Gli errori da non fare

io-ti-amavoLa combo “apericena” e “vegano” in effetti non si puo’ reggere; c’e’ un limite a tutto, anche all’amore…

Barney

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11 pensieri su “Gli errori da non fare

  1. rO

    Per come la vedo io, passi il “vegano” quando intendi le patatine che accompagnano il drink. Passi anche una fresellina, una melanzanina ripiena, ma poi basta. Tristezza.

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Guarda: io sono uno che sperimenta parecchio: quando sono in giro mangio “locale”. Siccome pero’ ho contatti con vegani, mi capita di mangiare ANCHE vegano. Alla fine mi sento comunque onnivoro (pur con tutti i dubbi e le incertezze che derivano dal mangiare un animale), e rinunciare ai formaggi per esempio e’ una cosa che mi pare impossibile.

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      1. mW

        Ciao Barney,
        alla fine, credo che i termini del problema “carne” siano i seguenti:
        scarso rendimento alimentare,
        sofferenze inutili per gli animali,
        impatto ambientale,
        vitamina B12 dove la prendo?
        Su tutto questo bisogna mediare e ottimizzare, e tenere presente i valori di riferimento.
        Un valore possono essere gli umani che vivono su questo pianeta, e devono ottimizzare l’uso di risorse.
        Un altro valore possono essere le sofferenze degli animali.
        Io non credo che uno debba essere San Francesco per rendersi conto che gli animali soffrono come noi.
        Inoltre, se uno non si rende conto che gli animali soffrono, che sensibilità avrà verso gli umani?
        Io ho solo elencato disordinatamente quelli che per me sono i termini del problema.
        Se si è d’accordo su quelli, poi si passa alle opinioni, e alle valutazioni, ma solo dopo.
        Dimenticavo,
        le mode mi fanno cXXXXe.
        Però, meglio questa moda che un’altra, va là.

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      2. Barney Panofsky Autore articolo

        L’unico motivo sensato per una dieta vegana (o meglio: vegetariana; non mi togliete anche i latticini e le uova, grazie…) e’ quello del rendimento. Sono del tutto d’accordo sul fatto che gli animali non devono soffrire, e dopo aver letto “Se niente importa” e’ difficile continuare a mangiare carne da allevamenti intensivi (che in pratica anche da noi vuol dire “tutti” gli allevamenti).
        Aggiungo pero’ un elemento non indifferente in questo ed in altri campi e’ quello economico per l’end user. Cioe’, alla fine della fiera, per ciascuno di noi.

        Potessi, sarei un salutista convinto, e rifuggirei dai supermercati come dalla peste. Purtroppo non posso scegliere, e per prepararsi un pranzo da portare al lavoro e’ piu’ semplice fare una frittata con le uova che un mix di legumi e cereali. Oppure ripiegare su formaggi e -eresia!- wurstel.
        Soldi e tempo son le cose che mi mancano di piu’, ora come ora. Forse e’ anche per questo che mi disturba moltissimo l’atteggiamento da missionario alimentare che molti vegani hanno. E nel 99% dei casi son persone che si POSSONO permettere di fare il vegano.
        Io ora no.

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  2. marco

    Ho immaginato di chiedere alla vongola
    di darmi la sua vita in cambio di qualcosa
    e lei mi ha detto vai a chiedere a quel gambero
    ed il gambero mi indicato il calamaro
    e quello ancora il polipo affamato
    e questo un tonno passeggero
    che cosa si sian detti tra di loro
    mi è più cifrato d’un codice in armeno
    alla fine trovata una gallina all’apparenza scaltra
    che infatti mi ha portato a domandare a un toro
    molto cortese questo mi ha risposto subito
    dammi un mese d’erba fresca e quella mucca
    convincila a farsi sedurre dai miei scalpiti
    così ho fatto e la quinta settimana
    il banchetto ha sfamato tutti del paese
    ma il dubbio resta profondo ed indigesto
    fu un martire quel potente essere cornuto
    o un santo o solo consapevole o neanche
    che di qui si passa per divenire pranzi
    a volte cene senza ragioni conoscibili
    ma una ragione ultima dev’èsserci
    forse la conosce il verme masticando la carcassa
    e la confessa al merlo solo in fin di vita.

    Marco Sclarandis

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  3. Michele

    “E nel 99% dei casi son persone che si POSSONO permettere di fare il vegano.”

    Giusto! Per essere degli ‘anti-sistema’ i vegani devono la sostenibilità della propria dieta soprattutto al Mercato (pro-sistema) che gli permette di avere tutta la varietà di cibi non animali di cui necessitano (anche le minchiate). Sennò, a fare tanto i Km 0, da gennaio a marzo solo broccoli e cavolo nero!

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