Life, the universe and everything

Dopo i morti di Parigi di ieri e’ uscito fuori il peggio da moltissimi e il meglio da qualcuno, troppo pochi rispetto alla massa. Sono rimasto impressionato -come mi succede spesso- dalla compostezza, compattezza e forza dei francesi. Questa foto qua sotto, presa da Repubblica, riepiloga bene lo spirito transalpino con quel cartello scritto a mano verso la destra (no, non “L’horreur”, l’altro…):

pas peurHanno gia’ avuto la strage di Charlie Hebdo, pochi mesi fa, e adesso questo assalto alla vita di persone inermi, che cercavano solo un po’ di svago al ristorante, in una sala concerti o allo stadio.

Cercavano, insomma, un po’ di divertimento per rilassarsi ad inizio fine settimana.

Stasera andro’ al mio Bataclan, il Cage di Livorno. In genere scelgo chi andare a sentire, ma stasera ci vado a prescindere, perche’ mi sembra giusto dare un segnale microscopico a questi idioti col fucile in mano: non dobbiamo avere paura. Nemmeno essere incoscienti, ma se i terroristi dell’Asciugamanistan riescono a trasformare le citta’ in fortezze, i teatri in luoghi dove per entrare fai un security check che neanche all’aeroporto, gli stadi in lager dove si entra tre ore prima e si esce il giorno dopo l’evento, beh, allora hanno vinto loro.

Io non so se riuscirei a sparare a qualcuno, magari costretto si. Le mie armi in questa guerra (perche’ oramai e’ guerra, non c’e’ da dubitarne) sono la mia coscienza e i miei comportamenti. Finche’ ne avro’ la possibilita’ faro’ di tutto per combattere la paura e l’ignoranza dei terroristi talebani con una risata, un paio di birre doppio malto e della buona musica.

In culo a loro e al loro dio ignorante.

Barney

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22 pensieri su “Life, the universe and everything

    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Odio tutti i talebani, anche quelli nostrani che si nascondono dietro le radici comuni.
      Credo anche che sia giunto il momento di considerare un serio intervento armato contro i terroristi, il che significa andare di persona laggiù e fare uno sporco lavoro.
      Ciò detto, la Fallaci a me e’ sempre risultata indigesta, come -ripeto- tutti i talebani ideologici.

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      1. Barney Panofsky Autore articolo

        Che siamo allo sbando politicamente, come Europa, e’ vero, ma non ci voleva la Fallaci a dirlo. Che la cattotalebana Fallaci avesse ragione sui MOTIVI (prettamente idologico-religiosi secondo lei) questo non lo credo proprio (cit.). Se tu pensi che l’ISIS sia brutto e cattivo perche’ prega Allah, sei fuori strada. I colpevoli veri di tutto questo casino non sono certo i caprari dell’Asciugamanistan, quanto quelli che hanno il controllo di soldi e petrolio. L’Arabia Saudita, per dire, che risulterebbe “alleata”…

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  1. blogdibarbara

    L’ho già raccontato altrove. Quando ero in Somalia, mi mostravano orgogliosi la nuova moschea di Mogadiscio, la più grande di tutta l’Africa (e ne avevano, a Mogadiscio, già 400), dono dell’Arabia Saudita, e io mi dicevo ma come, la poliomielite dilaga perché non hanno soldi per i vaccini, muoiono per un’infezione che si curerebbe con cento lire di antibiotico, e spendono miliardi di dollari per la moschea? Si è capito dopo. I somali erano musulmani osservanti, ma non fanatici; il collega che mi dava lezioni di somalo mi diceva, io non capisco quelli che dicono io non credo in Dio: ma come, vedi tutto quello che ha fatto e poi dici che non lo ha fatto nessuno? Cioè, lo disturbava la mancanza di fede, non la fede diversa, e anche la mancanza di fede si limitava a disturbarlo, non arrivava ad armargli la mano. E quando lo mandavano per qualche corso di aggiornamento a Roma, per avere la certezza che non solo non gli rifilassero carne di maiale, ma anche di mangiare in un piatto che non avesse mai toccato carne di maiale, quando gli avanzavano due lire da poter fare un pasto decente andava a farlo “dai fratelli ebrei”. Poi, quando hanno deciso che ne avevano abbastanza della sanguinaria dittatura di Siad Barre saldamente mantenuto in sella dall’Italia, hanno cominciato a reagire contro gli italiani; per strada mi prendevano a sassate, e il grido non era sporca bianca o italiana di merda o qualcosa del genere, bensì “Gal! Gal!”: infedele. Un po’ alla volta i coloratissimi vestiti delle mie studentesse, che lasciavano sempre scoperti viso e mani, quasi sempre collo polsi e caviglie e almeno una parte dei capelli, non di rado anche le gambe fino al polpaccio, le braccia fino al gomito e tutti i capelli, hanno lasciato il posto a quella sorta di tende beduine nere con un’unica fessura per gli occhi, che però non si vedono perché sono coperti da occhiali neri. E coi guanti neri, naturalmente, e scarpe chiuse al posto dei sandali. Ed è stata instaurata la sharia. Tutto coi soldi del petrolio dell’Arabia Saudita.
    Detto questo, la Fallaci aveva ragione. E Bat Ye’or: http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2007/07/01/eurabia.html

