Relativita’

C’e’ una corrente di pensiero piu’ o meno collocabile tra i destrumani (leghisti, fasciofratelli d’Italia, casapoundisti vari) che tende a negare che esista il problema della violenza sulle donne. E che si incazza come un picchio se si parla di femminicidio.

[Ora, secondo me la parola “femminicidio” fa schifo. Fa schifo anche perche’ inizia come se si parlasse di bestie, non di donne. Ma non mi metto certo a negare che esista un enorme problema di genere]

Peccato che il numero di donne ammazzate da uomini cresce di continuo. Solo pochi giorni fa c’e’ stato vicino a me l’ennesimo caso di donna uccisa da uomo rifiutato. Bruciata, come fosse una fascina di erba secca.

La citta’ ha risposto con lo sdegno tipico della provincia bacchettona e in coma che ci contraddistingue sempre, con cose come questa qua:

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In pochi giorni, passato anche il funerale che c’e’ stato oggi, tutti si dimenticheranno della donna uccisa, e ovviamente dell’omicida.

Perche’ siamo tornati al medioevo? Credo che questo considerare la donna un oggetto ad uso e consumo del maschio sia un ennesimo portato della assoluta mancanza di cultura che e’ tipica dei nostri giorni. Nessuno legge piu’ libri, la tv ti spiega benissimo come cucinare la Simmenthal alla griglia e basta, al cinema e’ un’impresa trovare qualcosa che ti accende il cervello…

Non credo se ne esca facilmente, certo non con questi modelli sociali. Magari ascoltare “Murder Ballads” e’ un primo passo.

 

Barney

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9 pensieri su “Relativita’

  1. blogdibarbara

    Una volta c’erano le famiglie con regole ferree: questo si fa e quello non si fa. Capitava di venire anche puniti ingiustamente, e imparavi a gestire la frustrazione, e se non imparavi erano cazzi tuoi, perché tanto, in qualche modo, te la dovevi digerire comunque. E c’era la scuola con le sue regole ferree, e se l’insegnante si lamentava di te nessuno si sognava di mettere a confronto la sua versione con la tua, meno che mai si dava per scontato che “mio figlio non racconterà mica bugie!!” E imparavi a gestire frustrazioni su frustrazioni. E c’era poi il militare, che completava l’opera. Poi è arrivato il famigerato sessantotto – termine che uso come compendio di quella specie di sottocultura che ha cominciato allora a dilagare. E’ arrivato il ribellismo eretto a sistema. E’ arrivato il delirante “vietato vietare”. Nella famiglia e nella scuola si è via via eliminato tutto ciò che poteva frustrare il povero bambino (dalle autorità competenti mi sono sentita spiegare che non bisogna MAI dire a uno scolaro che ha sbagliato, se no si frustra; non bisogna MAI correggerlo, se no si avvilisce; non bisogna MAI pronunciare la parola “no”, se no si blocca. A un aggiornamento il messia di turno ha detto che quando si corregge non bisogna MAI usare il colore rosso, perché è umiliante). E sono cominciati i suicidi a raffica nelle caserme, da parte di ragazzi cui non era mai stato dato modo di imparare a gestire una frustrazione. E sono spuntati i ragazzi che alla prima ragazzina che non gliela dava, o che decideva di non dargliela più, infilavano una dozzina di coltellate nella pancia. (Perché sono quasi sempre gli uomini ad ammazzare le donne? Bella domanda. Forse perché anche nella famiglia più paritaria qualche frustrazione in più le figlie femmine finiscono per beccarsela. Forse perché anche le più cozze di noi prima o poi si trovano a dover affrontare le molestie sessuali e a imparare a difendersene. Forse perché il fatto di avere, mediamente, minore forza fisica ci induce a sfruttare altre risorse nelle varie situazioni che si presentano)

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  2. Ijk_ijk

    Non credo che l’Italia di oggi sia più violenta verso le donne di quella di ieri. Anzi, oggi siamo più pacifici e mansueti di anni addietro. Credo che sia solo una polarizzazione delle situazioni : a fronte di tor me di uomini che hanno rapporti paritari con le donne ( uomini che lavano i piatti?) Ci sono minoranze di maschi che non ci stanno e non ce la fanno a sopportare un mondo cambiato. Ma sono minoranze esigue per quanto violente, destinate ad estingursi.

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  3. Ijk_ijk

    Comunque anche l’incapacità di gestire le frustrazioni delle nuove generazioni non è un dato da sottovalutare.
    Però su argomenti così delicati mi piacerebbe avere statistiche raffinate sul fenomeno. È vero che il femminicidio, scusate la parola, è esploso o è solo una maggiore attenzione verso un fenomeno sempre presente? E di quanto?
    Teniamo conto che la penetrazione femminile nei media è maggiore oggi di ieri e che le femmine contribuiscono oggi più di ieri a decidere cosa è notizia e cosa no.

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    1. blogdibarbara

      La maggiore sensibilità a determinati fenomeni è indubbiamente un dato di fatto: quanti, sessant’anni fa, avrebbero chiamato i carabinieri sentendo il vicino massacrare di botte la moglie o i figli? E quanti lo fanno oggi? Semplicemente nessuno, o ben pochi, ritenevano i bambini titolari di diritti e meritevoli di rispetto; oggi tutti noi siamo pienamente convinti che lo siano, e vediamo un sacco di cose orribili, che una volta c’erano in misura anche maggiore e in forme anche peggiori, solo che non erano cose ritenute degne di attenzione. Quindi il fattore “attenzione” ha sicuramente un ruolo non indifferente.

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      1. Barney Panofsky Autore articolo

        Si, anche questo e’ vero. Immagino che ai tempi dei delitti d’onore la donna fosse vista piu’ o meno come il fastidioso cane da bastonare se abbaia troppo. Poi, assurto ad essere umano addirittura con diritto di parola, anche i delitti d’onore hanno iniziato a essere considerati omicidi…

        Leggendo il libro su Sant’Anna di Stazzema, c’e’ un passaggio che spiega per l’ennesima volta il meccanismo per cui certe cose si possono fare (gia’ detto da mille altre persone): disumanizzare il bersaglio. Non considerarlo uomo.
        E’ quello che -si dice- abbiano fatto i nazisti con gli ebrei, ma pure con gli italianissimi abitanti dei vari paeselli in cui a centinaia furono uccisi.
        E probabilmente e’ anche il meccanismo che permette a certi uomini di uccidere una donna: non vederla come donna, ma come animale, o comunque essere inferiore.

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  4. Pendolante

    alla fine degli anni ’90 Ellen Hidding, conduttrice olandese televisiva, ha debuttato a Mai dire goal con la Gialappa’s. Ricordo che all’epoca rilasciò un’intervista in cui si meravigliava di come la TV italiana, confrontata con quella olandese, mostrasse la donna come oggetto. La cosa mi colpì tanto che ancora me lo ricordo. Nel senso che all’epoca non avevo mai pensato che fosse una prerogativa nazionale mostrare le donne a quel modo. Pare che invece un altro modo sia possibiel. Non dico che la colpa sia tutta della TV, ma certo spinge su coloro che ce l’hanno come unico metro.

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  5. dmitri

    Immagino che il risalto che i mezzi d’informazione danno abbia il suo peso. Ho dato un’occhiata veloce, i titoli parlano di stragi di donne. Quest’anno siamo a 58, lo scorso 152 Un cauto ottimista potrebbe pensare che avendo già fatto il giro di boa (salvo incresciosi aumenti) le uccisioni siano in calo. Questo, però, farebbe di me un leghista.

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