La noia, signora… La noia…

E’ la peggiore campagna elettorale cui io abbia mai assistito, questa. Il livello è così basso in media che a sentire parlare Renzi sembra d’avere di fronte un genio appena uscito dal Mensa, e questo dovrebbe bastare. Se non ci credete andate a recuperarvi le interviste fatte da Pif ai vari leader, qui, poi se ne riparla.

D’altro canto, tutti giocano a dir male di tutti gli altri, e negli altri ci sono anche i compagni (spesso obbligati dai giochini delle alleanze turandosi il naso) di coalizioni eterogenee e distoniche al punto che è quasi sicuro che la dichiarazione “Bianco!” del leader di un partito x fatta a mezzogiorno venga sbeffeggiata e contraddetta (“No, NERO!”) entro le 13 dal leader y, alleato per forza ma concorrente interno all’unico scranno che conta: quello di Presidente del Consiglio.

E comunque, lo sappiamo tutti che la colpa di ogni male italiano è degli immigrati, cioè dei negri che portano avanti quell’immeticciamento culturale che in pochi anni demolirà quel che resta delle nostre radici. Tutto organizzato e foraggiato dai finanzieri ebrei (anzi: sionisti) che attraverso la Trilateral Commission e il Gruppo Bilderberg conquisteranno il nostro paese e dopo il mondo.

E’ bello in questo clima di assoluta mancanza di idee intelligenti (la flat tax va fortissimo quest’anno, e ricorda le mode cretine degli stivandali o dei jeans comperati già strappati a brandelli: roba da idioti matricolati, insomma) vedere almeno facce nuove: il Berlusconi ultraottantenne con una capigliatura disegnata a pastello marròn, il Salvini che giura oggi sul Vangelo con un rosario in mano quando ieri giurava sull’ampolla del dio Po e domani giurerà -se eletto- sul tricolore col quale si puliva il culo, il Pierferdy Casini che sta con Renzi nella riproposizione della sinistra DC di quando ero piccolo io. Però senza Aldo Moro. Renzi stesso, yuppie perennemente scravattato in giro a dire di quanto è bravo lui anche quando le cose le fanno gli altri, e di quanto lui sia quasi infallibile.

La pasionaria bionda Giorgia (o Orgia, come la ribattezzò un incauto webmaster nel 2012) Meloni, che sembra perennemente incazzata col suo parrucchiere e che si fa superare a destra dal primo leghista che passa.

E Piero Grasso, a capo di un partito nuovo fatto soprattutto di vecchi ex-comunisti, e Emma Bonino, orfana di Giacinto Marco Pannella ma sempre radicale, e Roberto Fiore che non si capisce se è più fascista o più cattolico, né dove abbia la residenza fiscale, e il nuovo che avanza sotto forma di Giggetto Di Maio, che scopro avere 32 anni ma dimostrarne lombrosianamente solo due meno di Silvio.

Più un Di Stefano tartarugato di nero (il nero va molto di moda in politica, nel 2018), e chissà quante schegge comuniste sempre in esplosione da trent’anni a questa parte, che se si dividono ancora trovano il quark rosso. E altra roba folkloristica, a riempire i buchi sulla scheda elettorale.

Una roba che a sentire i nomi dei partiti, a leggere i “programmi” e ad ascoltare i leader snocciolare vacuità a manovella. ti vien voglia di invocare l’invasione degli Unni, che almeno una strategia ce l’avevano.

In questo clima, gli elettori si dividono in due grosse categorie:

  • gli ultrà della politica, quelli già convinti su chi votare, a prescindere da tutto, che vivono le elezioni come si vive una partita di calcio in curva
  • quelli che titubano, che sono incerti se andare o no a votare e -se andranno- chi votare.

Il primo gruppo e’ la stragrande maggioranza, e far cambiare idea a uno di questo gruppo è sostanzialmente impossibile. Sarebbe come chiedere flessibilità mentale a un tombino di ghisa.

Infatti in queste ultime ore tutti si buttano sul secondo gruppo, il manipolo nemmen troppo piccolo di indecisi che potrebbero cambiare le sorti del voto con la loro scelta.