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Guarda, per i fanatismi religiosi che si riflettono sulle diete forse ti ho gia’ raccontato che ho esperienze per me incomprensibili sia con gente di Riad che con persone di Tel Aviv.

      Che Arabia e Qatar abbiano in mano tutto il giochino secondo me e’ evidente, cosi’ come e’ chiaro che possono godere dell’ignoranza, della poverta’ e della schiavitu’ in cui versano molte centinaia di migliaia di arabi. Inclusi quelli emigrati in cerca di fortuna in Europa, che di fortuna ne han trovata poca.
      E allora, come dissi per “Il Complotto”, anche qua e’ facile risolvere la qestione: si trova il colpevole (l’infedele) e lo si accusa di tutti i mali della terra. Tra Hitler e l’ISIS non c’e’ alcuna differenza sostanziale insomma.

      Rimango dell’idea che se io posso permettermi di semplificare, una Fallaci o un politico qualsiasi dovrebbe evitare come la peste l’erbafascismo. Il tuo pezzo lo leggo domani, che tanto parto per l’ennesima trasferta e dovrei avere tempo, la sera.

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  2. dmitri

    @Barney: Mi sfugge la logica dell’aver ragione e non essere al contempo la persona indicata per averla, perché cattotalebana in virtù del fatto d’aver avuto ragione.
    Pare contorto pure a me, ma è esattamente quello che hai sostenuto nel commento.

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      In genere non vado d’accordissimo con l’omino del mio cervello, pero’ stavolta forse ce la faccio a spiegarmi 🙂

      Io ho detto che la Fallaci aveva ragione quando sosteneva (con millanta altri) che il problema dell’Europa e’ politico, che siamo deboli in quanto NON siamo una Nazione-Confederazione-quello che vuoi.
      Che non c’entra una mazza -lo dico alla Fallaci buonanima- con le radici cristiane dell’Europa, che semplicemente non esistono, o se esistono NON sono quelle che aveva in mente la Fallaci.
      La parte che non mi piace del suo ragionamento (che e’ diventata anche la parte che schifo di Salvini, e spero Oriana si rivolti nella tomba per come la Lega usa cose scritte da lei ma da loro MAI lette, forse ascoltate e sarebbe gia’ tanto) e’ quando sostiene che il problema e’ tutto l’Islam, che loro son cosi’ e quindi dobbiamo difenderci. Qualcuno oggi ha detto che il ragionamento “non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici” potrebbe valere (nella sua puerile idiozia) anche con “non tutti gli italiani sono mafiosi, ma tutti i mafiosi sono italiani”, o anche con “non tutti gli ebrei sono avari, ma tutti gli avari sono ebrei”.

      Tra l’altro ridurre la questione ad un fatto di religione e’ inaccettabile per il mio cervello. I manovali del coltello, gli assassini della cintura di tritolo sono sicuramente fanatici allevati a balle e ideologia deviata, ma i capi, i mandanti, chi mette i soldi (e ce ne voglion tanti per fare quello che fa Daesh adesso, sia in termini di azioni che di presenza massmediatica) col cazzo che lo fa per le 72 vergini e il paradiso di latte e miele.
      Arabia e Qatar si muovono con un piano che vede i dollari in cima alla piramide, accanto al potere economico.
      Il Corano – e la religione in generale – e’ un facile strumento da usare sulle masse ignoranti (un po’ come la Bibbia fino a qualche decina di anni fa), ma lo sceicco che ha diciotto Rolls, sei Airbus A340, che si tromba tutte le sere una moglie diversa sa benissmo che sul libretto ci sono una serqua di stronzate.

