“Missing. New York”, D. Winslow, Einaudi (2014)

Divaghero’ prima di parlare di “Missing. New York”, ultimo libro di Don Winslow.

missing

Divaghero’ perche’ questo romanzo hard boiled in perfetto stile Winslow (e quindi Chandler, o Ellroy) e’ venuto dopo una serie di letture di gialli scandinavi (e’ estate, cercate di capirmi) e di “Silenzio Assoluto”, di Frank “inutile infodump del cazzo” Schatzing. Quindi, insomma, la panna montata fresca dopo la margarina rancida (Schatzing) o il succedaneo in bomboletta spray (gli scandinavi).

“Missing. New York” parte dalla fine, e’ narrato in prima persona e non ha una pagina di troppo. Forse gia’ a pagina due sappiamo gia’ come andra’ a finire, ma di certo non sappiamo in che modo arrivera’ la fine, ne’ quando. Il dove ce lo dice il titolo: a New York.

La storia e’ semplice e banale: un poliziotto (Frank Decker) in odor di promozione e in difficolta’ matrimoniali si trova coinvolto in un caso di sparizione di una bambina, Hailey. La piccola non si trova, e dopo che nella stessa cittadina una sua coetanea viene rapita ed uccisa Frank Decker decide di abbandonare distintivo e moglie per inseguire la speranza che la piccola Hailey sia -contro tutte le statistiche- ancora viva.

E’ un romanzo on the road, con Decker che gira tutti gli Stati Uniti inseguendo voci e segnalazioni piu’ o meno fondate. Sempre con Bruce Springsteen a fargli da colonna sonora. C’e’ violenza, cinismo, depressione. Ma anche speranza e onesta’, e soprattutto uno stile di scrittura asciutto ed efficace che e’ un po’ il marchio di fabbrica di molti romanzieri USA. Non ci sono seghe, insomma, ne’ pagine inutili a spiegarci cose inspiegabili. C’e’ una storia che si regge in piedi da sola, che non usa artifici da accattone per catturare il lettore (per esempio: c’e’ poco o punto sesso nel libro, e tutto quel che c’e’ e’ funzionale al plot), che ti tiene incollato alla pagina.

Da leggere, insomma, in una giornata di mare o di montagna: non si restera’ delusi.

Come colonna sonora ideale, tutto “Nebraska”, ovviamente.

Barney

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