“Smetto quando voglio – Masterclass”, S. Sibilia (Italia, 2017)

Spolier: risparmiate i soldi, non ne vale la pena.

smetto-giusto

A mia parziale discolpa dico subito che ho approfittato del giorno “a cinque Euro”, che comunque son troppi per un film di cui non c’era assolutamente bisogno. Se lo trovare col mercoledi’ a due Euro, potrebbe forse andarvi meglio. Altrimenti anche no, grazie.

Due parole sulla trama. Inesistente, inconcludente, illogica sin dall’inizio: se qualcuno lo va a vedere si chieda cosa puo’ succedere tra l’inizio -che poi e’ DOPO la fine del film…- e quel che succedera’ nel TERZO episodio, gia’ girato. Poi me lo spieghi, grazie.

Hint: quanti mesi ha il figlio di Edoardo Leo, all’inizio? E come finisce il film?

Sidney Sibilia dopo il successo di “Smetto quando voglio” (una versione passabilmente de noantri di Breaking Bad, con tette e culi al posto della violenza) intervistato sulla possibilita’ di un sequel rispose cosi’:

Se faremo il sequel non ne faremo uno, ma il secondo e il terzo episodio insieme. Gireremo contemporaneamente il secondo e il terzo film […] il punto è che se vogliamo fare gli scemi, allora facciamo gli scemi bene. Funziona così. Si fa Reloaded e Revolution. Se deve essere una operazione facciamo l’operazione più para-americana, becera che fa ridere. Fatta bene, ma becera.

Ogni ammiccamento a Matrix (capolavoro) e ai due sequel (inutili puttanate da botteghino) e’ voluto, ma il risultato e’ lontano anni luce dalla trilogia dei fratelli Wachowski (che ora sono un fratello e una sorella, e gia’ questo dovrebbe far capire che forse era meglio fermarsi prima…).

Ogni velleita’ di fare gli scemi e’ fallita in principio: farai i soldi, Sibilia, ma qua da ridere c’e’ pochino, e pure di becero.

Si ride davvero poco e con battute scontate, non c’e’ un briciolo delle idee che ogni tanto spuntavano dal primo film, tanto che Sibilia non trova di meglio che aggrapparsi a continui flashback (cosi’ si risparmia pellicola e si cerca anche di spiegare qualcosa a chi il primo non l’ha visto), ma soprattutto la storia non tiene neanche se ci spari sopra del cemento armato, e il capitolo tre non potra’ che essere ancora peggio, viste le premesse e visto che l’hanno girato assieme a questo troiaio qua.

Ben mi sta: non avrei mai dovuto farmi tentare dal biglietto scontato, avrei dovuto nasare l’operazione soldi facili, il biscottino dato a un pubblico oramai abituato solo alle serie, ai reality e a Sanremo, la ciofeca dopo il discreto fraseggio a centrocampo.

Perche’ invece di smettere davvero han continuato?

Voto complessivo: tre e ci stai larghino.

 

Barney

 

 

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4 pensieri su ““Smetto quando voglio – Masterclass”, S. Sibilia (Italia, 2017)

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