Il calendario

Dal sito del Quirinale:

Comunicato

L’Ufficio Stampa del Quirinale comunica il calendario delle consultazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a seguito delle dimissioni del Governo Renzi.

Giornata di giovedì 8 dicembre 2016, ore 18,00 e a seguire

Presidente del Senato della Repubblica: Sen. Dott. Pietro Grasso;

Presidente della Camera dei Deputati: On. Dott.ssa Laura Boldrini;

Presidente Emerito della Repubblica Sen. Dott. Giorgio Napolitano.

Giornata di venerdì 9 dicembre 2016

Ore 10,00 Gruppo parlamentare Misto del Senato della Repubblica;

Ore 10,20 Gruppo parlamentare Misto della Camera dei Deputati;

Ore 10,40 Rappresentanza parlamentare della Südtiroler Volkspartei;

Ore 11,00 Rappresentanza parlamentare della minoranza linguistica della Valle d’Aosta;

Ore 11,20 Esponente della componente Alternativa Libera Possibile (AL-P) del Gruppo Misto della Camera dei Deputati;

Ore 11,40 Esponente della componente UDC del Gruppo parlamentare Misto della Camera dei Deputati;

Ore 12,00 Esponente della componente Unione Sudamericana Emigrati Italiani (USEI-IDEA) del Gruppo parlamentare Misto della Camera dei Deputati;

Ore 12,20 Esponente della componente FARE!-PRI del Gruppo Misto della Camera dei Deputati;

Ore 12,40 Esponente della componente Movimento Partito Pensiero e azione (PPA-Moderati) del Gruppo parlamentare Misto della Camera dei Deputati;

Ore 13,00 Esponente della componente Partito Socialista Italiano (PSI)-Liberali per l’Italia (PLI) del Gruppo parlamentare Misto della Camera dei Deputati;

Ore 16,00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale (FDI) della Camera dei Deputati;

Ore 16,30 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Democrazia Solidale – Centro Democratico (DeS-CD) della Camera dei Deputati;

Ore 17,00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Grandi Autonomie e Libertà (Grande Sud, Popolari per l’Italia, Moderati, Idea, Alternativa per l’Italia, Euro-Exit, M.P.L.-Movimento Politico Libertas) del Senato della Repubblica;

Ore 17,30 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Civici e Innovatori (CI) della Camera dei Deputati;

Ore 18,00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT)-PSI-MAIE del Senato della Repubblica;

Ore 18,30 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Conservatori e Riformisti (CR) del Senato della Repubblica ed esponente della componente Conservatori e Riformisti (CR) del Gruppo parlamentare Misto della Camera dei Deputati.

Giornata di sabato 10 dicembre 2016

Ore 10,30 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Lega Nord e Autonomie (LNA) del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati;

Ore 11,00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà (SI-SEL) della Camera dei Deputati;

Ore 11,30 Rappresentanza del Gruppo parlamentare ALA – Scelta Civica per la Costituente Liberale e Popolare del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati;

Ore 12,00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Area Popolare (NCD-UDC) del Senato della Repubblica e del Gruppo parlamentare Area Popolare (NCD) della Camera dei Deputati;

Ore 16,00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati;

Ore 17,00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati;

Ore 18,00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Partito Democratico del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

Informativa per la Stampa

I giornalisti, i fotoreporter e gli operatori Tv dovranno accreditarsi attraverso l’indirizzo email: accrediti.stampa@quirinale.it, indicando nome, cognome, luogo e data di nascita e testata.
La Sala Stampa sarà aperta dalle ore 16.30 di giovedì 8 dicembre.

Roma, 7 dicembre 2016

 

Mancano i rappresentanti del gruppo LGBT, un cacciatore, una vegana, un nano e un paio di ballerine, poi siamo al Barnum.

Ah, no: e’ il nostro Parlamento…

Barney

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9 pensieri su “Il calendario

    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Ma non ci voleva un numero minimo di persone per fare un gruppo? Basta il primo bischero che si alza la mattina e dichiara “io sono il Presidente del Movimento Ecumenico Retrogrado Dell’Avanguardia, in sigla M.E.R.D.A.”, ed e’ fatta? :-O

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  1. wwayne

    Rieccomi! Il verdetto del referendum mi ha soddisfatto a tal punto che tuttora, a quasi una settimana dalla notizia, fatico a prender sonno la notte per l’euforia. In parte perché abbiamo evitato lo sfascio della Costituzione, la più grande garanzia della nostra libertà, e in parte perché non sopportavo più Renzi. Non tanto per il suo operato politico, quanto piuttosto per il modo in cui trattava chi gli muoveva delle critiche. E’ legittimo ignorare chi la pensa diversamente da te, ma non è legittimo deriderlo con quell’atteggiamento sprezzante che era ormai diventato il suo marchio di fabbrica.
    Comunque Lunedì a La vita in diretta Travaglio ha detto che non è da escludere un ritorno sulle scene di Renzi, anche a brevissimo termine: infatti se si votasse nel 2018, o nel tardo 2017, nel frattempo lui avrebbe tutto il tempo di ripulirsi l’immagine, e potrebbe presentarsi come un candidato competitivo alle prossime elezioni politiche.
    A sostegno della sua tesi ha citato il caso di Berlusconi: nel 2006 gli italiani lo bastonarono proprio in un referendum costituzionale, e due anni dopo gli fecero stravincere le elezioni. Purtroppo molti elettori italiani hanno scarsa coerenza, e soprattutto scarsa memoria: questo ha permesso a Silvio di rinascere continuamente dalle sue ceneri, e non è escluso che accada lo stesso con questo suo figlio degenere (ed è davvero tutto dire…).
    Il fronte del NO sembra condividere la paura di Travaglio, perché tutti i partiti che lo compongono chiedono con ansia di andare subito al voto: vogliono scongiurare sul nascere qualsiasi ipotesi di rimonta renziana.
    Ad ogni modo, per il momento penso soprattutto a godermi l’esito del referendum. Il 2016 sarà pure stato un anno pieno di morti premature di grandi artisti, ma per noi italiani è finito col botto: la Costituzione è salva, Renzi si è dimesso, la giustizia ha trionfato.

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Sarebbe lungo risponderti nel merito.
      Velocemente, la Costituzione post WWII aveva enormemente senso settant’anni fa. Adesso molto meno. Anzi, direi nessuno soprattutto quando impone la non governabilita’ grazie al bicameralismo (era voluto, all’epoca, per evitare l’uomo forte).
      Il vero problema di Renzi e’ che e’ un mediocre che si crede uno statista, e che ha modellato la riforma sull’Italicum. Purtroppo ora come ora il resto del mazzo di politici e’ al suo stesso livello o molto, molto peggio. Io ho molto piu’ paura di un Dibba o un Di Maio, che vincerebbero a mani basse qualsiasi campionato mondiale di coglioni col fischio, che di una sola camera.
      Chiosa finale: fintanto che l’Italia non produrra’ una classe politica di livello almeno decente saremo messi malissimo.

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