Un paio di suggerimenti o anche tre ai NoQualcosa (post serio)

Le trivelle sono andate a puttane, speriamo che tutti abbiano preso coscienza della cosa.

E speriamo che oltre al problema dell’impatto ambientale (che sicuramente c’e’, ma ci sono anche essere leggi che puniscono chi inquina oltre i limiti, e che andrebbero fatte rispettare), che esiste nei pensieri dei “NoTutto” anche per le pale eoliche, i pannelli solari su superfici verdi, le dighe (salvo poi ricordarsi che l’idroelettrico e’ “pulito”, e subito dopo pensare alle migliaia di metri cubi di cemento armato che stuprano valli e fiumi d’Italia, cosi’ da generare un moto turbinoso a trottola che se ci attacchi un alternatore risolvi davvero il problema dell’energia…) e i termovalorizzatori di biomasse… oltre a questi problemi che ci sono davvero, dicevo, mi piacerebbe che si guardasse -pragmaticamente- all’altro aspetto della questione.

Quello economico.

Che si traduce nel caso del referendum di ieri con “quanto pagano i petrolieri per estrarre gas dai nostri mari“? La risposta e’: pochissimo, e solo se produci piu’ di una certa quantita’. Sotto di quella, tiri fuori gas e petrolio gratis.

Questo E’ uno scandalo, certamente che lo e’. Ma si doveva parlare d’aa trivella e del petrolio che ammazza il cormorano (si, e’ vero, ma NON QUI), e quindi per questo giro e’ andata cosi’, magari se si fosse picchiato su questo tasto piu’ gente andava a votare, opinione personale, poi fate un po’ voi, eh?

Pero’, dicevo prima, guardate cari NoTutto che la situazione e’ identica per millanta altre cocessioni di beni demaniali ai privati.

Per esempio: l’Italia e’ il paese al mondo in cui si tira su da sottoterra piu’ acqua minerale. E gli italiani, pur avendo mediamente una buona acqua pubblica, bevono acqua in bottiglia come cammelli del Sahara. Quanto pagano le varie Ferrarelle, Panna, Recoaro per poter piantare i loro tubi e tirare su miliardi di litri di acqua all’anno? Un cazzo, o quasi. Le concessioni variano da poche decine di centesimi di Euro al metro cubo (che fanno mille litri, giusto per capirsi), ai massimo tre Euro per le regioni “illuminate”. Altre ancora piu’ illuminate fanno pagare anche qualche centinaio di Euro in piu’ in base alle dimensioni degli impianti, ma la Toscana ad esempio fa pagare solo i metri cubi. Comunque, si parla di spiccioli rispetto al prezzo che il consumatore paga al supermercato.

Tre Euro per mille litri, mi sembra un ottimo affare. Si: per chi imbottiglia. Non certo per chi vende acqua all’imbottigliatore, ne’ per chi quell’acqua poi se la ricompra in negozio.

E vogliamo parlare delle spiagge? Concessioni regalate decenni e decenni fa, che si autorinnovano senza bisogno di asta per qualche migliaio di Euro l’anno a fronte di ricavi -concentrati e vero in quattro mesi o poco piu’- almeno un ordine di grandezza superiori. Certo, ci saranno taaaanti costi, ma se paghi ventimila Euro l’anno per la spiaggia (e ventimila e’ un prezzo alto, eh?), ci pianti cento ombrelloni, e li noleggi a 50 Euro al giorno, in 4 mesi di occupazione al 50% (sto strettino e non tengo conto che in alta stagione i prezzi aumentano), ti intaschi un 300.000 Euro. Hai le spese, certo, ma hai anche il barrettino, che ti permette di tirarne su altri diciamo 150.000. E rimane un ottimo affare, per te che hai lo stabilimento.

Per la popolazione che vorrebbe godere del mare che alla fine e’ dello Stato, un po’ meno. Certo, ci sono sempre le spiagge libere. Come i panda in Cina: sette o otto metri pieni di pattme e raggiungibili con la mongolfiera magari li trovi, poi dovresti riuscire ad entrarci senza pestare gli altri che hanno avuto la tua stessa idea. Altrimenti, paghi a quello che ha la concessione, presa senza gara e a un tozzo di pane.

Qua da noi c’abbiamo anche il marmo, eh? E la situazione e’ la stessa che con le spiagge: concessioni di cava che si tramandano di generazione in generazione, senza gare d’appalto, con tasse di concessione anche qua abbastanza basse (5% massimo del valore finale del blocco). E leggi che risalgono al 1846. Allegria, come sempre per chi puo’ godere del trattamento di favore: il padrone della cava.

Immagino sia cosi’ anche per altre cose, queste qua spero siano chiare e comprensibili a tutti, anche ai NoTutto perche’ la mobilitazione su questi temi potrebbe sortire effetti migliori che rispetto alle trivelle.

A patto che nessun “NoTutto” abbia una ditta di acque minerali, chiaramente…

Barney

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3 pensieri su “Un paio di suggerimenti o anche tre ai NoQualcosa (post serio)

  1. Ijk_ijk

    Hai perfettamente centrato la questione.
    Generalizzando è un problema di gestione di beni comuni. Con un’altro referendum avevamo deciso che l’acqua doveva essere pubblica, con questo – abortito- volevamo che gli idrocarburi del sottosuolo non fossero completamente privati e che l’estrattore ci pagasse qualcosina almeno per compensare i danni ambientali senza la scappatoia della franchigia.

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