“Interstellar”, Christopher Nolan (USA-UK, 2014)

Un film di fantascienza per racontare -in tre piacevoli ore- i problemi relazionali che ci sono tra un padre e sua figlia, con spruzzate a volte troppo mielose di sentimenti e finale troppo buonista per essere appagante. In estrema sintesi, questo e’ “Interstellar”, che invita lo spettatore amante della hard Science Fiction a lasciare a casa la ricerca dello scientificamente plausibile e a fare un esercizio di sospensione della realta’ per tutta la durata del film.

interstellar_locandinaIntendiamoci: ce ne fossero, di film cosi’ da andare a vedere. Ma vista la cronica stitichezza del mondo della celluloide ad affrontare la fantascienza, quando una pellicola viene presentata come un capolavoro della fantascienza, uno si aspetta un capolavoro della fantascienza. L’ultimo film di Christopher “Dark Knight” Nolan e’ un buon film, ma a me e’ sembrato trattarsi piu’ di un film drammatico sulle enormi difficolta’ di relazione tra un padre e sua figlia che un prodotto di genere.

Gli elementi SciFi ci sono, per carita’: la improvvisa ed inspiegabile moria di vegetali sulla Terra che sta rendendo inabitabile il nostro oramai sottopopolato pianeta, la congrega di scienziati massoni della NASA che vivono sepolti in una base del NORAD e cercano la soluzione alla sicura estinzione di massa della vita sulla Terra, il wormhole che appare al momento giusto verso le parti di Saturno e porta verso un’altra gaòassia, dove cercare Terra 2, la criostasi, il buco nero… C’e’ tutto, ma usato secondo me male, nel senso che l’unica funzione di tutti gli elementi fantascientifici e’ quella di giustificare il finale, che peraltro si intuisce (understatement) da parecchio prima dei titoli di coda.

E le cose “hard science” sono le meno credibili della pellicola, tra l’altro.

Ma siccome nessuno del grande pubblico notera’ le incongruenze logiche -ne’ tantomeno quelle scientifiche-, diciamo che Nolan ha fatto di nuovo centro. Non un capolavoro, ma un film godibile e ottimamente recitato da tutti i protagonisti.

Pero’ il migliore di tutti e’ TARS, il robot.

 

Barney

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3 pensieri su ““Interstellar”, Christopher Nolan (USA-UK, 2014)

  1. rmammaro

    Si discuteva proprio l’altro giorno con un collega, dell’oramai sbiadito copione da parte della sbiadita macchina del marketing holliwoodiano, di identificare un “capolavoro” per ogni stagione. L’unica risposta sana mi sembra un enorme lavoro di understatement, così da riportare a casa il piacere di aver visto una piacevole storia ben scritta e ben diretta, ma certo lontana dal concetto di “capolavoro”, qualunque sia l’immagine che ognuno di noi ne ha. A proposito, io ancora non l’ho visto, quindi non fare spoiler.

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  2. ijk_ijk

    Io l’ho visto stasera. Concordo in pieno con barney parola per parola. Disapprovo però l,idea di quello stendipanni spigoloso con il nome di una tassa rifilatoci per rotbot militare senziente. E poi con un’interfaccia caratteri???? Capiva la lingua parlata, che ci stava a fare un’interfaccia caratteri???

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