Vaccini e pistole

Volevo scrivere qualcosa sull’ennesimo ritorno di fiamma degli antivaccinisti, e qualcosa sulla legittima difesa. Due pezzi separati, ma mi sono reso conto che la questione e’ trattabile in un unico post.

Il succo di entrambi i ragionamenti, sia degli antivaccinisti che dei fautori della pistola libera, secondo me e’ identico: facciamo il cazzo che vogliamo. Nulla di piu’, nulla di meno.

Poi, certo: le due fazioni si attorcigliano attorno a discorsi di contorno, volti a supportare l’assunto principale. Ma il succo resta lo stesso: liberta’ di decidere da soli se una malattia esiste E come curarla da un lato, liberta’ di sparare a chiunque violi -armato o disarmato- la mia proprieta’ dall’altro.

I motivi per cui tali posizioni stanno rafforzandosi sempre di piu’ sono vari. Ad esempio l’ignoranza scientifica mista all’idea -o vaccata- che su Internet ci siano le risposte a tutte le domande (vale per i vaccini), oppure il fatto che -non fatemi citare per la centesima volta “Il complotto” di Will Eisner, su- in periodi di crisi basta trovare un capro espiatorio e dare tutte le colpe a lui per sentirsi gia’ meglio. Ci sono motivazioni anche piu’ serie e ben costruite, che alla fine pero’ portano al risultato enunciato poco sopra.

In una democrazia compiuta secondo me il cittadino alla fine deve cedere una parte della sua liberta’ personale a favore della collettivita’. Vaccini e pistole, quindi, in fondo in fondo non fanno altro che certificare la crisi cronica delle nostre democrazie.

Che poi, in fondo in fondo, sono lo specchio esatto della nostra attuale societa’.

RAmen.

 

 

Barney

 

 

3 pensieri su “Vaccini e pistole

  1. shevathas

    “deve cedere una parte della sua liberta’ personale a favore della collettivita’.”

    La teoria del patto sociale. Il problema a mio avviso è, nel caso delle pistole, che la controparte gestisca “male” tale parte di libertà ceduta. Il giustiziere della notte (bellissimo film) sorge quando lo stato è percepito impotente o è ignavo nel far sentire i cittadini protetti. E tanti movimenti “pro caino (e che abele si fotta)” non fanno altro che aumentare tale percezione.

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