Due film: “The wolf of Wall Street”, M. Scorsese, (USA, 2013) e “Nebraska”, A. Payne (USA, 2013)

Li ho visti uno dietro l’altro e siccome sono diametralmente opposti in moltissimi aspetti, mi pare abbia senso parlarne assieme.

Una delle cose che ha differenziato la visione delle due pellicole e’ stato il tasso di riempimento del cinema: per il film di Scorsese c’era il tutto esaurito, con coda fuori dalla porta per fare i biglietti e ricerca affannosa del posto a te assegnato. A vedere “Nebraska” ieri sera eravamo in cinque, ben diluiti nella platea vuota.

Iniziamo da “The wolf of Wall Street“.

ImmagineIl film, prodotto da un Di Caprio che qua recita benissimo, e’ eccessivo in tutto: lunghezza -tre ore esatte-, sesso -pensate a qualcosa di mediamente presentabile al cinema, e c’e’. C’e’ anche qualche accenno di omosessualita’, giusto per non farsi mancare nulla…-, droghe -mancano le pere, ma Leo ci racconta che si fa anche quelle, oltre a pipparsi una quantita’ enorme di coca e tirar giu’ pillole come fossero caramelle-, turpiloquio, assenza di qualsivoglia etica, cinismo a mille, musiche ossessive, alcool ingurgitato a fiumi, belle gnocche a palate, gare di lancio del nano… E soldi: un mare di soldi, la vera droga di Jordan Belfort/Leo Di Caprio, quella cui davvero non si puo’ fare a meno. C’e’ anche una trama, direi assai usuale, ma del film rimarranno impressi gli eccessi clamorosi e alcune scene davvero memorabili: il primo pranzo di Di Caprio con il suo capo a Wall Street, la presentazione del padre di Belfort mentre viene disturbato da una telefonata che interrompe la visione del suo telefilm preferito, la dissertazione tra padre e figlio sul fatto se sia meglio la fica depilata o “il cespuglio”, come dice il padre a Jordan… E il tormentone del film, quel “vendimi questa penna” che ci accompagnera’ sino alla fine. Un film in cui oltre che parlare di soldi e’ costato un centinaio di milioni di dollari, che si vedono tutti e non solo nei nomi del cast.

A me e’ piaciuto, in alcuni momenti l’ironia cinica dei protagonisti e’ davvero irresistibile, e il divertimento e’ assicurato quasi per tutti i 180 minuti di durata. Certo, se sentire un centinaio di volte cazzo, fica, scopare, fottiti e compagnia bella vi disturba, se vi disturba vedere corpi nudi e veder tirare strisce di coca beh: questo film non e’ il vostro film…

All’estremo opposto c’e’ “Nebraska“: cast ridotto all’osso, con attori non certo famosissimi, bianco e nero polveroso che fa da cornice all’ambientazione “on the road” della pellicola, una storia che e’ in realta’ poco piu’ che un pretesto per raccontare il difficile rapporto tra un padre vecchio, alcoolizzato e prossimo all’Alzheimer, e il resto della famiglia -suo figlio David in primis-, che cerca di convincere il padre che la lettera in cui gli si dice d’aver vinto un milione di dollari e’ in realta’ solo pubblicita’. Ovviamente non c’e’ verso di ficcare nella testa del vecchio che e’ inutile andare a Lincoln, nel Nebraska, a ritirare il famigerato milione, e tutta la pellicola e’ il racconto dell’inevitabile viaggio dal Montana a Lincoln. Il film e’ minimale sin dai titoli di testa, che appaiono molto lateralmente rispetto all’inquadratura e in un font tipo Arial assolutamente non appariscente.

ImmagineBruce Dern -il vecchio attore che impersona Woody Grant, che campeggia nella locandina qua sopra- ha vinto meritatamente il premio per il migliore attore a Cannes, quest’anno.

Il viaggio di padre e figlio negli sterminati e deserti spazi del west e del midwest, su una scassata station wagon di fabbricazione giapponese, sara’ l’occasione per cementare un rapporto mai veramente nato prima di allora. Alcuni vecchi personaggi, amici di infanzia di Woody -inclusa sua moglie- sono quasi piu’ cattivi e amorali dei protagonisti di “The wolf of Wall Street”, il vero personaggio positivo e’ -in tutto il film- David; suo padre e’ al di sopra del bene e del male, risponde quasi sempre “Cosa?”, o “Che hai detto?” ad ogni domanda che gli si fa, e’ oltre la storia e oltre il tempo, viene spesso inquadrato mentre guarda attento e distaccato il paesaggio dal finestrino dell’auto.

