Ho un nuovo idolo, e manco lo conoscevo…

Non ho ancora capito come, ma da un po’ di settimane mi arrivano sulla casella postale di Google tutte le petizioni aperte su CitizenGo.  Per chi non lo conoscesse, CitizenGo e’ una piattaforma sulla Rete dove si puo’ iniziare una campagna di raccolta-firme in modo molto semplice e rapido: dalla homepage del sito si puo’ stiacciare il bel pulsantone “crea la tua petizione“, e in tre balletti siam pronti a protestare contro l’uccisione della giraffina nello zoo di Copenhagen, oppure contro l’aggressione dell’ONU alla Chiesa Cattolica (??!!!!), contro la legge belga sull’eutanasia anche per i minori, e assieme a questo una serqua di raccolte contro i matrimoni omosessuali, le bandiere arcobaleno in Campidoglio (??!?!?!?!), le linee guida sull’educazione sessuale in Europa, e via andare di robe molto spesso molto, troppo catto-fascio-talebane per i miei gusti, pero’ interessanti perche’ mi danno la possibilita’ di vedere da vicino quanto sian bui i tempi che viviamo.

Vabbe’, ieri CitizenGo mi ha informato che il nostro paese corre un gravissimo pericolo: il festival di Sanremo verra’ infatti visitato tra pochi giorni da un cantante che si chiama Rufus Wainwright (di cui io ignoravo persino l’esistenza, pensa un po’), un canadese omosessuale che a me pare del tutto innocuo a sentirlo cantare, ma la mail di CitizenGo dice questo (grassetto e sottolineato mio):

“Xxxx ci ha contattati dichiarandosi offeso e indignato, dopo aver scoperto che il cantante in questione si esibisce spesso in performance denigratorie nei confronti del sentimento religioso dei credenti, con feroci parodie della religione cristiana e della figura di Gesù. Anche i testi dei pezzi di Rufus Wainwright non sono da meno quanto a blasfemia e vilipendio: ad esempio, nella sua canzone “Gay Messiah” (Messia Gay), Rufus Wainwright parla di un salvatore che rinasce “dal porno degli anni Settanta” e di “battesimo con lo sperma”, concludendo con i seguenti versi: “allora io mi inginocchierò e Glielo darò guardando in basso”.

Inoltre, il cantante è da sempre un aggressivo attivista nel campo dei presunti “diritti delle persone LGBT”, ovvero della possibilità da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso di sposarsi e adottare figli. Di conseguenza, non è difficile prevedere che la presenza di una “icona gay” al Festival di Sanremo rappresenterà l’occasione per un ennesimo caso di propaganda ideologica contro i valori della famiglia fondata sull’unione di una donna e un uomo.

Qui non si sta mettendo in discussione la libertà di espressione di un cantante (libertà che comunque deve accordarsi con il divieto di vilipendio alla religione, secondo l’articolo 403 del Codice penale), ma si sta parlando dell’inopportunità e la faziosità di proporre questo tipo di contenuti in prima serata e nella trasmissione più vista dell’anno dal pubblico italiano.

Soprattutto, molti telespettatori sono stati feriti dal fatto che Rufus Wainwright sarà ospitato dalla televisione pubblica, che dovrebbe dimostrare un’attenzione massima ai propri contenuti e al rispetto della sensibilità di chi guarda, e che soprattutto (il che non è trascurabile) viene finanziata dal canone RAI, che in quanto tassa dello Stato è obbligatorio per tutti. Come scrive giustamente Xxxxx nella sua petizione, “è semplicemente vergognoso che un telespettatore debba essere insultato e offeso nella sua libertà religiosa da un cantante pagato con le tasse che egli stesso versa nelle casse dello Stato”.

Su internet da alcuni giorni sono partite iniziative e campagne di vario genere contro questa ospitata: c’è chi invita tutti a non pagare il canone RAI e chi propone il boicottaggio della kermesse sanremese. Noi di CitizenGO vogliamo agire in modo concreto ma non per questo illegale: decidere di non guardare il Festival è ovviamente un diritto di ognuno, ma qui non è solo in gioco il gusto del singolo telespettatore, in quanto si tratta di difendere la libertà religiosa di tutti (anche la mia e la tua, Barney, che magari neppure guarderemmo l’eventuale esibizione) e di ripristinare il valore di un servizio pubblico rispettoso della sensibilità di ciascuno e libero dalla propaganda del discorso unico.”

Oh, e’ tutto vero: l’unica modifica che ho fatto e’ aver tolto il nome della persona che ha scritto la petizione.

Ho anche scoperto che i papaboys sono gia’ frementi ai loro posti per tirare gavettoni d’acqua santa al cantante frocio che si vorrebbe esibire al festival della canzone Italiana.

Non mi resta che farvi ascoltare “Gay Messyah”, cosi’ la vostra anima sara’ perduta per sempre, ed i cardini della societa’ europea cadrnno sotto i colpi di Lucifero in persona.

Penitenziagite, e du’ ova:

Barney

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