“Deadpool”, T. Miller (USA 2016)

Uscito da pochi giorni, Deadpool e’ gia’ un caso cinematografico. Chi sia Deadpool e’ (o forse era) noto solo agli amanti dei fumetti. E’ un personaggio secondario dell’universo Marvel, che per un certo periodo ha avuto anche l’onore di una testata tutta sua, e che si caratterizza per l’estrema violenza, scorrettezza, volgarita’ e amoralita’ delle sue azioni. Un John Belushi schizzato e letale con superpoteri, insomma.

Un ottimo soggetto per un film, a patto che il regista non si faccia troppi problemi di “vietato ai minori”. E Tim Miller c’e’ andato giu’ abbastanza pesante, tanto che negli USA questa pellicola e’ vietata ai minori di 18 anni (??!!!).

deadpool

Il film e’ assolutamente divertente, perche’ il personaggio si presta -se si ha la sfrontatezza di non preoccuparsi troppo se la Marvel e’ stata comperata dalla Disney e quindi la linea e’ “film per la famiglia” (ma quale famiglia, poi? Eh? Quella “tradizionale”?)- ad una trasposizione su pellicola che gioca con trucchetti del mestiere che da una parte spiazzano l’ignaro spettatore che nulla sa di Deadpool, dall’altra esaltano i fan che proprio quei trucchetti aspettano.

A parte i massacri con qualsiasi arma da fuoco e da taglio, e le battute a triplo e quadruplo senso sempre in bocca da un Ryan Reynolds perfetto nel ruolo, c’e’ per esempio il tratto distintivo unico (o quasi: pure She-Hulk fa cosi’ ogni tanto) di un personaggio che dal dentro di una storia e’ consapevole di essere finto, e dialoga con il pubblico. I cVitici dicono “rompere il quarto muro“, e Deadpool lo fa di continuo, sia nel film che nel fumetto. Come su carta, anche qua il personaggio interpretato da Reynolds e’ un chiacchierone che vuole sempre avere l’ultima parola, che spesso e’ una pungente -o volgare- battuta.

C’e’ una colonna sonora anni ’80 che piacera’ ai piu’ romantici, e definisce il target di eta’ del film: dai trentacinque in su (alcune battute su Sinead O’Connor credo le capiscano solo i piu’ maturi…), ci sono fantastiche scene di azione violenta (come la prima sequenza) girate in slow motion con in sottofondo il commento di Deadpool che sono davvro belle. E c’e’ una storia, anche se quella non e’ poi cosi’ importante.

La protagonista femminile e’ la bella Morena Baccarin, che i piu’ nerd ricorderanno nell’interpretazione di Inara sulla Firefly.

Dicevo della colonna sonora: la canzone che percorre come un presagio tutto il film (e che verra’ suonata solo alla fine) e’ “Careless whisper” dei Wham!, che francamente non ce la faccio a mettere, per cui ripiego su “Angel of the morning”, che fa da tappeto musicale per una fantasiosa scena di sesso nella prima parte della pellicola:

 

Giudizio finale: da vedere, ovviamente.

 

Barney

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