Il Referendum del 17 Aprile spiegato alla casalinga di Voghera – 10 domande e 10 risposte –

Invece di rifare io lo sforzo di scrivere di nuovo sul referendum, ribloggo.

Barney

Scritti di un semplice cittadino

Il 15/2/2016 è stato indetto dal Presidente della Repubblica (e controfirmato dopo l’approvazione da parte del CdM dal Premier Renzi e dai Ministri Alfano ed Orlando) un referendum popolare abrogativo per il giorno 17 Aprile 2016 relativo all’abrogazione della previsione che le attività di coltivazione di idrocarburi relative a provvedimenti concessori già rilasciati in zone di mare entro dodici miglia marine hanno durata pari alla vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale.

Già solamente leggendo il titolo del quesito (visibile QUI per intero) si può verificare la difficoltà per una “casalinga di Voghera” di analizzarlo e di prendere la decisione corretta al momento del voto; se aggiungiamo una campagna elettorale quasi assente e, sopratutto, basata su informazioni assolutamente fuorvianti si capisce il motivo per il quale l’esito del referendum è non solo imprevedibile ma anche dettato da pure logiche politiche (e dunque non da una reale…

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4 pensieri su “Il Referendum del 17 Aprile spiegato alla casalinga di Voghera – 10 domande e 10 risposte –

  1. CimPy

    Te lo dico: non ho certezze, ma il “semplice cittadino” non mi ha convinto. Ancora non so se il 17 mi asterrò, voterò No o voterò Sì.
    Il fatto che il referendum riguardi in realtà una piccola porzione dei giacimenti (e in esaurimento) è la cosa che più mi lascia perplesso: decido (anch’)io di quel che deve capitare nei pressi di casa d’altri per il fatto che potrebbe incidere al 2% sulla mia bolletta del gas per qualche anno ancora?
    Mah.

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  2. blogdibarbara

    Giusto oggi in sala d’attesa dal dottore una mi ha spiegato che voterà sì perché è stato dimostrato che i terremoti, specialmente in Emilia Romagna, sono causati dalle trivellazioni (chissà che trivellazioni tremende che dovevano esserci a Messina un po’ più di un secolo fa. Per non parlare di San Francisco).

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