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      1. dmitri

        C’è un luogo del mondo, che ormai non è solo fisico, dove la violenza è spettacolo come nell’antica Roma, dove le esecuzioni e le torture in pubblico sono la norma. Questo non è “le religioni in generale”, persino la violenza dei nazisti era in qualche modo “nascosta”, asettica; questi bruciano gente in una gabbia e girano filmini per arrapare gente allevata in modo da ritenere lecito ciò. Dopo gli attentati l’islam moderato scende in piazza a festeggiare, questo è successo l’undici settembre a Gaza e in altri posti. Se Arabia Saudita e Qatar riescono in questo è perché il terreno è fertile.

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      2. Barney Panofsky Autore articolo

        Sicuramente. Ma siccome sono ottimista, credo che sia fertile non perché l’arabo è geneticamente differente dal caucasico o dal negro, ma semplicemente perché chi detiene il potere laggiù ha tutto l’interesse a mantenere a livello di medioevo la gGente. Come la Chiesa Cattolica ™ faceva qualche secolo fa in Occidente. Per me è tutta questione di soldi e potere, il libro sacro è uno strumento. Come dice Barbara, credo nulla alle religioni come elemento spirituale che guida le popolazioni, almeno ai nostri giorni. Prima, forse qualcosa c’era…
        Già il fatto che come dici tu adesso si spettacolarizzi la morte da parte di una religione che è aniconica (o comunque si dica) mi sembra indicativo di un uso “industriale” dei massacri

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      3. Barney Panofsky Autore articolo

        Lo davo per scontato :-).

        Ho letto or ora questo pezzo:

        Pietrangelo Buttafuoco: “La Destra da Bar Sport” 
        15 novembre 2015 “Il Fatto Quotidiano” 

        Due sono i colpi messi a segno dal terrorismo, anzi tre: scannare, 
        spaventare e sfregiare l’ Islam che – religione di Dio, il Clemente, il 
        Misericordioso- nel sentimento di tutti, in Occidente, diventa un buio 
        marchio di morte. 

        Tre colpi, dunque, e il più inaspettato regalo: il sabba degli 
        sciacalli. Ogni tragedia ha il suo sottotesto e la politicuzza trova un’ 
        affinità maligna. Come Piscicelli rideva al caldo delle lenzuola all’ 
        idea di fare affari dopo il terremoto a L’ Aquila, così la destra da Bar 
        Sport, davanti alle stragi islamiste, si sente sciogliere l’ acquolina 
        in bocca. Pensa solo al pallottoliere elettorale. 

        Certa destra, neppure semplicemente xenofoba, ma già nella sua 
        infarinatura liberale, fa del Bar Sport il servo di scena. La destra che 
        ci tocca in sorte, figlia della stagione di George W. Bush, non è certo 
        la ruggente Onda Blu di Marine Le Pen e non è quella di Vladimir Putin 
        che nel far guerra in Siria, allo stesso tempo, tutela i cittadini 
        musulmani di Russia quando- con l’ orgoglio dei piedi scalzi – inaugura 
        la più grande moschea di Europa. 

        I tagliagole sono bestemmiatori dell’ islam. Fino a quando non sarà 
        chiaro ciò non ci sarà speranza di vincere contro di loro. È doppiamente 
        vero che il terrorismo è il primo nemico dell’ islam. Ed è tre volte 
        vero che la carambola d’ odio va a concludersi nel gioco delle parti. In 
        uno sfolgorio di stelle, strisce e tricolori, in un tweet, ho visto 
        questo collage: il Corano e poi ancora il Corano. 

        Nel primo, questa didascalia: “Questo è il libro dell’ Islam”. 

        Nel secondo, un’ altra indicazione: “Questo è il libro dell’ Isis”. A 
        sovrastare la spiritosa grafica, questo strillo: “Trovate le differenze!”. 

        Tutti i colpi vanno a segno. Dio mi perdoni se, adesso, mi faccio 
        tramite di una profanazione. 

        Ho visto disegnato un maialino con il Corano in mano per fargli dire 
        questa battuta: “È tutta merda quella stampata qui”. L’ ho visto ancora 
        su twitter, con la frase in inglese, opportunamente postato e arrivatomi 
        a strascico tra i retweet di un importante politico liberale, molto 
        radicale e molto bushista che con questa schiuma ci campa. E ci fa ricca 
        la bottega. 

