Un florilegio di puttanate

I primi giorni dopo qualsiasi tornata elettorale italiana sono quelli in cui si sentono e si leggono le peggio idiozie. Come potevo quindi esimermi dal portare anche io il mio contributo al maelstrom, eh?

iniziamo con i risultati contestualizzati: si trattava di elezioni europee e, a parte il giochino di chi piscia più lontanto che serve ai partiti italiani a riposizionarsi (qualsiasi cosa ciò significhi) in uno scacchiere locale per poi riscuotere in termini di leggi, voti e ministeri, si dovevano mandare al parlamento Europeo dei nostri rappresentanti. I quali poi faranno politica in uno degli otto gruppi costituiti a Bruxelles e Strasburgo (più un gruppone di cani sciolti, che non si nega a nessuno). Al nostro paese spettano in prima battuta 73 scranni (diventeranno -forse- 76 quando -forse- il Regno Unito deciderà finalmente di uscire dalla UE. Forse, appunto).

Il Ministero di Salvin degli Interni ci informa che dei 49 milioni e rotti di aventi diritto al voto il 56% si è effettivamente recato alle urne. Di questi, il 34,33% ha votato (come sapete tutti) Lega, il 22,69% il PD, il 17,07% i 5Stelle, l’8,79% Forza Italia e il 6,46% Fratelli d’Italia. Sommando questi voti si arriva neanche al 90% (del 56% dei votanti), perchè l’Italia ha uno sbarramento al 4% che se non lo superi è come se tu non avessi partecipato alle elezioni. I 73/76 italiani andranno a costituire circa il 10% del parlamento, formato da 750 membri, dividendosi nei vari gruppi.

La cosa che mi ha colpito di più è che di questi 73/76 italiani, nessuno andrà nè nel raggruppamenti dei liberal-democratici, nè in quello dei Verdi/autonomisti, rispettivamente il terzo e quarto gruppo politico europeo. Uno o entrambi di questi gruppi sono indispensabili per la nuova maggioranza, che non può più essere il classico PPE+S&D, come si vede dall’immagine sotto:

EUParl2019

Sia ALDE che i Verdi sono molto cresciuti in Germania, Francia e Gran Bretagna. Da noi sono zero.Questo è un dato che a me fa una certa impressione, perchè disegna un paese vecchio, senza ideali ambientalisti e terrorizzato dal libero mercato (dal capitalismo vero, oserei dire). In effetti questa è una foto perfetta dell’Italia, e potrei fermarmi qua…

Dando uno sguardo a chi ha vinto, i 29 eurodeputati della Lega si troveranno sicuramente maggioritari, ma del gruppo Europa delle Nazioni e Libertà, che conta 58 sovranisti. Anche se si alleassero con il gruppo dei cattoconservatori dell’ECR (in cui andranno i 5 fratelli della Meloni), e con i seguaci di Farage di EFDD (vecchia casa dei grillini, che adesso non so davvero cosa faranno…) otterrebbero molto meno di 200 seggi, che -la matematica non è un’opinione- è ancora meno di 376, che poi è la maggioranza necessaria per governare.

Insomma, ‘sti sovranisti-nazionalisti-fedelialsacrocuorediMaria hanno vinto, certamente, in Italia, ma in Europa non conteranno un cazzo o quasi (francesismo, che anche i nostri cugini hanno la loro Le Pen), per cui chi credeva che il CapitOne guidasse le truppe della val Brembana alla conquista del parlamento Europeo avrà un’amara sorpresa. Ammesso che si svegli, chiaramente.

Una delle spiegazioni che va per la maggiore sui social oggi è che chi ha votato Lega è una persona di cultura medio-bassa, diciamo con appena la licenza elementare. La cosa viene tirata fuori identica ogni volta che vince un partito “nuovo”: s’è detta per gli elettori di Berlusconi e s’è detta uguale uguale per i grillini. Il sottinteso a questo ragionamento è che chi non ha votato Lega è un dottore di ricerca, il che è un nonsenso per una serie di motivi. Il principale a mio modesto modo di vedere è che è la maggioranza degli italiani ad essere di cultura medio-bassa: i libri li si usa come zeppa per i mobili che traballano, al cinema si va solo per vedere il kolossal di stagione, ci si nutre di musica che farebbe schifo al porco e si vive in un XFactor-GrandeFratello-MasterChef continuo. GLi elettori poi sono fluidi, e siccome i leghisti non nascono per generazione spontanea essi prima votavano qualcun altro. magari il PD o i 5Stelle. Quindi, o erano bifolchi anche prima, o non lo sono neppure adesso. Io -come già detto- propendo per la prima ipotesi.

