Pubblicita’ ingannevole

Mi tocca riscrivere sulle trivelle, perche’ il livello della discussione e’ francamente sotto zero.

Ho la casa piena di questi volantini qua:

trivelleSI

Che e’ un passo avanti rispetto all’inizio della campagna “NoTriv”, che era -ve lo rammento- questa qua:

CdirflmWIAE4mGB

Ma pur avendo guadagnato in decenza, il volantino e’ un concentrato di inesattezze (understatement) e affermazioni che poco c’entrano con il quesito che, ricordiamolo, e’ questo qua:

“Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ‘Norme in materia ambientale’, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 ‘Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)’, limitatamente alle seguenti parole: ‘per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale’?”

che, tradotto in italiano semplice e comprensibile a tutti, vuole dire questo:

Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?

come avevo gia’ scritto qua.

Adesso vediamo i sette buoni motivi che il volantino “NoTriv” elenca per convincerci ad andare a votare e a votare “Si'”.

  1. Il tempo delle fonti fossili e’ scaduto. Anche per me sarebbe auspicabile che fosse scaduto. Purtroppo io ho una macchina a benzina, prendo treni a gasolio (si, in Toscana abbiamo treni a gasolio), uso il metano per cuocere i cibi e scaldare l’acqua, uso moltissima energia, da fonte fossile. Ma non sono solo, eh? I radicalchic che spingono a votare “Si'”, non credo vadano in giro a cavallo, ne’ che facciano viaggi lunghi in diligenza o veliero, o scaldino la pappa vegana con carbone e rametti di frassino. Il tempo dei fossili scadra’, ma nel frattempo, in attesa di trovare fonti serie di energia rinnovabile ci tocca usare quelle fossili. E se i “NoTriv” non sono d’accordo, che comincino loro -dopo avere trivellato la loro sorella- a non usare piu’ petrolio e metano. Poi ne possiamo riparlare.
  2. Le ricerche di petrolio e metano mettono a rischio i nostri mari. Puo’ essere vero, ma e’ del tutto irrilevante rispetto al quesito. Gia’ oggi NON SI POSSONO fare ricerche di nuovi giacimenti, ne’ si puo’ TRIVELLARE un nuovo pozzo a meno di 12 miglia dalla costa. Il punto due e’ ridicolmente off topic, a mio modesto avviso.
  3. L’estrazione di idrocarburi e’ un’attivita’ inquinante. (…) Anche le fasi di ricerca che usano la tecnica dell’airgun hanno effetti devastanti sulla fauna marina. La prima parte dell’affermazione e’ una verita’ lapalissiana, come e’ lapalissiano dire che tutte le attivita’ produttive umane sono piu’ o meno inquinanti. La seconda parte e’ irrilevante, perche’ -di nuovo- non c’entra col quesito retferendario. Vedi il punto 2, caro “NoTriv”.
  4. In un sistema chiuso come il Mar Mediterraneo un incidente ad una piattaforma sarebbe disastroso. Qua si fa poi l’esempio del disastro ambientale del Golfo del Messico, che non c’entra una mazza con le piattaforme di cui stiamo discutendo (che estraggono quasi tutte metano, non petrolio come invece faceva la Deepwater Horizon), e si evita di dire che oltre le dodici miglia tutti potrenno continuare a fare ricerche e trivellazioni, e che davanti alle nostre coste i dirimpettai hanno le loro piattaforme che continuerebbero a pompare gas, fottendosene del referendum. Si fa terrorismo psicologico usando esempi sbagliati e omettendo di spiegare che in ogni caso il rischio di disastro -se esiste- persisterebbe anche con la vittoria del “Si'”.
  5. Trivellare il nostro mare e’ un affare solo per i petrolieri. A parte che ai “NoTriv” piace moltissimo la parola “trivella” e il verbo “trivellare” (Freud ci si farebbe grasso, a interpretare sessualmente questa mania…), e che il referendum non parla di trivelle ne’ di trivellazioni, puo’ essere condivisibile l’affermazione che le concessioni governative sono troppo poco costose per i petrolieri. Benissimo: triplichiamole, sarei d’accordo. Come andrebbero triplicate le concessioni per le acque minerali, per le spiagge demaniali, per tutti i beni dello stato spesso svenduti a fortunati imprenditori che poi ci straguadagnano sopra. Ma anche questo quinto punto c’entra pochissimo con il quesito.
  6. Oggi l’Italia produce piu’ del 40% della sua energia con fonti rinnovabili. Affermazione interessante, che non c’entra un cazzo con il quesito referendario, ma fa piacere leggerla.
  7. Alla Conferenza del clima di Parigi l’Italia ha sottoscritto l’impegno a non fare aumentare di piu’ di 1,5 gradi la temperatura media del Pianeta, e quindi le trivelle vanno fermate. Anche questo e’ lodevole, come intento, ma faccio notare che le piattaforme di cui stiamo parlando estraggono quasi esclusivamente metano, che tra i combustibili fossili e’ quello che inquina meno e produce meno gas serra. Andare tutti a metano sarebbe un colpaccio, in prospettiva Conferenza di Parigi!