        All’ opposto della Tradizione non c’ è più la sinistra ma la destra del 
        Bar Sport e il fanatismo che fa di Dio un’ ideologia. A far strame del 
        Sacro, infatti, concorrono sia chi – sostituendosi al Giorno del 
        Giudizio – semina la morte, sia chi confonde l’ odio per la rabbia e l’ 
        ignoranza per l’ orgoglio. 

        Il Dio macellaio esiste solo nella mente di Satana se un ebreo, solo per 
        essere ebreo, viene accoltellato nella serena felicità di Milano. E così 
        è – nella banalità della ferocia – l’ automatismo dell’ odio. Se il 
        musulmano è un bastardo, per come si legge nei giornali, un coltello 
        addosso prima o poi se lo ritrova. 

        L’ odio dà voce alla sorgiva di questi e quelli, i terroristi e gli 
        avvinazzati del Bar Sport per i quali il Dio, Patria, Famiglia, il motto 
        sacrissimo di don Camillo, è ridotto a un rutto senza A e senza BA, lo 
        sbotto del folclore liberale (Benedetto Croce inorridisce) il cui fetore 
        oggi ammorba qualunque tentativo della destra di darsi un pensiero, una 
        riflessione e un’ analisi che vada oltre la Fenomenologia del Maialino. 

        Direi equilibrato…

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      4. blogdibarbara

        @dmitri: Barney è una delle migliori teste in circolazione, ma quando sente la parola “religione” va in tilt, perde la capacità di vedere, di sentire, di ragionare, non riesce a cogliere differenze fra l’una e l’altra, non si accorge che nella Bibbia sta scritto di lapidare le adultere ma che sono millenni che gli ebrei non le lapidano e che quindi fare paragoni per dire che sono tutti uguali non ha senso, ti parla di masse ignoranti adescate dal Corano e riesce a dimenticare che quelli dell’11 settembre erano ricchi, laureati e avevano viaggiato un sacco. Niente, quello della religione per lui è un angolo morto: puoi metterci anche una portaerei, e lui non la vede.

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Si, perche’? A parte che leggo anche “La torre di guardia” (nel caso non abbia nulla altro), ma non ci trovo nulla di cosi’ sconvolgente. Tra l’altro, viene da un personaggio non certo di estrema sinistra, non mi pare davvero scandaloso.

      Ti sembra troppo “buonista”? Troppo poco incisivo? Tutto falso? Poggio e bùa, come si dice dalle mie parti?

      Io in questi giorni sto ascoltando e leggendo di tutto su questi terroristi e sulle reazioni che l’attentato ha provocato. Uno di quelli con cui non avrei MAI pensato di essere d’accordo e’ Luttwak, che ieri sera ha detto un par di cose molto sensate (magari avro’ avuto culo a beccarlo in quei tre minuti in cui non era troppo rabbioso come gli capita spesso):
      – tirare bombe a caso e’ piu’ o meno inutile, anzi forse e’ peggio che non tirarle, perche’ ci va sempre di mezzo la popolazione che poi trova altri motivi per odiare l’infedele.
      – l’unica soluzione militare percorribile prevede l’intervento da terra, e li’ mi e’ piaciuto il doppio perche’ ha sollecitato la gente a partire volontaria. Io aspetto magdino Allam e Salvini, poi parto pure io forse…

      Per pareggiare il buonismo, proprio stamani ho scoperto che il versetto del corano stracitato in questi gironi (chi uccide un uomo uccide l’umanita’, robe cosi’) e’ in realta’ una citazione a caso, perche’ il libretto dice “chi uccide un musulmano uccide l’umanita’”.

      Io continuo a non capire come si possa dare credito a un libro scritto da un tizio invasato cinquecento anni fa, ma d’altro canto non capisco neanche chi da credito a quell’altro libro, ancora piu’ vecchio.
      Non dico che uno non possa CREDERE a dio o allah, o al flying spaghetti monster, ma basare tutta la propria vita su delle cose scritte in una lingua strana in periodi cosi’ lontani e’ per me come fare la roulette russa con il tamburo pieno di pallottole.

