Filosofia da muro #50 (hat trick: Claudio)

Questa pregevole opera a tecnica mista, multitemporale e in progress la dobbiamo a Claudio e al suo ravanare in una vecchia memoria SD:

persempreono

La sequenza temporale che mi immagino io e’ la seguente:

  1. “X” scrive a bomboletta turchese “frou frou” la sua dichiarazione d’amore imperitura ed immortale, che parte gia’ malissimo con i tre stramaledetti puntini di sospensione del cazzo. Che si sa dove portano, no?
  2. “Y”, con decisa bomboletta nera, prende -come dire- le distanze, con quel “ne riparliamo” che straborda dal muro quasi ad entrare nella grata di ferro e ci assicura che si: non andra’ a finire bene.
  3. “X” con timida manina e bomboletta sempre frou frou, ma stavolta verdino stinto (o turchese alla canna del gas), prova a ricucire con uno “scusa” sussurrato a capo chino.
  4. “Y” la prende benissimo, e sempre di nero verga una bella ics sulla frase scritta da “X”.

Non serve altro messaggio, “X” ha capito che il “per sempre” molto spesso e’ “fino a domani“.

E’ la vita, va cosi’.

E per raccontare la storia di “X” e “Y” in musica non trovo di meglio che riproporre (o forse proporre per la prima volta) la mia (e di Mr. Stipe) canzone preferita dei R.E.M., che di una storia finita tra un “X” e un “Y” parla:

 

 

Barney

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3 pensieri su “Filosofia da muro #50 (hat trick: Claudio)

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