David e Justin cantati e ballati

David e’ Dunning, Justin e’ Kruger: due dei miei fari per comprendere la psicologia dell’essere umano, specialmente nell’era dell’Universita’ di Youtube e degli esperti tuttologi a 360 °. Me compreso, ovviamente.

I due hanno vinto un premio IgNobel, nel 2000, quando invece avrebbero dovuto portarsi a casa il Nobel vero. Ma si sa: quelli dell’IgNobel spesso giocano con i riconoscimenti, e come dice il sottotitolo del loro Journal of Improbable Research ci sono ricerche che prima fanno ridere, poi fanno pensare. Questo e’ lo spirito della scienza: cercare di spiegare le cose banali, che tutti osserviamo ogni giorno, e ricondurle a teorie e astrazioni. La mela di Newton cadeva anche prima che Isaac parlasse di gravita’, no? E chissa’ quanti hanno riso quando ne ha parlato per la prima volta, usando la mela come esempio.

Bene, arriviamo al punto. Ogni anno alla consegna dei premi IgNobel c’e’ una cerimonia in cui si mette in scena -in forma di operetta cantata- un po’ di scienza.

Quest’anno e’ toccato per l’appunto all’effetto Dunning-Kruger che potete gustare qua sotto cantato da un tenore su un’aria operistica assai nota (la conosco anche io che di opera non so nulla), e addirittura con sottotitoli:

Consiglio anche la visita alla pagina del Journal of Improbable Research che la presenta, e di esplorare i vari link presenti incluso quello all’articolo originale dei due sociologi.

E quello alle innumerevoli prove quotidiane della verita’ dell’effetto Dunning-Kruger.

 

Barney

 

16 pensieri su “David e Justin cantati e ballati

  1. blogdibarbara

    Lo stesso effetto, oltre che nelle cognizioni e competenze, si può notare anche in altri due ambiti.
    La memoria: ci sono persone che hanno una memoria eccezionale e ricordano tutto, ci sono persone con una memoria normale, e ogni tanto si accorgono di non ricordare qualcosa che sanno di avere appreso (coso tizio là come si chiama cazzo eppure lo sapevo), e persone con una memoria talmente catastrofica che non ricordano assolutamente niente, e quindi non si accorgono dell’esistenza di cose che dovrebbero ricordare, e sono convinte di avere una memoria micidiale. Con queste persone la scena tipica è quella in cui tu parli di qualcosa e si svolge il seguente dialogo: ma che razza di idee ti vengono in mente? – ma lo hai detto tu ieri! – ti sbagli, lo avrai sentito da qualcun altro, se lo avessi detto me lo ricorderei perché io ho una memoria di ferro, ricordo tutto.
    L’accortezza. Alcuni sono molto accorti e non si fanno mai o quasi mai fregare. Qualcuno lo è un po’ meno e ogni tanto si ritrova a dire porca vacca guarda come mi sono fatto fregare. Qualcuno infine è talmente tonto che casca in tutte le trappole possibili ed è convinto di essere un fenomeno di astuzia perché non se ne accorge neanche quando ci sbatte il naso. E mi viene in mente un fatto accaduto qualche anno fa, di cui mi sono occupata anch’io: una tizia denuncia nel suo blog un fatto accadutole, distorcendone un po’ la dinamica, probabilmente per ragioni emotive, ossia, pur dichiarando ripetutamente di non avere gridato, accusa l’amico che si trovava in un’altra stanza per non essere intervenuto. Un tizio, che non era presente, che non conosce personalmente nessuno dei protagonisti, che non ha parlato con nessuno di loro, lo riprende nel proprio blog, aggiungendovi molto del suo, trasformando l’amico che si trovava nell’altra stanza e non ha visto né sentito alcunché in un aguzzino che rideva a crepapelle mentre assisteva allo scempio e poi l’ha bloccata per impedirle di chiamare la polizia (e non una parola, o quasi, sull’aggressore). Una terza tizia, che non conosce nessuno, che non ha letto il post originale, che ha letto solo il secondo, lo riprende aggiungendovi ancora dell’altro, e una donna con segni di graffi e forse un morso su braccia e collo (foto pubblicate per documentarlo) diventa una donna stuprata con costole rotte e brandelli di carne spenzolanti. Una quarta tizia scrive un post per denunciare – senza fare nomi né citare fatti specifici – la facilità con cui si esponga qualcuno alla gogna mediatica prendendo per buoni fatti che non si conoscono senza preoccuparsi di cercare di approfondire e comprendere come siano davvero andate le cose. Per chi ha seguito la vicenda è perfettamente chiaro che il post è specificamente rivolto alla terza tizia. La quale interviene nei commenti puntando anche lei il dito su quei pessimi comportamenti. La titolare, molto diplomaticamente dice: sai, a volte capita di lasciarsi attirare, senza rendersene conto, in questo genere di cose, e di contribuire a gettare fango su qualcuno che, fino a prova contraria, potrebbe essere innocente. Risposta: col carattere che mi ritrovo, deve ancora nascere quello che possa farmi fare qualcosa senza che me ne renda conto. A questo punto uno le dice sei ancora più tonta di quello che pensavo, e lo scambio è andato avanti per un pezzo senza che lui, per quanto esplicitamente lo dicesse, riuscisse a farle capire che tutto il post parlava di lei.
    PS: prendo atto che sul pianeta terra ci sono 7.499.999.999 competenti e UN incompetente di nome Donald Trump.

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      1. blogdibarbara

        I vari post sono stati eliminati quando gli autori devono avere capito che erano ampiamente passibili di denuncia (io li ho in pdf), i blog chiusi e il silenzio alla fine è sceso su tutta la vicenda, che alla vittima del linciaggio mediatico è costata la perdita di cinque chili in pochi giorni e un ricovero al pronto soccorso. Questo è il mio post https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2014/07/13/metti-una-sera-a-cena/, che per chi non ha seguito la vicenda in diretta non so se renda chiare le cose, comunque qui c’è la sequenza esatta degli eventi. Quella che nel post ho chiamato la Signora, è quella che qui compare come terza tizia.

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  2. Pingback: Psicologia social | Appunti di viaggio

  3. ijkijk

    Adesso faccio finta di capirne anch’io per restare in tema. Ray Bauwens è un tenore vero ma in questa esisbizione non fa una gran bella figura tantochè avevo pensato fosse un dilettante. Poi ho fatto delle ricerche e ho trovato video dove canta bene arie italiane in italiano. E’ che l’opera cantata in inglese non rende comunque. Per l’opera italiana ci vogliono le vocali finali e in inglese mancano.

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      1. blogdibarbara

        Ok, non capirai l’opera, ma la differenza fra vocali e consonanti, suvvia! Prova un po’ a sostituire all’alba vinceròòòòòòòòòòòòòòòòòò con at daybreak I will winnnnnnnnnnnnnnnnnn e poi sappimi dire.

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      2. blogdibarbara

        Dipende da quanto sono lunghe le parole, da quanto è armonioso il loro suono, da qual è la proporzione fra vocali e consonanti… Le vocali finali (che cisono anche in francese, scritto no ma parlato sì) sono condizione necessaria, ma certamente non sufficiente.

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  4. ijkijk

    La lingua ideale dell’opera è l’italiano perchè è nata e sviluppata in italiano. Anche musicisti stranieri musicavano libretti italiani sopratutto nel 700. Mozart, tedesco, fece tre opere in italiano. Non ricordo che sia mai avvenuto il contrario, cioè musicisti italiani musicare libretti stranieri però è possibile.

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