xkcd: Question

La vignetta di oggi mi permette di parlare di fantascienza, di citarmi addosso e di far conoscere un paio di eccellenti racconti brevi a chi ancora non ne sospettava nemmeno l’esistenza:  potenza di Mr. Munroe…

Ma andiamo con ordine; ecco l’illustrazione:

question

L’Isaac della scritta e’ Asimov, e nell’alt-tex e’ scritto IsaAC, l’alt-text e’ un gioco di parole con “like”, ma per capire sia lui che la vignetta (che il perche’ Isaac sia scritto IsaAC :-)) bisogna aver letto il racconto che da la stura a tutto.E che si gioca sulla ripetizione di una unica risposta ad una domanda iniziale che si puo’ tradurre dallo scientifichese cosi’:

“Quando tutte le stelle saranno spente, e i pianeti smetteranno di ruotare, e tutti ma proprio tutti gli esseri viventi saranno gia’ bell’e che stiantati da miliardi di anni… Che succedera’? Finira’ tutto?”

La risposta e’ quella in rosso, famosissima tra i fan di Asimov:

“Dati insufficienti per una risposta significativa”

Il racconto si intitola “L’ultima domanda” e ne ho parlato qui, tempo fa; una versione italiana la si trova qua (anche se l’inglese di Asimov e’ assolutamente comprensibile), e quella in inglese e’ qua. E’ splendido per come e’ costruito: la stessa scena che si reitera millennio dopo millennio con protagonisti in parte nuovi -e un unico protagonista sempre uguale…-, e il finale che si intuisce ma che resta uno dei migliori di sempre.

Siamo ai livelli di quest’altro racconto -brevissimo- di Fredric Brown che si intitola (non certo casualmente!) “Risposta” (qua la versione italiana per i pigrissimi).

Ecco: questa e’ la Fantascienza classica, quella degli anni d’oro. In trenta righe scarse si tirava fuori un concentrato di suspense, riflessioni filosofiche, religione, sociologia da far quasi paura. Non stupisce che spesso Randall si ispiri alla Fantascienza, no?

🙂

 

Barney

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6 pensieri su “xkcd: Question

  1. Man from Mars

    Racconti entrambi bellissimi, avevo letto quello di Asimov (e molti altri suoi scritti) tempo fa e mi aveva colpito molto. Il “dopo” è una domanda che affascina e atterisce tutti, così come l’esistenza di una Entità superiore, comunque la si voglia chiamare.
    Ce n’è un altro che pure ricordo sempre: “I nove miliardi di nomi di Dio” (http://www.aristarcodisamo.it/Documenti/IpseDixit/CLARKE/1953novemiliardi.pdf) di Arthur Clarke – e daje coi mostri sacri! – che guarda la storia dell’Universo dal punto di vista della sua finalità e non della pura evoluzione fisica.
    Grande Barney, mi hai fatto ricordare delle pagine di fantascienza splendide!

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  2. ijk_ijk

    Quella fantascienza li mi ha formato. Alla fine degli anni 70 ne leggevo a tonnellate, libri presi in prestito dalla biblioteca comunale e nei negozi di libri usati.
    Aver letto tanta e tale SF però mi ha anche tolto, diciamo molto ridotto, la capacità di stupirmi di fronte all’evolversi del mondo negli ultimi anni.

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Io da quando avevo 5 anni investivo la paghetta estiva in un acquisto di romanzi di fantascienza, sempre alla solita libreria (che ora e’ un bar…). Si, probabilmente anche io mi stupisco meno, pero’ mi immagino di piu’ 😛

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