25 aprile

Per una intricata catena di pensieri oggi m’e’ venuta in mente una differenza abissale tra noi e la Francia. Ovviamente legata alla data odierna, e al fatto che in Francia ci fu una resistenza ai nazisti tedeschi e al governo collaborazionista di Vichy molto piu’ dura rispetto a quella italiana.

Con tutti i distinguo del caso (primi tra tutti che noi abbiamo avuto Mussolini e loro no, e che loro sono stati invasi dall’inizio e noi eravamo alleati dei nazisti) il risultato della lotta partigiana da noi e da loro e’ stato diametralmente opposto: la’ il valore della ribellione ai nazifascisti e’ patrimonio di tutti, destra gollista inclusa (e FN escluso per ovvie ragioni, ma tanto con il FN -per adesso almeno- nessuno s’e’ seriamente alleato per governare), qua da noi la destra attuale ha a schifo quel periodo e i partigiani, e non perde anno per ricordare come anche i resistenti ebbero le loro macchie. La resistenza e’ recepita in sostanza come un avvenimento solo di sinistra, il 25 aprile e’ da sempre evitato dai vari Berlusconi, Meloni, Salvini e fascistidimerd destrume vario, e la giornata della liberazione per questi qua non e’ una festa. Vien da se che la destra italiana si compatta anche attorno a questi ideali anti-festa della liberazione, e che e’ del tutto normale avere uno schieramento politico che racchiude veri fascisti, quadrumani leghisti e nostalgici rileccati, tutti a far fronte comune contro l’invasione comunista, tutti a voler pisciare sul 25 aprile come Borghezio vuole far pisciare il suo maiale sui terreni che devono ospitare le moschee. Quando avran capito quale e’ Borghezio e quale e’ il maiale, ovvio.

Che poi da noi l’unica dittatura sia stata quella nazi-fascista, che ancora oggi sulla carta l’apologia di fascismo sia un reato, che anche da qua -e con il supporto fattivo degli italiani- sian partiti i treni per i lager e i forni crematori, son particolari che a questi soggettoni sfuggon sempre.

La Francia ha costruito sulla resistenza all’invasore nazista e sulla conseguente liberazione il suo sentimento nazionale. Noi stiamo cercando da settant’anni di far pace con noi stessi, prima di poter diventare popolo.

Pero’ faccio notare ai nostalgici del Fascio che son loro che devono finalmente assimilare il 25 aprile come festa nazionale, non gli altri a dover rimpiangere il Duce dimMerda.

Ramen.

Barney

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6 pensieri su “25 aprile

  1. blogdibarbara

    A Bolzano, un po’ di anni fa, il 25 aprile lo hanno festeggiato disseminando la città di volantini con su scritto “Juden raus” (a dire la verità non so quanti ebrei ci siano esattamente a Bolzano, e quindi non so se per contarli basti una mano sola o se serva anche un’aggiuntina dalla seconda mano).

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