“The Hateful Eight”, Q. Tarantino (USA 2105)

Degli odiosi otto -che avrete sicuramente gia’ visto- vi sarete fatti un’idea da soli, oppure attraverso coltissime recensioni da cui tVasuda la eVV aVVotata del veVo cVitico antimainstream in grisaglia e whisky millesimato nel bicchiere di cristallo.

The-Hateful-Eight

Non vi tediero’ quindi piu’ di tanto, ne’ spoilerero’ la fine -tanto oramai gia’ la sapete, no?-.

Andiamo subito al sodo.

A me e’ piaciuto parecchio. E’ una pellicola (e qua “pellicola” ha il suo senso vero, perche’ il film e’ girato da Tarantino in “Supercomecazzosichiama 70”, ma per vederlo cosi’ chissa’ dove dovreste andare, quindi fate come se “pellicola” non l’abbia scritto, eh?) che racconta alla Tarantino una storia piena di ottime trovate cinematografiche, in una ambientazione che tutti i cVitici di cui sopra hanno gia’ bollato come “teatrale” (la gran parte della storia si svolge in un emporio sperduto nelle montagne americane post-guerra d’Indipendenza), con una serie di personaggi principali (gli otto del titolo, naturalmente) che costretti da una tormenta a convivere loro malgrado si affannano a spiarsi, provocarsi, temersi e -ma questo che ve lo dico a fare?- spargere sangue in quantita’ industriali.

Le situazioni sono al limite del paradosso (ma c’e’ un film di Quentin in cui questo non succede?), l’ironia e’ probabilmente meno presente che in altri suoi film, quasi sicuramente molti (e io con loro) avranno pensato al Christoph Waltz – dottor Schultz di Django Unchained all’ingresso in scena di Tim Roth – Oswaldo Mobray… ma alla fine quello che conta e’ il risultato complessivo: quasi tre ore di ottimo cinema divertente, ben girato, ben recitato, ben montato in capitoli che scandiscono l’avanzare (o l’indietreggiare in flashback esplicativi) della storia.

Un neo per me sono le acclamatissime musiche di Ennio Moricone. M’hanno dato istintivamente l’idea di deja entendu, e di forzatura nel cliche’ dello spaghetti western tanto caro a Tarantino. Io avrei messo roba diversa, ma d’altra parte non faccio mica il regista…

Chiudo svelando ai miei tre lettori che qualche settimana fa tentai la sorte con la visione di “The Revenant”. Ecco, quello e’ una cagata pazzesca. Ma ovviamente li’ i cvitici si sono sperticati in lodi sbrodolanti per il regista Iñárritu e un Di Caprio al di sotto del minimo sindacale.

De gustibus…

Barney

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7 pensieri su ““The Hateful Eight”, Q. Tarantino (USA 2105)

  1. Gintoki

    Io ormai capisco se un film e` buono o no dalle recensioni di Internazionale. Ovviamente pensando il contrario di cio` che dicono.

    Questo e` un grande film e ci vuole abilita` per riuscire a tenere su un`opera di tre ore girata praticamente in una sola stanza.

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      1. Gintoki

        Ma temo che lui non volesse fare complimenti per la struttura ad atto unico o quantomeno lo inserisce all`interno di una boriosa critica da chi “io ne ho visti film che voi umani…”

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