Lettera aperta all’amico piddino

Caro amico piddino, che domenica hai votato alle Primarie per l’ennesima volta, scegliendo tra tre candidati che si distinguevano per sfumature di programmi che non esistono,

oramai dovresti avere capito che queste primarie hanno l’unico scopo di dare un senso a un partito che solo di autoreferenzialità vive, che si ritrova esclusivamente quando c’è da decidere chi sarà il frontman di un gruppo imbolsito, in cui il chitarrista è stato sostituito da un mediocre suonatore di trombone e tutta la sezione ritmica si poggia su dentiere che sbattono nei bicchieri di vetro. E te che sei cresciuto con i Clash e i Sex Pistols ti ritrovi a dovere ascoltare questo liscio da balera, e a dover dire anche che ti piace. Però dovresti prendere atto che non è cioccolato, quella roba nel piatto.

Caro amico piddino, non credo tu uscirai presto dal tunnel in cui una classe dirigente da confino nei gulag ti ha trascinato in trent’anni di quasi vittorie per manifesta inesistenza di avversari, sconfitte assurde, rincorse populiste dietro un paese che preferisce sempre il populista originale all’imitazione, tentativi di nascondere la tua cultura da spocchioso radical-chic di fronte ad elettori che sono interessati a tette, culi e palloni piuttosto che alla situazione politica in Siria. Stasera m’è capitato, amico piddino, di ascoltare il vecchio Bersani che si è lanciato in una corretta analisi di uno dei cavalli di battaglia dei leghisti (la legittima difesa), snocciolando i termini della questione come vanno snocciolati (in quattro anni i casi di persone giudicate per legittima difesa sono sette. Sette, porca puttana), per poi cadere nell’errore più banale di voler correre dietri a Salvini (“Noi non abbiamo dato ascolto agli italiani su questo problema”. Ma QUALE problema, di grazia? Hai detto tu che non esiste il problema!). Ecco, amico piddino: fintanto che rincorrerete la destra su questo campo perderete, anche se ci fosse Berlinguer come Segretario.

Caro amico, ora gioisci per i sondaggi che ti danno ad un’incollatura dai grillini (e non hai ancora capito che l’italiano medio piuttosto che dire che votera’ Lega o M5S si professa omosessuale, per poi votare ovviamente per Salvini e Di Maio), e strolaghi di quali alleanze sia meglio arronzare per le Europee (ci sarà da ridere, in questi mesi).

Ma finché non avrai lasciato da parte il partito, e non ti rivolgerai alle persone invece che alle tessere, non ti schioderai da una mediocre assenza sia dal governo che dall’opposizione. Un nulla cosmico, una vacanza dalla realtà che dura da trent’anni, e che sarebbe l’ora di interrompere. Per il bene del paese, e non di una delle dodicimila correntine di pensiero che credi animino questo mammuth oramai congelato che continui a preferire chiamandolo “male minore”. Il male minore sarebbe prendere atto che le grandi lotte etiche si fanno e son giuste, ma al momento giusto, e no: il momento non è questo.

Caro amico piddino, ma tu “Common People” dei Pulp cantata da William Shatner e Joe Jackson l’hai mai ascoltata? Cercati il testo, e sappi che la stronzetta ricca sei tu.

Vai, che poi mi rammenti.

 

Tuo,

Barney

5 pensieri su “Lettera aperta all’amico piddino

    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Prendere atto che il PD da almeno 30 anni -salvo piccole pause- non ha un’idea vincente non significa che io approvi i leghisti o i grullini, o la combinazione tra questi due liquidi immiscibili che sta dando origine al peggio del peggio. Significa che piuttosto che votare il “male minore” annullo la scheda, o voto il partito piu’ liberale che mi trovo davanti (il che oggi e’ un’impresa).

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  1. gaberricci

    Ridicolo lasciarsi dettare l’agenda dall’avversario politico; mi ricorda quella vecchia barzelletta: non discutere mai con un idiota. Ti trascina nel suocampo e poi ti batte di esperienza. Ciò detto, vogliamo anche parlare del fatto che il PD è agonizzante per via del fatto che non ha mai saputo proporre una vera alternativa all’ideologia unica (di cui Salvini e Di Maio si presentano artificialmente come oppositori), ed ha vinto (di poco) solo perché un periodo il “male maggiore” era Berlusconi?

    P.S.: “una classe dirigente da confino nei gulag”
    AMEN.

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