Questo e’ il volantino, stampato credo nella sede romana del WWF (l’indirizzo del comitato per il Si’ coincide con quello di WWF Italia).

Se volete altri motivi per votare “No”, sappiate che a favore del “Si'” ci sono Salvini, la Meloni, Beppe Civati e altra roba mista di destra e di sinistra.

Renzi dice di non andare a votare, solo per questo varrebbe la pena andare alle urne e far vincere il “no”. Dimenticandosi per un attimo della Guidi e del suo toy boy, ovviamente…

 

 

 

Barney

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13 pensieri su “Pubblicita’ ingannevole

      1. Barney Panofsky Autore articolo

        No, come ho scritto in un altro commento questo referendum e’ caratterizzato dalla assoluta inconsistenza degli argomenti a favore e contro. I NoTriv secondo me non hanno capito una mazza. Ieri sera ho letto una cosa che devo approfondire, poi vi racconto.

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  1. lois

    Sono d’accordo con te. Di questo referendum se ne stanno appropriando gli “estremisti” che vanno in cerca di deliri e devastazioni terrorizzanti. La verità che io sostengo è proprio quella di vui tu scrivi: “ma quanta coerenza c’è poi in chi andrà a votare per il SI e basta?”. Saremo noi tutti disposti a rinunciare all’auto, al riscaldamento e a tutti quei servizi che ci rendono più facile la vita?
    È troppo semplice fare i radical chic e poi staresene in casa col riscaldamento o refrigeramento “a palla” e scorazzare a destra e manca con l’auto ‘ecologica’ (che di fatto non esiste). Ecco io credo che questo voto debba essere di coscienza e di coerena. Tutto il resto, come sempre accade da queste parti è solo troppo intriso di chiacchiere (anche se purtroppo proprio ora sarebbero stati fondamentali dei dibattiti seri).

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  2. shevathas

    In realtà il referendum non riguarda le piattaforme e le trivelle; il quesito “reale” è: “volete voi che sulle questioni strategiche nazionali come l’energia, le regioni abbiano la possibilità di bagnarci il becco o devono rimanere di esclusiva pertinenza statale?”
    L’ecologia è solo un abbellimento per sedurre i gonzi.

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  3. fausto

    Quanto rumore per nulla. In effetti il petrolio italiano è come un ectoplasma: tutti ne parlano, nessuno lo trova. Il gas almeno esisteva nel passato; purtroppo è finito anch’esso.

    Mi fa sempre sorridere il pensiero di essere governato da personaggi che credono di poter inventare le risorse con un bel decreto legge. Alcuni di questi signori, quando firmavano proroghe alle concessioni, erano beatamente convinti di avere esteso le riserve nazionali. Siamo davvero nei guai.

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      E’ vero anche questo, come ho scritto le bugie sono da entrambi i lati. Anche i “SiTriv” barano clamorosamente con i dati, sia per quel che riguarda la quantita’ di metano, sia per i posti di lavoro.

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