Filosofia da muro #143 (hat trick: Pendolante)

Ho una bella serie di scritte murali, ma quella che mi ha spedito stamani Pendolante non può aspettare, e passa direttamente dalla casella di posta a questa pagina, facendo scorrere la coda d’attesa.

Perchè arriva proprio “in tempo”:

IMG-1998

Siamo a Bologna, e si parla ovviamente del circo che proprio oggi s’è aperto qualche centinaio di chilometri più a nord.

Manca magari un segno di interpunzione tra la prima e la seconda frase, ma il concetto è chiaro e del tutto condivisibile, almeno per me.

Non c’è molto altro da aggiungere, se non il brano musicale che in quest’epoca in cui l’ignoranza è uno standard è un bolero.

Ma falso.

 

Barney

4 pensieri su “Filosofia da muro #143 (hat trick: Pendolante)

  1. blogdibarbara

    Quello che non finirà mai di sconvolgermi è che dopo avere rivendicato – e ottenuto – il diritto di assassinare legalmente i propri figli, e oltretutto a spese della mutua, cioè anche mie, adesso rivendichino anche quello di zittire qualunque voce di opinione contraria. Ossia di assassinare la libertà di parola.
    VOI NON SIETE PRO SCELTA
    SIETE SOLO ANTI LIBERTÀ DI OPINIONE

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Sono d’accordo solo sulla parte “tutti hanno il diritto di parlare”. Aggiungo che chi la pensa diversamente dovrebbe dare zero importanza a questo raduno di cattotalebani d’accatto. Pure io.
      Che nei limiti imposti dalla legge hanno -lo ripeto- tutti i diritti di fare il contro-gay pride.

      Però pure io ho il diritto di pigliarli per il culo e di considerarli un ridicolo anacronismo.

      Sull’aborto rispetto le scelte individuali, sono certo che chi l’ha scelto ne sopporta il peso per tutta la vita.

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    2. gaberricci

      Assassinare?

      Ad ogni modo, credo che l’aborto, per il “congresso” che si sta tenendo, malauguratamente, nella città in cui vivo (fortuna che ho lavorato), sia una specie di specchietto per le allodole: a nessuno dei partecipanti a quel congresso interessa “difendere la vita”, ma a difendere lo sfruttamento di un intero genere.

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  2. rmammaro

    Viene fatta una certa confusione tra diritto alla vita e diritto all’autodeterminazione. Nessuno toglie la vita a nessuno, magari non si sente di darla, e direi quasi sempre con dolore. Non capisco come mancanza di comprensione e amore possano stare insieme. Infatti non ci stanno.

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