      Senza contare che sono arciconvinto che il Sultano del Qatar (o chi cazzo comanda laggiu’) se la ride della grossa, a pensare di quanto sono coglioni i talebani che da lui vengono maneggiati.

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      1. blogdibarbara

        Fa vomitare il suo mettersi in cattedra a dare lezioni sull’islam dimostrando di non avere la più pallida idea di che cosa sia l’islam, e dando nel contempo dell’ignorante a chi non è d’accordo con le cazzate che dice lui.
        Fa vomitare la sua rappresentazione dei destrorsi pazzi di gioia per tutti quei morti perché così dimostrano che avevano ragione loro.
        Fanno vomitare quelle frasi ad effetto per nascondere la mancanza di un qualsiasi pensiero.
        Giusta la cosa che dici a proposito del versetto: nel corano non uccidere significa non uccidere un musulmano, non rubare significa non rubare a un musulmano, non mentire significa non mentire a un musulmano: l’universo islamico gira unicamente intorno all’islam, di universale non c’è assolutamente niente. Se un terrorista palestinese resta ferito in un attentato, un’ambulanza israeliana lo prende su e lo porta all’ospedale, e se è più grave della sua vittima viene trattato prima; l’altro ieri un’ambulanza palestinese (vuota) è passata vicino ad alcune vittime di un attentato ancora per terra, ed è passata oltre.

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      2. blogdibarbara

        Decisamente troppo logorroici per i miei gusti. Non leggo neanche i giornalisti che amo quando scrivono cose troppo lunghe. Di quello che ho visto comunque, alcune riflessioni possono essere condivisibili, altre decisamente banali e superficiali (non chiedermi di specificare, perché non ho nessuna intenzione di reimmergermi in quell’inarrestabile logorrea).

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  3. Jurgis

    Da quel poco che ti seguo, ho sempre adorato il tuo approccio post + canzone a tema, similarmente anch’io ho sempre attribuito automaticamente titoli o testi a persone o situazioni che ho vissuto (spero di non gasare la mia amica che ci compara, se ricordi). Però provo a fare l’inverso, ovvero metto prima la canzone, e penso che anche questa sia molto appropriata, lungi da me un significato religioso o presunto tale, ma più una combo di band/concerto/fattaccio/titolo/testo (poi lasciamo stare che è una cover.

    Negli ultimi anni, per qualche motivo, mi sono sempre sentito molto coinvolto emotivamente nelle stragi da attentati o simili, come anche nella breve storia del volo 9525.
    Il discorso consolatorio dei “se” e dei “ma” che si usa fare di solito (e forse sono un po’ fuori luogo e egoista ora) mi è sempre stato un po’ sul cazzo, infatti lo ribalto in questo caso: se fossi stato un parigino, o se avessi deciso di prendermi una vacanza nel fine settimana, probabilmente a quel concerto ci sarei stato anch’io, il che mi avvicina ancora di più, emotivamente. Fare discorsi grazie a un certo tipo di “prossimità”, in termine giornalistico, più o meno inventato forse, è più facile, ma mi fa stare davvero male. Il problema è che, sì, è vero, è il loro scopo, ma frequentare posti affollati oltre ad avermi sempre dato fastidio se lo devo fare controvoglia, da anni mi fa paura, ma in particolar modo ora, abitando in una grande città, anche se statisticamente mi sarebbe più probabile morire in un incidente aereo o in macchina, o sul lavoro, o cadendo dalle scale. La cosa che però mi fa ancora più paura è che siamo i fortunati che vivono in una parte di mondo, pur con le contraddizioni, i sotterfugi, le ingiustizie, i furti, gli omicidi ecc… dove per salire su un autobus tiri fuori una tesserina magnetica che fa bip e via, dove a un concerto ti controllano solo se hai bottiglie di vetro e cose così, dove se becchi una pattuglia e hai bevuto è solo una bella sfiga. La mia paura è di perdere tutto questo a causa della paura.

    PS: se copie della TdG chiedi pure, mio padre è TdG (nella seconda sigla le parole cambiano, occhio)

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Infatti io sabato sera sono andato a sentire un concerto 🙂
      Pure io sono rimasto colpito parecchio, quasi a livello di quel che successe a Charlie Hebdo (i fumetti vengono qualche millimetro prima della musica, nella mia scala di valori di riferimento), pero’ non possiamo rivoluzionare le nostre vite per la paura di un attentato…

      Buona vita!

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