“Lo chiamavano Jeeg Robot”, G. Mainetti (Italia 2015)

Una piacevole sorpresa, questo film italiano di cui tutti parlavano bene. Ci sono andato per curiosita’, e la curiosita’ ha vinto alla grande.

jeeg_robot

E’ una pellicola di genere, che prende spunto da stilemi supereroistici classici ma li carica di storie personali, di vita quotidiana, li adatta ad uno scenario inedito per questo genere di film (Roma e la sua periferia, immaginati al centro di una serie di attacchi terroristici che fanno venire in mente la stagione delle bombe mafiose di inizi anni ’90), e li condisce con un mazzo di attori eccellenti che sembrano fatti apposta per i loro ruoli.

A partire da Claudio Santamaria, un delinquentello disadattato che vive in una topaia e va avanti a film porno e yoghurt: e’ lui che -nel piu’ classico degli inizi supereroistici- acquisisce i superpoteri grazie ad un bagno nel Tevere inquinato da rifiuti tossici. E poi c’e’ il supercattivo, un Luca Marinelli che ha studiato il Joker di Jack Nicholson e che ha pompato il suo personaggio all’eccesso, un misto tra una checca isterica e uno psicopatico sanguinario, che vive in un canile e sogna una vita da supercriminale. E Ilenia Pastorelli, svampita bellona che vive in un mondo tutto suo, e che risultera’ alla fine la figura piu’ positiva della storia.

Non racconto altro, perche’ per una volta che il nostro cinema tira fuori qualcosa che non e’ Checco Zalone o i Vanzina bisognerebbe premiarlo andandolo a vedere in sala.

Fatelo, e non ve ne pentirete.

E intanto godetevi Marinelli che fa la Oxa:

Barney

 

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8 pensieri su ““Lo chiamavano Jeeg Robot”, G. Mainetti (Italia 2015)

    1. Barney Panofsky Autore articolo

      E’ ironico? 😀
      Non ascolto ne’ George Michael, ne’ Stevie Wonder (ammesso sia lui l’autore del pezzo), non e’ esattamente la mia musica -e’ un understatement clamoroso, sappilo-.
      A me come cover piacciono molto la “No surprises” di Amanda Palmer, “Last kiss” e “Timeless melody” dei Pearl Jam (queste due credo che il 95% delle presone le conosca solo cantate da Eddie Vedder…), e quella che cito sempre, ovvero “Space Oddity” di Happy Rhodes.
      Ciao!

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