Forlani, Pollastri, Pontani. E la claque

I tre del titolo sono tre poliziotti.

Tre dei quattro condannati per “eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi” (che paese di merda e’ quello che ha queste fattispecie giuridiche assurde?) perche’ la notte del 25 settembre 2005 Federico Aldrovandi mori’ dopo essere stato arrestato dai tre (piu’ una loro collega). La ricostruzione dell’accaduto e’ controversa, comunque il dato di fatto e’ che il diciottenne e’ morto a seguito di manganellate, percosse e schiacciamenti vari, di cui sono responsabili quattro poliziotti. Lo dice la sentenza, non io, che infatti condanna i quattro per eccesso nell’uso legittimo dei manganelli. Due di quelli usati quella sera -tanto per dire- si sono spezzati…

Tutto questo non dovrebbe succedere, e’ purtroppo successo e la giustizia ha quasi preso coscienza del fatto che a volte le forze dell’ordine sbagliano. Attenzione, perche’ non sto dicendo che i poliziotti sono dei bastardi fascisti. Anzi: io sono convinto davvero che la stragrande maggioranza di loro sia necessario puntello alla nostra democrazia ed alle nostre tranquille vite.

Pero’ mi piacerebbe che quando nel cesto si scovano le mele marce, queste venissero gettate nella compostiera. I quattro invece continuano a vestire la divisa, e cio’ in un paese onestamente democratico non dovrebbe succedere, perche’ chi ha la facolta’ di usare la forza non puo’ permettersi di abusarne. Mai. Punto.

Oggi il caso Aldrovandi e’ tornato alla ribalta perche’ i tre del titolo (Forlani, Pollastri e Pontani) sono stati accolti da una ovazione di cinque minuti di applausi al congresso nazionale del SAP.

A me la cosa francamente fa rabbrividire vomitare, e se dell’ovazione si indigna anche Giuseppe Cruciani, uno di destra-destra e di solito ipergarantista nei confronti di qualsiasi manganellata arrivi in testa a qualsiasi manifestante in qualsiasi manifestazione italiana… beh, allora se io fossi il Minstro dell’Interno mi porrei delle domande.

Poi mi ricordo chi e’ il Ministro dell’Interno, abbandono la speranza che il Ministro prenda provvedimenti e prego di poter davvero lasciare questo paese.

 

 

Barney

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7 pensieri su “Forlani, Pollastri, Pontani. E la claque

  1. rmammaro

    Mi permetto, Pendolante, di non essere d’accordo. Qui non si tratta di privati cittadini che si scazzottano e giustamente sono perseguiti. Qui si tratta di personale che “incarna” le istituzioni in quel particolare frangente, e che proprio per questo ha una responsabilità maggiore di quella puramente personale.
    Chi sbaglia paga, ma che Paese di merda è quello in cui una madre non solo si deve preoccupare di quello che il proprio figlio possa o non possa ver fatto di sbagliato, ma ancora di più ha da temere le “cure” dello Stato, impresse chiaramente sulla sua pelle ad opera di deficienti per di più in divisa. E gli fanno la claque? Penso ci siano ben poliziotti che altro che con la claque avrebbero dimostrato il loro non-apprezzamento a questi – ancora pro tempore – colleghi.
    O almeno lo spero. Certo l’immagine di oggi è veramente sconfortante.

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