La realta’, e la politica italiana

Ovvero, due sistemi separati e non comunicanti.

Qualche mese fa fece notizia (oddio, notizia: diciamo che se ne parlo’ dieci minuti) il fatto che Padoan -ministrissimo dell’economia del Governo del Frignone di Frignano- a una trasmissione televisiva che sarcazzo quale era, fu atterrato e messo KO da una domanda del leghista piu’ intelligente del pianeta, Matteo Salvini. Che di QI fa piu’ o meno quanto un parchimetro guasto, ed e’ tutto dire.

Salvini ebbe a chiedere al ministrissimo se Sua Eminenza aveva contezza del prezzo di un litro di latte, o di un chilo di pane. L’Eminenza ebbe a rispondere che lui la spesa non la faceva, e quindi sapeva una sega lui di quanto costavano un paio di beni di prima necessita’. Lui non faceva la spesa, c’era la serva apposta per queste cose.

Non aggiunse che non aveva la minima idea neanche del prezzo di un litro di benzina, o di quanto costa un biglietto del treno da Milano a Roma, o financo di quanto e’ lo stipendio medio di un lavoratore italiano. Ne’ ribatte’ al leghista con la sua stessa moneta, chiedendo di rimando se il valligiano sapeva lui il prezzo di un chilo di pasta.

Tempi passati.

M’e’ tornato in mente l’episodio oggi quando ho letto questo pezzo qua, che si scorre in meno del tempo che ci vuole ad ascoltare i Dropkick Murphys qua sotto, ve li metto per colonna sonora. Poi pero’ tornate qua che aggiungo due parole io, eh?

La chiosa del pezzo (“E’ come avere un cieco alla giuda di un autobus“) si riferisce alla puttanata col salto di recente sortita dalla bocca di Poletti, ma si applica assolutamente a tutti i politici d’ogni razza e colore, e riassume quel che dicevo io sopra: assoluta mancanza di connessione con la realta’ vera, con la vita che il normale suddito vive tutti i giorni in Italia.

Nel breve scritto forse non e’ abbastanza netta la sottolineatura di due aspetti fondamentali, entrambi economici.

Il primo e’ che non solo “regaliamo” gente formata a paesi che ci fanno le scarpe proprio usando questi giovani italiani, ma che spendiamo centinaia di migliaia di Euro per ciascuno di quei giovani. Invece che investire dei soldi sulla futura classe dirigente e lavorativa del paese, bruciamo letteralmente due volte enormi quantita’ di denaro. Per formarli E poi per cercare di limitare i danni che ci possono fare lavorando per la concorrenza (la Germania, la Francia, l’Olanda, la Gran Bretagna…). Che cosi’ risparmia soldi prima, e ne guadagna dopo.

Qua sotto un grafico che mostra i costi e i benefici pubblici derivanti dal permettere ad una persona di studiare e laurearsi. Ovviamente, la parte di destra e’ valida se il laureato se ne resta nel paese che l’ha formato:

9-benefici-pubblici-della-laure-630x680

Quel “3,7 volte i costi” la’ sopra, quindi, vale se Tizio laureato a Roma resta a lavorare in Italia. Se dopo la laurea se ne va ad Amburgo,  e’ evidente che Frau Merkel guadagna sia dal non avere speso per formare Herr Otto, sia dal lavoro di Salvatore Locascio. E a noi restano solo gli stipendi dei Professori universitari che han formato il Locascio.

Il secondo aspetto e’ che -come tutti possiamo osservare- il nostro paese e’ un ottimo fornitore di laureati per il resto del mondo, ma non attrae persone dello stesso livello dagli altri stati. Diciamo piu’ propriamente che la somma tra i laureati che se ne vanno e quelli che arrivano e’ sbilanciata nettamente a favore di chi se ne va. I motivi sono molti (stipendi mediamente piu’ bassi della concorrenza, assenza di possibilita’ di carriera, burocrazia, idiosincrasia tutta italica per il merito e via andare), ma il dato di fatto e’ che non riusciamo ad attrarre “intelligenze”. Le esportiamo, in questo siam maestri, ma in cambio ne attiriamo pochissime.

Ora vorreste una ricetta magGica per invertire la tendenza.

In realta’ un paio di idee le avrei anche (che poi non ci vuol nulla: basterebbe copiare i nostri vicini…), ma come ebbe a dire Noel Gallagher rispetto al referendum sulla Brexit: “Cristo Santo, io pago dei politici perche’ prendano delle decisioni su cose che io non sono in grado di capire, e loro chiedono a me?”.

Ecco: il fatto che abbia citato Noel Gallagher per la seconda volta per stessa frase ci da la cifra del dramma che stiamo vivendo. E per sopravvivere debbo citare l’altro Gallagher, quello bravo.

No, non Liam…

 

 

 

 

Barney

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5 pensieri su “La realta’, e la politica italiana

    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Un orologio rotto indica l’ora esatta due volte al giorno. Era la prima volta che leggevo il tizio, ora che so che ritiene Blondet affidabile lo inquadro meglio. Però quello che dice sullo spread sociale mi trova d’accordo. Ogni tanto sono addirittura d’accordo con quel che dice Salvini, pensa te…

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      1. blogdibarbara

        Vero che un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno, ma se non hai con te un orologio funzionante non hai modo di sapere quand’è che l’ora è esatta. E d’altra parte, se hai con te un orologio funzionante, cosa diavolo te ne fai dell’ora esatta di quello rotto?

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