xkcd: Photo Library Management

Oggi Randall ci schiaffa in faccia la semplice realta’, quella che tutti viviamo da qualche anno a questa parte: l’impressionante numero di foto che ciascuno di noi scatta -spesso o quasi esclusivamente col telefonino- rende la loro gestione sostanzialmente impossibile.

photo_library_management_2x

Il grafico e’ autoesplicativo, la zona di sicurezza e’ quella a sinistra, e man mano che si va a destra si scende un girone dell’inferno.

L’alt-text fa cosi’:

A good lifehack is to use messy and unstable systems to organise your photos. That way, every five years or so it becomes obsolete and/or collapses, and you have to open it up and pick only your favourite pictures to salvage

Che e’ un’altra sacrosanta verita’: un buon sistema per essere costretti a scegliere quali foto tenere e’ salvarle su supporti o sistemi instabili o caotici, in modo da dover fare ogni tanto una selezione per salvare il meglio della nostra immensa produzione fotografica.

Ma state sicuri che l’unica foto cui tenete davvero sara’ la prima a perdersi nel maelstrom digitale.

 

Barney

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4 pensieri su “xkcd: Photo Library Management

  1. blogdibarbara

    Un po’ c’entra. Alla fine del viaggio in Israele, lo scorso anno, uno del gruppo ha proposto di aprirci un account su Shutterfly per metterci le nostre foto, in modo da condividerle con tutti. Mi è sembrata una buona idea: io per esempio avevo fatto un paio di giri per conto mio e avevo fotografato cose che nessun altro aveva visto, anche altri avranno fatto lo stesso… Immaginavo una cosa di questo tipo: hai fatto 300 foto, scegli le 20, 30, 40 migliori e le invii. Nei primi giorni non ho guardato niente perché sul treno che mi riportava a casa mi ero fratturata una vertebra (un culo stratosferico, ha detto il fisiatra quando ha visto le immagini della risonanza: un millimetro più in là e rischiavo di restare su una sedia a rotelle. Sta però di fatto che a un anno di distanza sto ancora facendo riabilitazione, e mi è partito un buon quarto di liquidazione. Vabbè). Poi un giorno vedo arrivare un messaggio del tizio che dice: “Per favore, raddrizzatele almeno!”, e ho cominciato a farmi un’idea di che cosa doveva essere successo. Poi alla fine ci sono andata: album di 300, 400, 500 foto, gruppi di 40 foto di uno stesso soggetto, assolutamente identiche, 10 diritte, 10 ruotate di 90°, 10 di 180°, 10 di 270°, foto sfocatissime, foto partite per sbaglio che inquadravano i piedi del fotografo, decine e decine di foto del fotografo (della fotografa più spesso, in effetti), in tutte le pose, con tutte le espressioni, con tutte le smorfie. In pratica, per risparmiarsi la fatica di prendere la mira hanno scaricato sul passero l’intero caricatore del kalashnikov. Va da sé che anche se fossero tutte bellissime, un album di 20 foto lo guardi, uno di 40 forse, uno di 400 neanche lo apri.

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