Filosofia da muro #56

Finalmente una orrenda foto fatta da me, dopo tanto:

cage

E’ il muro d’ingresso del Cage, a Livorno. Che sarebbe il posto dove vado a sentire il 90% dei concerti, e che quindi vedo solo di notte.

Tra le tag e i disegnetti del cavolo spiccano un paio di scritte leggibili: “Visitors” e soprattutto quella in alto, a malapena distinguibile dal caos di fondo: “Amarti che fatica“.

Non deve essere stato faticosissimo scriverlo, perche’ li’ sotto c’e’ un bel cassonetto della spazzatura, ma rende l’idea di un rapporto laborioso e impegnativo; quasi un lavoro, una routine da svolgere con attenzione per evitare problemi. E’ sicuramente una mano maschile, vado per statistica e per esperienza.

Come maschile e’ la colonna sonora, una delle canzoni piu’ famose cantate da Robert Palmer ma che in realta’ e’ una cover di tale Moon Martin che nessuno prima conosceva… Gran pezzo.

 

Barney

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