In fondo, suona. Livorno Music Awards 2015

“In fondo, suona” e’ un libro dell’anno scorso che racconta trent’anni di musica a Livorno. L’ho comperato alla scorsa edizione dei Livorno Music Awards, che detta cosi’ sembra la sagra del tortello col ragu’ d’orso di Bergamo Alta, e invece e’ una serata di gran bella musica -che coincide con la chiusura estiva del Cage Theatre almeno per quel che riguarda le serate del sabato-. Il Cage e’ un posto da vivere, se vi capita di essere in zona nelle fredde serate invernali o in quelle primaverili, ma questo ve l’ho gia’ detto millanta volte.

Anche il libro sarebbe da leggere, c’e’ addirittura sulla Feltrinelli online e penso sia una bella lettura anche per chi non e’ cresciuto a pane e Bobo Rondelli, con le chitarre dei Cappanera e i testi dei Virginiana Miller.

Ma sarebbe la scena musicale livornese a dover essere esplorata a fondo: grazie ad un meltin pot che si perpetra da secoli (e alla vicina base NATO di Camp Darby), Livorno e’ quel che per gli USA e’ stata Seattle. Per intenderci: a Livorno, musicalmente parlando, Milano gli fa una pippa.

Cerchero’ di convincervi con un po’ di protagonisti della serata di sabato. Iniziamo con roba che non ascolto mai: musica elettronica. Questo qua sotto e’ un progetto di due livornesi emigrati a Berlino, uno fa il DJ e mixa le composizioni al piano dell’altro:

Questo invece e’ Jackf, alias Carlo Bosco, che si e’ esibito dal vivo con il supporto di una cantante -ovviamente- livornese bravissima, Elisa Arcamone. Sempre elettronica lounge, direi:

Questi qua sotto sono giovanissimi, ma molto, molto bravi: i Siberia (diceva il presentatore che il nome deriva da “L’educazione siberiana”, io speravo fosse un omaggio a Fiumani…). Un po’ troppo Vasco Brondi forse, ma secondo me son molto meglio dal punto di vista dei testi.

[Come potete vedere, il loro set e’ stato interrotto prima dell’ultimo pezzo dal batterista che s’e’ alzato, e’ andato al microfono ed ha dedicato l’ultimo pezzo alla nonna, venuta appositamente da Roma per sentirlo suonare].

Livorno e’ piena anche di ottimi videomaker, a cominciare dai fratelli Bruciati e finendo con Ambra Lunardi vincitrice del premio “miglior video 2015”, che mi permette di presentare i Mandrake, altra notevole band labronica che canta in inglese e fa pop rock di livello, altro che Amici e X-Factor:

Miglior album livornese del 2015 e’ stato votato “Believe nothing” dei Bad Love Experience, una band che fa parte della “vecchia guardia”:

Evito di andare troppo avanti perche’ altrimenti non la finisco piu’, pero’ non posso non segnalare il canale Youtube “Livorno Acoustics“, che raccoglie i frutti dell’omonimo progetto, ovvero una serie di performance di artisti locali che cantano unplugged in luoghi della citta’ che meriterebbero un recupero o una valorizzazione. Qua sotto ancora i Siberia a villa Maurogordato:

Questa invece e’ Frances Manteri Farmer fuori dalla ex fabbrica Pirelli:

Il progetto prevede una intervista a ciascun artista e un backstage fotografico veramente interessante. La parte “non sui social” e’ qua, il resto su faccialibro (credo).

Barney

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