Il problema che vedo io, però, è che questo secondo gruppo non lo ammannisci e intrappoli con le puttanate che hai destinato alla maggioranza dei tuoi elettori: se un incerto non credeva prima alle tue stronzate è difficile che ci creda adesso.

Quello che succede in situazioni di incertezza totale come queste, secondo l’omino del mio cervello, è che alla fine l’incerto (che è anche quello meno stordito da promesse non mantenibili e quasi del tutto alieno dal voto ideologico) voterà con il cervello invece che con la pancia, e spalmerà le sue preferenze sui due partiti più “centristi” che abbiamo adesso su piazza. E alla fine avremo molto probabilmente una coalizione alla tedesca, e  movimenti di andirivieni tra i vari partiti a scappare dagli estremismi e a rifugiarsi in PD e Forza Italia.

Nulla di eclatante: per quello ci vorrebbe davvero l’invasione dei marziani.

Per chiudere va invece benissimo il classico Canali da Predappio, con una versione live di “Precipito” fatta sovrapponendo tre o quattro giri della stessa chitarra. E allungata con una Lettera del compagno Lazlo a chiudere il tutto.

 

 

Barney

9 pensieri su “La noia, signora… La noia…

  1. blogdibarbara

    Sicuro che quelli decisi siano la maggioranza? E addirittura stragrande?
    Per quanto mi riguarda, l’unica cosa di cui sono sicura è che stavolta, dopo decenni, andrò a votare, perché la mia priorità assoluta è fermare i grillini. Poi ci sono altri partiti per cui sono sicura che non voterò. Fra i rimanenti, turandomi il naso e forse anche vomitando un po’ quando sarò tornata a casa – ma “si muore un po’ per poter vivere”, come cantava Caterina Caselli – deciderò al momento.

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Sono stato iperbolico, lo ammetto. Però si: la maggioranza dei votanti non si schioda dalle sue convinzioni. Gli indecisi non sono pochi, e spero davvero votino col cervello. Sul male maggiore, non sono d’accordo che siano i grillini. Anzi: più Renzi e Berlusconi lo dicono, meno mi convinco. Ma non li voterò 🙂

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      1. blogdibarbara

        Non guardo la televisione, da quando sono in pensione non ho più comprato un giornale, e anche prima le pagine di politica interna le saltavo in blocco. Questo per dire che non ho la più pallida idea di cosa dicano Renzi e Berlusconi. Per voler fermare quell’accozzaglia al servizio di Casaleggio e della sua oscurissima Rousseau ci sono miliardi di motivi, ma te ne dico uno solo: non ho avuto scarlattina e varicella e non sono vaccinata perché ai miei tempi le vaccinazioni non c’erano, e non ho nessuna voglia di ammalarmi per colpa di qualche coglione che non farà vaccinare i figli quando loro ne avranno abolito l’obbligo.

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  2. CimPy

    “ma te ne dico uno solo”

    Beh, quello certo, però pure il supporto all’omeopatia – vogliamo far finta di nulla? Dovessi mai tu prendere la varicella o il morbillo, oltretutto avresti il privilegio di tamponarne i sintomi con acqua e zucchero a 2000 euro al chilo…

    Ps
    No, per la scarlattina averla fatta o meno non fa differenza: la si può ricontrarre anche da piccoli ogni 20/30 giorni…

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    1. blogdibarbara

      Ah quella della scarlattina non la sapevo.
      Il supporto all’omeopatia, per quanto idiota, non credo mi possa danneggiare, tranne il caso, peraltro non probabilissimo, che mi capiti di andare a letto con un sieropositivo che non provveda ad avvertirmi in quanto si è curato con una nuova fantastica medicina omeopatica e quindi convinto di essere guarito.
      Ma, come ho detto, di motivi ce ne sono miliardi, a partire dal fatto di essere eterodiretti, senza che ci sia la possibilità di sapere esattamente chi ci sia dietro Casaleggio, che ha il diritto di controllare senza essere controllato, e soprattutto di buttare fuori istantaneamente chi avesse l’idea di decidere con la propria testa. Come è sempre stato fatto da quando è nato il movimento.

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