“Capitan Harlock”, Shinji Aramaki (Giappone, 2013)

Su questo film s’e’ detto e scritto di tutto, io l’ho visto ieri sera e non m’e’ dispiaciuto, in fondo.

ImmagineUna analisi approfondita di “Capitan Harlock” la trovate qua, qua un’altra. In entrambe le pagine si colgono molti degli aspetti che differenziano questo film dalla serie che ha formato -dal punto di vista della fantascienza e dell’animazione- moltissimi maschi di mezza eta’, me compreso. 

Una delle caratteristiche piu’ evidenti del lungometraggio e’ la discrasia tra il titolo e il vero protagonista. Harlock, nella pellicola di Aramaki, rimane sullo sfondo, un comprimario utile alla trama, un mitico bucaniere spaziale che si scoprira’ avere un passato drammatico e certamente non luminoso; Il protagonista vero e’ Yama, e la storia vera e’ il conflitto con suo fratello, rimasto paralizzato ed incattivitosi alquanto a causa di una leggerezza di Yama, oltre che per il classico conflitto amoroso (entrambi i fratelli amano la stessa donna, che casualmente preferisce quello piu’ bello e meno stronzo dei due). Harlock e’ un pretesto, l’Arcadia una bella scenografia nella quale la storia si dipana, la dark matter qualcosa che con Harlock c’entra una sega (io l’associo ad Evangelion, nella serie televisiva della fine degli anni ’70 non ce n’e’ traccia).

Assoluta mancanza di collegamento tra il vecchio ed il nuovo capitano, insomma.

In tutto questo, se non si voleva una ricostruzione filologicamente corretta della storia, il film ha qualche pregio. In primis la tecnica di animazione e il 3D, qua davvero indispensabile (a mio avviso) per la completa fruizione dei combattimenti spaziali e i balzi interstellari. Visivamente “Capitan Harlock” e’ molto, molto bello. Che la storia sia scontata, telefonata, piattamente scritta dalla prima inquadratura a quella finale (non avrete ne’ black holes ne’ revelations, per dirla con i Muse, e questo e’ un dato di fatto) dispiace molto, almeno a me; con questo dispendio di energie e risorse si poteva cavar fuori molto di piu’ che un esercizio di stile alla “Gravity“.

Con l’aggravante che almeno la’ c’era la Bullock che recitava una buona parte: qua abbiamo pixel e rendering che difficilmente sbagliano.

Ma l’anima -purtroppo- e’ rimasta nei romantici disegni di Matsumoto…

 

Lascio ai Virginiana Miller (come al solito) il compito di cantare un’altra sigla per Harlock:

 

Barney

 

 

Annunci

7 pensieri su ““Capitan Harlock”, Shinji Aramaki (Giappone, 2013)

      1. nedda

        Ma no, anzi, i film d’animazione non mi piacciono proprio. Preferisco lo stile Disney o francese tipo Silvain Vincendeau. Aspettiamo che lo diano a un orario decente… qui a Forlì lo danno alle 22,45 e andarci coi bambini è troppo tardi. Ho visto invece Frozen e l’ho trovato meraviglioso!

        Mi piace

      2. Barney Panofsky Autore articolo

        Io portos empre mia figlia al cinema, perche’ adoro fumetti, cartoni e animazioni varie. Frozen mi e’ piaciuto non troppo, pero’ e’ piaciuto tantissimo alla bimba: secondo me la Disney alterna per Natale un film da maschi (Le 5 leggende dello scorso anno) a uno da femminucce, come appunto Frozen. Troppe canzoni sia per me che per i bambini maschi presenti 🙂

        Mi piace

      1. ro

        Oh, grazie! Sì, sì, comunque non vedevo l’ora di andarlo a vedere. Mi è piaciuta moltissimo l’animazione 3d che credo abbia raggiunto degli ottimi livelli. Il tema poi della Terra distrutta dagli uomini mi era caro.
        Ciao!

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...