Internet, la privacy e il futuro

La scorsa settimana il parlamento europeo ha approvato una nuova legge che regola i contenuti condivisi su Internet. Le cose vengono spiegate più o meno da tutti così, la Electronic Frontier Foundation la spiega invece cosà (leggetevelo, perché lo scenario della EFF è abbastanza preoccupante…), i parlamentari italiani a Strasburgo (quelli che c’erano) hanno votato in maniera opposta a seconda dello schieramento, ma sono certo che nessuno ha votato avendo capito davvero quello che c’è in ballo.

Nel frattempo, un paio di giorni dopo il voto europeo, m’è capitato sotto mano questo pezzo qua, ancor più apocalittico e con chiare connessioni allo scenario disegnato dalla EFF.

Purtroppo è roba lunga da leggere, ma secondo me è indispensabile capire a cosa possiamo andare incontro nei prossimi anni. Soprattutto se non leggete science fiction, non siete abituati a queste cose che stanno diventando sempre meno fiction giorno dopo giorno.

 

Barney

 

11 pensieri su “Internet, la privacy e il futuro

  1. ijkijk

    Non c’è alcun dubbio che chi ha votato questa cosa non avesse la minima idea di quello che stava facendo e che probabilmente anche volendo non ne avrebbe avuto le capacita tecnico culturali per farlo. Non lo capivano sia per le conseguenze a breve termine ma sopratutto per quelle lungo termine.
    Mi consolo solo pensando che questa stretta di vite sulle nostre libertà sarà aggirata in primo luogo dalla creazione di circuiti/piattaforme alternative e quindi la morte di internet così come la conosciamo, ma in seconda battuta dalla nostra italianità che ci porta a fottercene delle regole. Saremo un faro per l’umanità tutta.

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  2. ijkijk

    Se i temi sono importanti prima o poi fanno breccia anche al di la delle direttive europeee, il copyright e la siae. Immagino tu sappia cosa sta accadendo attorno al film su Cucchi: https://www.nextquotidiano.it/cucchi-proiezioni-illegali-sulla-mia-pelle/
    La Russia era solo un’esempio per dirti che ci si ingegnerà a scegliersi i canali migliori a seconda dei contenuti che si cercano e chi si vuole raggiungere. Chi è un minimo abile ce la fa oggi come ce la farà domani, per gli altri la verità sarà Fb come ieri lo era la Tv senza rendersi conto dei filtri. Già oggi farsi un semplice blog come il tuo non è alla portata di tutti.
    Il problema vero è appunto lo scenario di tecnocontrollo dell’articolone su theatlantic, ma c’è qualcuno di noi che non vive dentro la sua bolla già oggi? Io perchè seguo il tuo blog e non quello di un naziskin? Non certo perchè me l’ha consigliato FB…

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  3. rmammaro

    Non so, certamente il pezzo su Atlantic è molto interessante. Il rischio c’è? Sì. Sarebbe stato meglio non intervenire? Credo che qualcosa sulla questione andasse fatto. Certo, il dubbio è che talvolta le decisioni vengano assunte senza una conoscenza esatta dei valori in campo. Però credo anche che di dibattito ce ne sia stato tanto. Non so se sufficiente, ma sicuramente ognuno ha cercato al suo meglio di ponderare gli interessi divergenti. Magari sbagliando, ma il valore della Democrazia è (dovrebbe essere) anche nella sua capacità di arrivare per affinamenti successivi ad un risultato se non ottimale, accettabile. Esattamente quello di cui i sovranisti dei miei stivali non sentono il bisogno. Il metodo è più importante del contenuto. Ma solo forse. Certezze ne ho finite.

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