L’angolo d’iccurturale: combat poem

Da qualche mese ci si imbatte, durante le notturne scorribande in sperduti ed ascosi vicoli pisani, in fogli A4 malamente appiccicati ai muri con colla da parati. I fogli portano contenuti differenti, ma la firma e’ sempre la stessa:

Movimento per l’Emancipazione della Poesia

e sotto alla firma, tra parentesi, c’e’ il link al sito:

www.movimentoemancipazionepoesia.tk

che se non ve l’avessi scritto io col cavolo che lo digitavate. Cosi’ invece potete cliccare li’ sopra ed arrivare alla homepage di questo movimento anarco-insurrezionalista (qualsiasi cosa cio’ significhi, ovviamente) che usa la parola come arma, e l’anonimato come scelta di vita cosi’ da porre non la persona, ma cio’ che la persona dice al centro del discorso. Spersonalizzare l’atto per massimizzarne l’effetto, andare al nocciolo della questione senza distrarre il lettore con fronzoli e vanita’ da wannabe writer che tanto caratterizzano molti dei nuovi scribani almeno in Italia.

Pero’, magari prima di visitare il sito (e v’assicuro che la visita merita almeno dieci minuti del tempo di chiunque) vorreste vedere un esempio della produzione poetico-corsara di questi novelli Guy Fawkes della penna.

Bene, eccovi accontentati, fresca di oggi pomeriggio:

Immagine

L’autore e’, semplicemente, F.02. Sul sito trovare altre sue opere, ma nessun cenno a chi F.02 sia: uomo? Donna? Transessuale? Macchina?

E chi se ne frega, alla fine? La sua opera e’ li’ a testimoniare che F.02 esiste, e lotta assieme a noi.

 

 

Barney

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9 pensieri su “L’angolo d’iccurturale: combat poem

  1. menade

    Mi piace quest’articolo, taaaanto per il video in chiusura 🙂

    Ho visitato il sito dei poeti-androidi, sarò cinica e cattiva, ma loro sono più narcisisti di te (?) e me (!!) messi insieme,

    Altro che far passare lo scritto e non il nome, ‘sti personaggi sono degli astuti copywriter, nonché grandissimi furbacchioni; con la trovata delle affissioni e gli pseud(a)nonimi – che mi evocano i lager, ma questo è dovuto alle mie psicosi – attirano un interesse verso di loro ( si…ok, la poesia…lo scritto, ma le seghe se la faranno in ogni caso :D) mirato e cercato con scaltra ed egoriferita cura.

    Geni!

    Ciao 🙂

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    Rispondi
    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Sul fatto che io sia narcisista, non ci piove. I poeti mi paiono narcisisti non per loro stessi, ma per il prodotto della loro poesia… Li trovo dannatamente romantici, e sto seriamente pensando di entrare a far parte (con cappuccio in testa e patata in bocca) della congrega.
      A patto che non ci si incontri mai, e che chi sa della cosa venga soppresso.

      A questo proposito… dove e’ che abiti, te?

      😀

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  2. menade

    Mi piace la conferma del tuo narcisismo.
    D’altra parte è così smaccato che pure il peggiori dei narci, non potrebbe negarlo 😀

    …figurati se i paranoyd poet android, non si incontrano. Me li figuro in opulente orge gonfie di accoppiamenti dai finali inaspettati!

    Dove abito…per…sopprimermi?

    😛

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    Rispondi
  3. Pingback: Filosofia da muro #36 | BarneyPanofsky

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