Lettera aperta all’amico grillino

Caro amico grillino. tu che alle elezioni del 2018 hai votato per Di Maio Premier (ma ti sei trovato con Conte Premier, e no: non l’hai scelto tu…) e che ti appresti a rinnovare la tua fiducia al MoVimento dopo quasi dieci mesi di governo in coabitazione forzata con i leghisti (che erano i tuoi nemici alle elezioni:

io in fondo ti capisco.

Capisco l’entusiasmo per la novità, capisco il rigetto del passato e capisco anche il prendere le distanze da quel passato, perché è prendendo le distanze che ci si distingue e ci si costruisce una verginità candida e pura, e allo stesso tempo si trova il colpevole di tutto quello che fino ad oggi è andato male: quelli di prima.

L’economia va male? Colpa di quelli di prima, che poi sono il PD -diciamolo-, per tutta una serie di ragioni, non ultima il loro avere accettato l’Euro (di Prodi) e avere perso la prerogativa di stampare moneta (da qua derivano signoraggio, aggiotaggio, abigeato, poteri forti, scie chimiche).

Manca il lavoro? Colpa della riforma del Jobs Act (del PD, e il nome fa davvero schifo al maiale, te ne dò atto).

Siamo in recessione, unico stato europeo? Colpa del PD (anche se non governa da quasi un anno).

Lo spread? Non è un problema, e comunque se lo fosse sarebbe colpa del PD.

La TAV? L’ha decisa il PD, così come la TAP e le trivelle. E anche le pubblicità del gioco d’azzardo. Poi basta fare una “costi-benefici” e passa la paura.

[Incidentalmente ti chiedo, amico grillino: farete la “costi-benefici” anche per salvare per la settima volta Alitalia, o non serve perchè la commissionereste direttamente ai dipendenti della compagnia di bandiera?]

Le buche di Roma? Frutto di anni di incuria, e sarà un caso ma molti di quegli anni vedevano il PD al governo della città.

Il crollo del ponte di Genova? Del Rio sapeva e non ha fatto nulla, e di che partito è Del Rio, eh?

Caro amico grillino, ti capisco. Ma ti ripeto che son dieci mesi che al governo c’è un Premier grillino -non eletto, nè scelto dalle Parlamentarie, ma son particolari-, che le leggi le fate voi assieme ai leghisti, e che le regioni in cui il PD conta ancora qualcosa si contano sulle dita di una mano.

Lo so, amico grillino, tetragono e speranzoso nel futuro descritto da Gianroberto Casaleggio nel suo delirante corto “Gaia“: a volte è difficile giudicare gli atti di questo governo. E allora chiedi tempo per capirci di più (magari fai anche te, da solo, una “costi-benefici”…), o svicoli su argomenti più semplici ed innocui (il tempo -a meno che non si parli di riscaldamento globale-, lo sport, Sanremo…), oppure rimarchi le cose buone fatte dai Serpeverde in questi dieci mesi, incluso il Reddito di Cittadinanza che io personalmente non ho capito come funzionerà, chi potrà chiederlo, quanto dura, con quali soldi si finanzierà.

[Infatti, non essendo grillino, non mi sono preso il tempo per studiare le carte. E quindi sono del PD -che non è vero, ma te lo lascio credere per comodità]

Ma è una cosa buona, alla fine.

Forse.

Perchè hai votato i 5 Stelle, alla fine? Secondo me perchè quelli che c’erano prima non ti rappresentavano, anzi: rappresentavano i poteri forti -le banche, l’Europa, le multinazionali, Bilderberg, la Trilateral Commission-, e hai pensato “beh, votiamo qualcun altro, qualcuno che non è banche, Europa, multinazionali, Bilderberg o Trilateral Commission. Uno come me”.

Ecco, il punto è proprio qua: hai votato uno come te, o come me (anche io non sono banche, Europa ecc ecc ecc), con la convinzione che siccome uno vale uno (ma due gambe è meglio, chiedete ai maiali di Orwell) chiunque può fare tutto. Basta essere onesto, impegnarsi, studiare le carte, chiedere a qualcun altro uguale a te o a me,che come te e me non sa di una certa cosa, e sperare che due ignoranze (o mille) sommate facciano un fine economista, un virologo, un ingegnere strutturale, financo un brillante Presidente del Consiglio (o Ministro dei Trasporti).

Caro amico grillino, la tua fede incrollabile nei tuoi eletti e nei metodi “partecipati” della politica dei 5 Stelle a me ricorda moltissimo un’altra categoria di persone -che da sempre mi affascinano-: quelli che credono a qualsiasi fuffa scientifica perchè l’ha detta qualcun altro rispetto al PD ai veri scienziati, che per loro sono l’equivalente di Renzi e della Bonino. Infatti, tutte le volte che ho la possibilità di interagire con questi credenti della Cargo Cult Science mi ritrovo a chiedergli: “Scusa, mica mica hai votato grillino, te?”, con risultati positivi che sfiorano il 90% di “Si” (conto anche le risposte non date, da persone che si risentono della domanda e svicolano parlando del tempo. Nel 100% dei casi in cui ho potuto controllare, avevano votato grillino: ogni pentastellato che si rispetti sfoggia il simbolo del partito sulla sua pagina facebook).

Amico grillino, ti capisco davvero. Hai visto nel nuovo che avanzava a grandi falcate la traduzione italiana del sogno americano, e come ogni americano che si rispetti hai voluto credere al sogno. Che però sogno rimane: prima o poi ci si deve svegliare, e fare i conti con la dura realtà che non ti permette di usare -ad esempio- i soldi del Monopoli per far fronte alle tue brillanti idee economiche. Prima o poi dovrai dare atto che chi come me considera le parole di un biologo superiori a quelle di una sciampista se si parla di vaccini non è del tutto pazzo, se stiamo parlando di vaccini e non di lavaggio di capelli (puoi sostituire biologo e vaccini con quello che ti pare, ad esempio “economista” e “manovra finanziaria”, “ingegnere” e “trasporti” e così via), e che se tutti abbiamo gli stessi diritti, non vuol dire che abbiamo anche le stesse competenze.

Speriamo sia prima che poi, perchè s’è fatta ‘na certa e un altro anno governati dai dogsitter non credo ce lo possiamo permettere.

Ah, prima che tu lo chieda: arriverà anche la lettera aperta all’amico del PD.

 

 

Tuo,

 

Barney

 

 

 

4 pensieri su “Lettera aperta all’amico grillino

  1. CimPy

    “(…)con la convinzione che siccome uno vale uno (ma due gambe è meglio, chiedete ai maiali di Orwell) chiunque può fare tutto (…) e sperare che due ignoranze (o mille) sommate facciano un fine economista, un virologo, un ingegnere strutturale, financo un brillante Presidente del Consiglio (o Ministro dei Trasporti)(…)”

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