La riflessione più seria l’han tirata fuori i WuMing, che spero qualcuno sappia chi sono senza andare a chiederlo a Google. Nel pezzo pubblicato oggi su Giap! i WuMing analizzano l’altro dato eclatante di questa tornata elettorale, da molti passata in totale silenzio: la percentuale di astenuti, e di conseguenza la percentuale di voti reale che ciascun partito ha preso rispetto al totale degli elettori. Si scopre ad esempio che il fantasmagorico 22,69% del PD corrisponde a meno voti reali rispetto alle politiche di un anno fa. Se si rapporta il 34% della Lega all’intero bacino elettorale, esso rappresenta il 19% dei 49 milioni di Italiani. Tanto, ma infinitamente meno del 34%.

Conclusione: Elezioni Europee, l’Italia conterà nulla o quasi nel nuovo Parlamento, i sovranisti continueranno a fare folklore, molta gente crede così tanto nei selfie di Salvini e di Di Maio, e nelle sparate di Zingaretti che preferisce starsene a casa piuttosto che andare a votare.

Potrebbe anche andare peggio: potrebbe piovere…

 

 

Barney

8 pensieri su “Un florilegio di puttanate

  1. rmammaro

    D’accordo, specialmente nella prima parte: è la meccanica conseguenza di essere un Paese vecchio e arretrato, che plasticamente si esprime con ALDE che non supera il 4% e i Verdi non pervenuti. Sulla questione di Wuming, un pò meno, sicuramente alla lettera è vero. Ma la partecipazione o no al voto è una delle variabili in campo, perché (è un nostro costume probabilmente non isolato) invece di parlare di politica europea, si parla di politica italiana, anzi possibilmente di pollaio. Detto da uno che pensa che per parlare bene di politica italiana si dovrebbe SEMPRE parlare di Europa, figurati come posso considerare questo fatto. Che però c’è, e magari l’astensione è una conseguenza perfino logica.

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Io credo invece che le %ali di voto, quasi sempre in calo di anno in anno, siano lo specchio di un disincanto per la politica in buona parte di chi alle urne non ci va. Forse anche perché non si riconosce in nessuna delle proposte.

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      1. rmammaro

        Le cose cambiano. E comunque non è che gli eletti siano per questa ragione meno legittimati. Poi, il fatto di non riconoscersi in nessuna delle formazioni politiche forse racconta anche di un’altra tendenza secondo me sbagliata: che è quella dello scarso coinvolgimento di cui la politica soffre. L’unico aspetto positivo che io vedevo in Berlusconi come nei Grillini è quello di aver portato al voto tanta gente che prima non votava. Potrei dire in modo sbagliato, ma di averli fatti sentire parte del gioco. Perché non sentirsi parte del gioco, fa parte del gioco. Per me.

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  2. farovaleblog

    Dimenticavo: io, da scrutatrice, li ho visti in faccia i votanti. Confermo la sensazione della mancanza di istruzione. Inoltre sono anni, e in questo più di altri, che mi stupisco dell’età media: 70% anziani.

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  3. wwayne

    Anch’io non sopporto questa tendenza (tipica soprattutto della sinistra) ad addossare al popolo la colpa di una propria sconfitta elettorale. Non siamo noi che abbiamo fatto schifo, sono loro che non ci hanno capiti. Il massimo dell’autocritica che riescono a fare i politici di sinistra è “Abbiamo fatto grandi cose, ma non le abbiamo sapute comunicare”. Frase anch’essa molto offensiva per l’elettorato, perché presuppone che gli italiani non sappiano accorgersi da soli se qualcuno ha lavorato bene o male, e bisogna che i politici glielo spieghino facendogli un disegnino.

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