, Bong Joon-Ho (Corea del Sud, 2019)

Se volete divertirvi pensando, andate a vedere “Parasite”.


parasite

La potrei finire qua e sarebbe più che sufficiente, ma devo innanzitutto far notare che siccome questa pellicola ha vinto la Palma d’Oro a Cannes, mentre “Joker” si è aggiudicato il Leone d’Oro a Venezia, allora si potrebbero trarre conclusioni sulla qualità delle rispettive giurie (e a mio modestissimo avviso vincerebbero i cugini francesi a mani basse…), o dei film presentati al Lido o alla Croisette (come sopra).

Non spoilererò nulla della seconda parte del film, tranquilli. Vi prego però di spendere un paio di minuti non a leggere il resto dei miei deliri, ma a guardare con attenzione la locandina qua sopra, e confrontarla con quella di Joker.

Là abbiamo Phoenix che prende tutto lo spazio con la faccia truccata da Joker, perchè Phoenix è il film.

Qua sopra abbiamo invece (quasi) tutti i protagonisti raccolti sul set principale del film di Joon-Ho (che tra l’altro è anche il regista di questa roba qua, altrettanto da vedere), una villa ultramoderna (la metto tra i protagonisti principali) su una collinetta di una città coreana. Ma se andrete a vederlo, nella locandina potete trovarci altri “protagonisti”: il quadro alla parete a sinistra, quella roba sul tavolo sotto al quadro accanto alla ragazza, le lampade tonde a destra… tutto funzionale ad una storia che parte con i crismi di una commedia classica occidentale ma che muta in altro man mano che il plot si dispiega.

In breve, e senza svelare nulla di fondamentale: una famiglia coreana (padre, madre, un figlio e una figlia) che vive in uno scantinato adattato a casa quasi abitabile, tira avanti grazie ad espedienti quotidiani. Si avverte subito nella famiglia l’orgoglio di poter sopravvivere sostanzialmente da parassiti, con il minimo sindacale per raccattare i soldi per mangiare.

Un giorno il figlio riceve da un amico in partenza per l’estero la richiesta di sostituirlo come insegnante di inglese di una ragazza di ottima e ricchissima famiglia. Titubante, il ragazzo ci prova, viene accettato dalla padrona di casa e dà il via a tutto quel che segue.

Un film splendido anche senza stare a tirar fuori le possibili letture politiche locali, anche perchè la storia si adatta secondo me a buona parte del mondo (con aggiustamenti, e non vi sto a dire quali), quindi andatelo a vedere prima della inevitabile trasposizione occidentale (che ci sarà, ci potrei scommettere dei soldi: le buone idee sono difficili da avere, ma facili da copiare). Tutto bello: gli attori, la sceneggiatura, la fotografia, la villa in cui si svolge l’azione ma anche il tugurio d’origine della famiglia dei parassiti.

Per me il miglior film da anni (con questo dovrei avere convinto parecchia gente a non adare a vederlo, purtroppo…).

 

Barney

 

5 pensieri su ““Parasite”, Bong Joon-Ho (Corea del Sud, 2019)

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