Brexit 2 – a bocce ferme

A bocce ferme a me e all’omino del mio cervello risultano le seguenti cose:

  1. il referendum (consultivo) e’ stato il risultato di una lite tra pastori per questioni di eredita’ (cit. De Andre’) tra Cameron e Johnson. Cameron l’ha indetto un per d’anni fa solo per ammazzare politicamente Boris il Biondo, suo compare di partito. Mission accomplished, ma col cazzo.
  2. E’ sicuramente non vero che hanno votato “Remain” solo i giovani e “Leave” i vecchiardi. Soprattutto perche’ i giovani sono andati pochissimo a votare.
  3. Ma e’ quasi certamente vero che i giovani, diciamo i 18-35enni, sono in UK messi nelle peggiori condizioni per votare[1], soprattutto se metti il referendum di giovedi’.
  4. In Italia io personalmente ho assistito al seguente spettacolo: gli elettori di destra ad esultare indistintamente, quelli di sinistra ad invocare in questo caso il riconteggio o il secondo turno di voto. A prescindere da cosa s’era votato. In UK…
  5. Chi ha votato in UK “Leave” lo ha fatto sulla spinta di una campagna orchestrata sostanzialmente solo da Nigel Farage, il vero vincitore morale del torneo “martellate sui coglioni” (forse oggi se ne sta accorgendo, ma ne dubito in verita’). Ho sentito Farage parlare per la prima volta la sera del referendum. Non mi riusciva di identificare la voce calda e impostatissima, dall’inglese perfetto, che sentivo. Credevo fosse un attore, un calciatore, un cantante. Non un politico. E infatti Farage parla al suo pubblico come un guitto da teatro; il pubblico ha bisogno di discorsi semplici e immediatamente traducibili in azioni. Non parla come un politico, Farage; e’ nella medesima condizione del leghista italiano: ottimo a fare opposizione e ad alzar le masse contro immigrati e lacciuoli della Commissione Europea, pessimo a governare o a fornire alternative che non siano “Loro fuori, poi se ne discorre”. Per il passaggio successivo ci vuole un po’ piu’ di impegno: sono buoni tutti a fare casino, in meno a rimettere a posto. Farage non e’ tra i secondi. Come non lo e’ un altro cialtrone come Salvini, sia chiaro[2].
  6. Chi ha votato “Leave” credo l’abbia fatto perche’ i negri, gli arabi, i diversi li stavano invadendo. Ecco: gli stessi negri, arabi e diversi sono secoli che li stanno invadendo. Il vero problema e’ che…
  7. … l’UK e’ composto da due nazioni: la ricca Londra e il resto del mondo. Il resto del mondo, sulle isole della Regina, se la passa forse peggio che l’italiano medio. Mentre il londinese medio vive piu’ o meno come sempre, ossia alla grande. Stupisce che i negri, gli arabi e i diversi colonizzino di piu’ le periferie? Beh, visti i costi delle case a Londra, direi che e’ una cosa normale. Ma in tempi di crisi, come diceva il Maestro Eisner, basta fomentare la massa in difficolta’ contro il diverso, additare a lui tutte le colpe. Il resto e’ automatico.E la cosa funziona da sempre: ha funzionato in Russia, ha funzionato con gli ebrei in Germania, con gli oppositori di Pol Pot in Cambogia… E’ un classico che non delude mai.
  8. Quindi, il problema “Leave-Remain” s’e’ tramutato in un “via i negri e gli arabi” Vs. “non sa/non risponde/se ne fotte”.
  9. Ma alla fine questi isolani inventori del calcio che si fanno perculare a calcio dall’Islanda, cosa stracazzo volevano? Erano in Europa pur mantenendo la loro fottutissima moneta, continuavano a usare unita’ di misura ridicole (le inches, il chicco di riso, la pisciata piu’ lontana, la minchia di segugio e via cosi’ di stronzata in stronzata, per essere “imperiali”. Mavaffanculo…), a guidare a sinistra, potevano addirittura mettere bocca nelle leggi degli altri paesi… Gli dava noia la regolamentazione della lunghezza dei cetrioli? Benissimo. Adesso decideranno da soli questa fondamentale misura. In piedi. Imperiali.
  10. Trovo che tra i comportamenti piu’ stupidi vi siano quelli che oltre a danneggiare gli altri, facciano del male a noi stessi. Il referendum inglese e’ la summa teologica della stupidita’, in questo senso.
  11. E chiudo: il commento piu’ sensato sul referendum brexit l’ho sentito da Noel Gallagher, il che da la cifra del tutto. Egli ebbe a dire nei giorni precedenti il tragicomico voto: “Cazzo, io ho eletto dei politici per prendere delle decisioni su materie fondamentali. E questi rompono i coglioni a me, che non ne so nulla di quali saranno le conseguenze dell’uscire o del restare in Europa? Mavaffanculo!“.

 

Ora vi aspettate gli Oasis, vero? Eh, buonanotte…

Un Gallagher ve lo beccate, ma e’ quello buono, oramai purtroppo morto. Suonava il blues da dio.

E dopo il pezzo ci son le note, eh?

 

 

 

[1] Da http://www.phme.it:

“In questo caso negli anni recenti i governi conservatori hanno introdotto una serie di misure che hanno teso a rendere più difficile il voto ai giovani Inglesi. Per votare, è necessario recarsi al distretto dove si paga la council tax. La tassa comunale è estremamente costosa (io pago 150£ al mese per 38mq, altro che IMU!), ma i giovani hanno diverse agevolazioni che permettono agli under 25 che non siano stabiliti semi-permanentemente di evitarla. Unita alla grande mobilità dei britannici (la maggioranza studia e lavora lontano dalla casa paterna), un sistema di trasporti costosissimo e inefficiente (ovviamente non rimborsato) e la turnata elettorale infrasettimanale determinano che, per un numero non trascurabile di giovani, può essere un investimento insostenibile. Solo i più idealisti possono spendere centinaia di sterline per il viaggio e chiedere uno o due giorni di permesso (magari in un lavoro pagato a ore), per dare il loro contributo democratico.”

[2]: “E allora Renzi?” Chiedera’ il leghista tipo. Guarda, Renzi e’ uguale a Salvini. Sei contento ora, o hai bisogno di martellarti i coglioni un’altra mezz’oretta? E dopo la mezz’oretta, ruspa? Oppure raspa?

 

Barney

 

 

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2 pensieri su “Brexit 2 – a bocce ferme

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  2. Pingback: La realta’, e la politica italiana | BarneyPanofsky

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