Si parla poco, nel film, perche’ anche i silenzi significano qualcosa. E significano qualcosa pure la scelta del bianco e nero, e la continua ripetizione di piccoli brandelli di storia che affiorano come scogli dalla memoria di Woody: il compressore prestato all’amico quarant’anni prima e mai restituito, la voglia di comperare un furgone nuovo, la vecchia fiamma ora ottantenne giornalista di paese, gli anziani che appena si sparge la voce della -falsa- vincita di un milione di dollari si precipitano a complimentarsi e a chiedere la loro parte. Molto buona anche la colonna sonora, un folk strumentale che bene accompagna il viaggio.

Il denaro -o meglio: il desiderio di averlo- e’ sotto sotto il leit motif anche di “Nebraska”. Qui pero’ c’e’ -lungo tutta la pellicola- il continuo richiamo alla ragionevolezza che David fa a suo padre: non solo per quel che riguarda l’insensatezza di credere al volantino pubblicitario, ma anche perche’ in realta’ la famiglia Grant di quel milione di dollari non saprebbe cosa farsene. Woody risponde sempre “ci comprero’ un compressore e un furgone nuovo”, e David gli chiede “si, ma col resto? Che ci farai col resto?”, domanda cui suo padre non puo’ rispondere.

Due americhe differenti, due bei film che meritano entrambi d’essere visti.

La scena del primo pranzo a Wall Street di Di Caprio in “The wolf of Wall Street” mi permette di chiudere con i Fugazi (chi ha visto il film capira’, in ogni caso e’ sempre un gran bell’ascoltare):

Barney

Annunci

3 pensieri su “Due film: “The wolf of Wall Street”, M. Scorsese, (USA, 2013) e “Nebraska”, A. Payne (USA, 2013)

  1. wwayne

    Del tuo articolo mi ha colpito soprattutto il fatto che a vedere Nebraska foste soltanto in 5.
    Fino al 2012 mi era capitato soltanto 2 volte di vedere un film al cinema con meno di 10 persone in sala: la prima fu con Ipotesi di reato (eravamo io e mio padre), la seconda con Sin City (in quel caso eravamo in 4).
    Poi é arrivato il 2013, e una situazione del genere mi é capitata ben 3 volte: a vedere Gangster Squad eravamo in 6, a guardare Fire with fire in 5 e per Escape Plan eravamo addirittura in 3.
    Anche il 2014 sembra proseguire sulla stessa falsariga: siamo soltanto a Gennaio ma sono già incappato per l’ ennesima volta in questa avvilente situazione, peraltro per un film mainstream come The Counselor – Il procuratore.
    Segno che i cinema si stanno sempre più spopolando, ed é un vero peccato.
    P.S.: Ieri ho letto le prime 20 pagine di Doctor Sleep. Il libro promette bene, ma chiaramente é ancora prestissimo per esprimere un giudizio con cognizione di causa.
    P.P.S.: Qual é stato il tuo record negativo e positivo di spettatori?

    Mi piace

    Rispondi
      1. wwayne

        Quando ho chiesto ad altri bloggers quale fosse il loro record negativo, ho ricevuto delle risposte sorprendenti, perché quasi tutti mi hanno citato dei film di grande successo: Matrix (tu + un’ altra blogger che se l’é visto da sola), Batman Begins (2), Il ritorno del re (4)… probabilmente questi film erano così attesi che tutti hanno voluto vederli il week – end stesso dell’ uscita, e quindi chi li ha visti qualche settimana dopo si é trovato in una sala deserta per questo motivo.
        Il proprietario del cinema dove sono andato a vedere The Counselor credeva così tanto in questo film che l’ aveva messo in una sala da 300 posti: a “riempirla” eravamo in 6, quindi direi che era meglio se lo relegava nella saletta sfigata con lo schermo piccolo! : )
        Il mio record positivo invece fu per Fuochi d’ artificio e Titanic: in entrambi i casi ci fu il tutto esaurito prima che io potessi prendere il biglietto, e quindi fui costretto a tornare allo spettacolo dopo.
        Ho notato che ultimamente la durata dei trailer si é allungata in modo esasperante. Fino a pochi mesi fa ero abituato a vederne 4 o 5 al massimo prima del film, mentre invece le ultime 2 volte sono durati MEZZ’ ORA. Spero che nei prossimi giorni, quando andrò a vedere Dallas Buyers Club e I segreti di Osage County, non dovrò subire nuovamente questa tortura. L’ hai visto poi The Counselor?

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...