“Star Wars VII – Il risveglio della forza”, J.J. Abrams (USA 2015)

Come dice l’Ecclesiaste: “Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo“.

Star Wars episodio VII non fa eccezione. E’ sicuramente in tempo per ramazzare centinaia di milioni al botteghino da fan della prima e dell’ultim’ora (come si dice in questi casi? “Mungere la vacca”, no?), ma fuori dal tempo come film che vuole rinverdire i fasti di una saga che ha oramai quasi quarant’anni e che ha gia’ subito lo scempio di tre prequel da bimbiminkia.

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Oh, intendiamoci subito: rispetto agli episodi I, II e III  questo qua e’ un capolavoro (per la serie: nella terra dei ciechi l’orbo e’ re…). Ma un capolavoro di cui francamente avrei fatto volentieri a meno.

Ricordo il primo Guerre Stellari come uno dei pochi film che ho visto assieme a mia madre. Avevo dieci anni, e mi piacque molto (gia’ dilapidavo la paghetta mensile in libri di fantascienza, leggevo solo quelli).

Il mio problema con questo episodio VII e’ probabilmente dovuto anche (anche, non solo) al fatto che mi ricordavo Leila, Luke e Han Solo come giovanotti perfettamente in grado di incarnare l’eroe anti-dittatura, e adesso me li vedo davanti invecchiati, imbolsiti, improbabili repliche di loro stessi da giovani, a scimmiottare le stesse battute, a vestirsi uguale a quarant’anni fa ma con 40 chili in piu’ addosso. A ricordarmi -forse?- che anche io ho quarant’anni di piu’.

Non e’ solo questo, pero’. C’e’ anche la presa d’atto che una storia che ti prende a dieci anni non puo’ prenderti allo stesso modo a (quasi) cinquanta. Non continui a leggere “Pinocchio” per tutta la vita, ne’ ti cristallizzi su “Topolino” e “Geppo”: a un certo punto evolvi verso Melville, McCarthy, Bolaño… O Dylan Dog, Miller, Spiegelman, Gipi…

Soprattutto quando non solo i personaggi, ma anche la storia e’ uguale a quella di quarant’anni fa.

E non puo’ essere altrimenti, perche’ i temi e gli stilemi toccati da Star Wars sono i classici delle saghe di tutti i tempi: la lotta del bene contro il male -declinata sia come combattimento tra persone, ma soprattutto come conflitto di due mondi mistici complementari-, il conflitto tra padri e figli, la enorme estensione spazio-temporale della storia, la quantita’ di forme di vita aliene -nel senso di “diverse dall’uomo”, qui ovviamente davvero aliene-, qualche minimo intreccio amoroso (ma senza tette e culi, perche’ il prodotto ha da essere quanto piu’ neutro possibile per raccogliere dollari consensi in tutte le fasce di eta’)…

Tutto utilizzato molte volte, da Tolkien (Il Signore degli Anelli) a Jordan (la Ruota del Tempo), fino alla Rowling e alla sua eptalogia di Harry Potter; e tutto presente anche nella saga iniziata da Lucas, incluso questo capitolo sette.

Della cui trama non so che dirvi, se non che l’inizio e’ ambientato su un pianeta che sembra Tatooine, che il cattivo vestito di nero ha come ispiratore Darth Vader (e come padre… Beh, facile da indovinare), che il cattivissimo Snoke e’ identico a Lord Voldemort (le cross-citazioni pagano sempre, ai botteghini) ed interpretato dallo stesso attore che ha dato vita a Gollum (tanto per ribadire il parallelismo tra saghe), che gli effetti speciali sono funzionali al 3D e ben fatti, che il combattimento finale l’avete gia’ visto in scala ridotta nel Guerre Stellari originale, e che essendo questo film il primo di una ennesima trilogia avrete un non finale, da cui ripartira’ l’Episodio VIII.

Pronti a farvi mungere altri 10 Euro nel 2017?

Io no.

 

 

Barney

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17 pensieri su ““Star Wars VII – Il risveglio della forza”, J.J. Abrams (USA 2015)

    1. CimPy

      “Io sono ferma a “Il ritorno dello Jedi”. Mi sono rifiutata di vedere tutto ciò che è arrivato dopo, prequel e sequel”

      Péntiti, essere oscuro, e forse (ma forse eh?!) i Lukasiani saranno clementi…
      😀

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  1. Theodore

    Nel finale però Rey e Luke sembrano Richard Gere e Christopher Lambert in Highlander 😀

    Io i sequel li guarderò. Quando li metteranno su Italia 1. O se proprio mi salirà la fotta, su qualche streaming. M’è piaciuto, ma non valeva i soldi del biglietto effettivamente

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      1. Theodore

        «Oh, ma che è, il raduno degli Anonimi Alcolisti??>

        No, io sono proprio passato al Lato Oscuro della Fotta. La gente fa scelte particolari in momenti particolari, e la Legione Straniera mi aveva riformato 😉

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