La Regione Toscana, il treno per Basovizza e il post antifascismo

Un 25 aprile diverso.

noidelladiaz

La lunga marcia della destra post fascista nella patria storiografia aggiunge tassello a tassello. Il consiglio regionale toscano nei giorni scorsi ha approvato (all’unanimità!) una mozione del consigliere Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) e quindi istituito un secondo “treno della memoria” (stavolta chiamato “del ricordo”) in aggiunta a quello verso Auschwitz, che da tempo porta centinaia di studenti toscani a visitare il luogo simbolo degli orrori della seconda guerra mondiale e del  Novecento europeo. Il nuovo treno, a partire dal 2017, condurrà  a Basovizza, sul Carso triestino, la foiba simbolo del fatto storico che la destra post fascista scelse vari decenni fa come contrappeso all’antifascismo.

La Giornata del Ricordo, istituita nel 2004 per ricordare gli “infoibati”, è il capolavoro politico della destra post fascista e del principale animatore della campagna che portò a istituirla, ossia Roberto Menia, missino e post missino di Trieste, già sottosegretario in uno dei governi…

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7 pensieri su “La Regione Toscana, il treno per Basovizza e il post antifascismo

  1. dmitri

    Che bravi però a riempirsi la bocca di orrori, shoah e campi di sterminio per vestire i panni dei depositari della bontà e poi escludere gli ebrei dalle manifestazioni per la liberazione perché si preferiscono i fascisti di hamas.

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  2. blogdibarbara

    Vero che i crimini italiani in Yugoslavia ci sono stati, e sono stati orrendi davvero, ma quando sono iniziati gli infoibamenti, i fascisti autori dei crimini erano già tutti scappati, e gli infoibati – retorica o non retorica, strumentalizzazione o non strumentalizzazione – lo sono stati proprio UNICAMENTE in quanto italiani. La solita becera retorica comunista che alla festa della liberazione caccia la Brigata Ebraica che ha combattuto per liberarci e sfila con le bandiere degli alleati del nazismo. Da vomitare per una settimana intera.

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      In Italia non si uscira’ mai dalla seconda guerra mondiale. Semplicemente perche’ nessuna delle due parti (partigiani e fascisti) vuole fare i conti con la sua coscienza. E anche -la mi sia ‘honsentito dire- perche’ in realta’ alla fine della guerra i fascisti furono in qualche modo perdonati e inglobati nella societa’.
      Cosa che non mi risulta abbian fatto in Israele con i collaborazionisti nazisti (non lo so, lo immagino).

      Detto questo, e certificato che Donzelli e’ un coglione di dimensioni enormi, il problema della giornata del ricordo contrapposto alla giornata della memoria e’ squisitamente politico, squisitamente negazionista e squisitamente di destra. Ci voleva, ai tempi di Berlusconi, un biscottino da contrapporre al giorno della memoria E al 25 aprile. E se il giorno del ricordo NON E’ politico, mi faccio frate…
      Tu pensi che a Donzelli importi un cazzo dei morti nelle foibe?

      Sulla brigata ebraica che non sfila a Roma, ho sentito or ora l’intervista del presidente dell’associazione nazionale deportati, che ha ovviamente stigmatizzato e deplorato il fatto, che spero davvero essere limitato a Roma (anche se pure li’ una giustificazione oltre a “sono dei coglioni”, quelli che hanno impedito di fatto la partecipazione non se la meritano) .
      E’ l’ennesima prova che invece che una festa nazionale e’ una certificazione delle divisioni, e anno dopo anno s’e’ trasformata in un 1 maggio una settimana prima…

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      1. blogdibarbara

        Non ho idea di chi sia Donzelli e non credo di essere interessata a saperlo, sto parlando unicamente dell’articolo che hai linkato, che in fatto di retorica non si fa lasciare indietro. L’istituzione del ricordo delle foibe è politica? Certo. Paragonarle alla Shoah è osceno? Certo. Ma minimizzare e spostare i termini della questione (non sono stati infoibati in quanto italiani) lo è quasi altrettanto. Ed è altrettanto politico e strumentalizzante.
        A Roma si è ritirata dalla manifestazione l’ANPI – che peraltro ha la coscienza più nera di un buco di culo, in questa faccenda – che è andata a fare una manifestazioncina per conto suo da un’altra parte lasciando campo libero ai nazisti antisemiti, e Udine si è accodata per solidarietà con l’ANPI di Roma. Si cagano addosso di fronte a quattro scalmanati e lo spacciano per nobili ideali di armonia e solidarietà. I coglioni sono loro, non i nazisti che hanno un ben preciso programma e da anni lo stanno portando avanti. Con successo, evidentemente, grazie ai coglioni di cui sopra.

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