La locomotiva

Non si sentira’ Guccini, alla fine, state tranquilli.

La notizia del giorno, sconvolgente per molti e liberatoria per molti altri, e’ l’assoluzione di Erri De Luca dalle accuse di istigazione a delinquere.

Devo premettere due cose: Erri De Luca non mi sta simpatico e non mi piace come scrittore, e la TAV mi sta piu’ simpatica dei NO TAV.

Pero’ non avrei gioito per la condanna di De Luca. Perche’ sarebbe stata in primis una condanna “politica”, alla vecchia maniera; ci avrebbe riportato dritti agli anni di piombo che molti di voi nemmeno sanno cosa siano (ma Erri De Luca si) e che han segnato la gran parte della mia infanzia.

E poi, non si sarebbe capito (io e l’omino del mio cervello) perche’ De Luca andava condannato, mentre un Borghezio o un Buonanno qualsiasi (quest’ultimo fascista DOC, passato alla Lega per continuita’ ideologica ed assenza della squadra del cuore dalle sue parti) possono dire quel che passa loro per la testa (aria, probabilmente?) senza timore di essere condannati. Oppure, perche’ in un paese che per legge vieta la ricostituzione in qualunque forma del partito fascista ci siano cosi’ tanti movimenti politici che espongono svastiche e rune.

Di che ha paura, lo Stato, quando si sente in dovere di processare uno scrittore schierato politicamente perche’ s’e’ permesso di dire quel che gli passava per la testa, foss’anche la peggio stronzata del secolo?

Secondo me, solo della sua pochezza. Intendo ovviamente la pochezza delle istituzioni, che se si fanno intimidire da un De Luca qualsiasi siam davvero alla frutta. E in effetti, a leggere le liste degli eletti, a guardarne gli occhi spenti come quelli di una triglia pescata tre giorni fa, ad osare financo d’ascoltare i discorsi inutili e vuoti non si puo’ che chiedere l’ammazzacaffe’.

E invocare -per pieta’- il sipario.

Oppure, continuare a farsi stordire dal primo Renzi che passa per la strada, che prima si chiamava Berlusconi e raccontava le solite puttanate, ma con la faccia da vecchio puttaniere. Meglio il guitto bischero giovane, no?

Barney

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10 pensieri su “La locomotiva

  1. Theodore

    Io stimo Erri De Luca per quello che disse (cioè che se lo avessero condannato si sarebbe sucato il carcere), d’altro canto è un’indagine per apologia di reato a mio parere più che legittima, ma… Ci sono magistrati a loro dire oberati di lavoro e altri no (tipo quello di De Luca). Ci sono deputati o senatori (come l’on. “Il ministro dell’integrazione mi ricorda un orango”) che sfruttano le Markov chain per mettere in ginocchio un parlamento di gente che già è sovente sfaccendata e scrittori che, invece, no.

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      1. Theodore

        http://torino.repubblica.it/cronaca/2015/09/21/news/sabotaggi_no_tav_chiesti_8_mesi_per_erro_de_luca-123349343/
        Sì, hai ragione, specie perché si chiedeva la condanna per istigazione a delinquere e perché Rinaudo, il pm, non era evidentemente in sè (“Se, come ha chiesto la difesa, avessimo trovato qualche riferimento diretto alle sue pubblicazioni per esempio nelle perquisizioni degli arrestati saremmo qui a celebrare un processo per concorso nei reati commessi”).
        Lo dico nella speranza che sia solo una specie di sfoggio di faccia tosta di Rinaudo: se fosse prassi durante un processo penale, fare affermazioni di questo genere di assurdità, ha voglia Palamara a dire di proteggere la magistratura.

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  2. blogdibarbara

    L’errore, secondo me, è stato quello di accusarlo di istigazione a delinquere, che ovviamente non sussiste per il semplice motivo che quelli, per delinquere, non hanno affatto bisogno di essere istigati. Mi sembra invece che ci stia tutta, come è stato detto più sopra, l’apologia di reato – sempre che quei signori le armi da guerra e gli esplosivi non li abbiano accumulati per usarli come soprammobili (vero che a Padova, una ventina d’anni fa, uno beccato con un missile terra-aria nel garage è stato assolto perché “non è stato possibile dimostrare che intendesse usarlo per scopi delittuosi”: aveva le spalle MOLTO coperte, e nessuno ha osato toccarlo). Quanto al fatto che altri hanno detto di peggio – a parte la questione dell’immunità parlamentare, ingiusta quanto si vuole, ma finché c’è non si può fare finta che non ci sia – il fatto che qualcun altro non sia stato incriminato non mi sembra una ragione valida per non incriminare lui.

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Diciamola tutta (io e l’omino del mio cervello): i reati d’opinione sono un pannicello caldo. Io posso pensare e dire che De Luca ha detto una serqua di cazzate enormi, cosi’ come sono convinto che lo stesso faccia Borghezio ogni volta che apre bocca. Se pero’ limito la loro liberta’ di sparare cazzate, mi pare che si arrivi ben presto al controllo militare di quel che si puo’ dire e di quello che non si puo’ dire. Che e’ diverso dal fare o non fare. E -attenzione- quel che si puo’ dire OGGI puo’ essere molto diverso da quel che si potra’ dire domani…

      Mi aspetto obiezioni feroci.

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      1. shevathas

        Direi che molto dipende dalle conseguenze pratiche di quello che si dice. Finché vado a dire che le scie chimiche contengono DHMO e i vivisezionisti mangiano topini vivi nei loro laboratori sono un idiota che dice idiozie e basta. Se comincio a dire di comprare laser e giocare a spararli contro gli aerei o di assaltare i laboratori forse stiamo andando un poco troppo oltre le righe…

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  3. shevathas

    Quello che mi è piaciuto comunque del processo è che ha svelato che per molti farlocchi la gravità di reati come “l’apologia di reato” o l'”istigazione” dipende da chi parla e da quanto piace quello che dice. Allo stesso modo in cui qualsiasi caduta nell’area di rigore avversaria è un rigore lampante, anche se l’avversario più vicino era a dieci metri e qualsiasi nella nostra è un inciampo se non un tuffo, anche se il difensore è entrato con un calcio rotante alla chuck norris.

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