Filosofia da muro #43 (hat trick: Eliana e Claudio)

Da Augsburg i due expat crucchi mi mandano questa foto, che scopro essere assai famosa (vulg.: ce ne sono almeno tre o quattro legioni) in rete:

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Pero’ questa foto e’ nettamente migliore di quelle che potete trovare in giro, vedere per credere.

Mi fido ciecamente della traduzione di Eliana, che mi dice che la scritta si traduce piu’ o meno cosi’:

Là dove sta il cuore la Germania non ha mai sistemi di allarme

Adesso servirebbe una colonna sonora adeguata, magari tedesca. Il che e’ al di sopra delle mie possibilita’, francamente. E allora mi tocca scegliere qualcosa di meno tedesco, ma altrettanto romantico. Magari suonato a Sarzana tanti anni fa…

Barney

 

 

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10 pensieri su “Filosofia da muro #43 (hat trick: Eliana e Claudio)

  1. blogdibarbara

    Io veramente leggo l’esatto contrario: “Là dove sarebbe (condizionale, che può essere tradotto solo come condizionale, tranne che nel discorso indiretto, che non è il caso qui. Si potrebbe intendere più o meno come “ovunque sia”) il cuore, la Germania ha un sistema d’allarme”. L’articolo “eine, in un contesto molto colloquiale può diventare “ne” con aferesi, mentre non lo può diventare il suo contrario “keine”. D’altra parte, dire che il cuore puoi trovarlo sempre perché c’è il segnale d’allarme che ti avverte, mi sembra più sensato che dire che non hai modo di trovarlo perché non te ne arriva nessun segnale. Anche se mi sa che il discorso ha molto più valenza politica che sentimentale.

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      1. blogdibarbara

        Ehi, smettila di diffamarmi! Mai avuto una calibro 9 io! Avevo una Berretta 22 lungo, una 38 special di fabbricazione spagnola, un 12 da caccia sovrapposto, un semiautomatico da 13 colpi e due robettine, un 32 e un Flobert a pallini, tutto qui. La verità è che noi del Mossad siamo delle belve da paura, con o senza pistola nella cintura.

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      2. blogdibarbara

        Appena dentro la cucina, su uno scaffale in bambù pieno di roba di ogni sorta, c’è, tra le altre cose, una di quelle bottiglie lunghe e strette per la salsa di pomodoro con infilati dentro due coltellacci da cucina sempre pronti per l’uso. Poi mezzo metro più in là nel cassetto della credenza ci sono tutti i coltelli normali, mentre sul ripiano della credenza di fronte ce ne sono sei infilati nel loro supporto di legno e nello sportello del pensile c’è una cassetta con, credo, una decina circa di coltellacci. E due seghetti da ferro, così giusto per. E un paio di spiedi. Il resto è sparso tra corridoio e altre stanze.

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