Polli in batteria

M’e’ venuta in mente una cosa, ieri mattina mentre facevo la spesa al supermercato. Ve la dico subito, prima pero’ devo fare una premessa.

Faccio la spesa all’Esselunga, per pigrizia e comodita’. E perche’ abito in una citta’ che e’ sempre stata piu’ amica di Caprotti che della Coop, per cui sono letteralmente circondato da Esselunga, mentre la Coop ha un solo punto vendita decente.

Bene: nell’Esselunga dove vado solitamente, ci sono dei lavori di ammodernamento. Mi pare vogliano mettere dei tapis roulant al posto degli ascensori (devono aver fatto degli studi e aver scoperto che i tapis roulant sono piu’ efficienti nel trasportare il cliente davanti alla merce da comperare), ed hanno completamente rivoluzionato la disposizione della merce sugli scaffali. Quello che trovavi in fondo al percorso ora e’ a meta’, quello che era al centro e’ a sinistra vicino alle casse, e cosi’ via. La gente non ci capisce una sega -e’ normale- e molti protestano. Ma a chi ha pianificato la cosa non interessano i mugugni passeggeri di pochi clienti. Interessa massimizzare il profitto di ciascun singolo punto vendita, e credo abbiano studiato a tappeto tutti i supermercati Esselunga d’Italia, e verificato quale e’ la combo perfetta per vendere di piu’. Nutella accanto a preparato per crepes, per dire. Oppure prezzemolo e aglio accanto al pesce, robe cosi’ (no, in realta’ son robe molto piu’ complesse, ovviamente). Quella combo la vogliono replicare per 140 volte, ovvero per il numero di punti vendita Esselunga in Italia.

In tutti i supermercati poi stanno introducendo massicciamente quello che Caprotti chiama “Presto Spesa“, ossia il lettore di codice a barre che tu cliente ti porti dietro per scansionare la merce che comperi, e evitare di far lavorare la cassiera alla fine. Fino a una settimana fa chi usava il Presto Spesa doveva dirigersi a una delle prime 4 casse nella parte “iniziale” del percorso. A me la cosa e’ sempre parsa stupida, perche’ c’era da tornare indietro e si intralciava il “traffico” degli altri clienti. Infatti da una settimana le casse Presto Spesa sono tutte alla fine del percorso, e sono tutte automatiche, ossia senza cassiera. Ora tu arrivi in fondo e sei costretto a infilarti in un corridoio transennato. Passi di fronte a una fila di totemini rossicci, ne scegli uno a seconda di come vuoi pagare, ci spari sopra il tuo raggio laser con il lettore di codice a barre, e lui ti sputa fuori il totale. Tu paghi, e lui ti da lo scontrino e –fondamentale!– un altro codice a barre alla fine dello scontrino, che devi passare sotto un altro lettore un po’ piu’ in la’ che ti apre la porta per uscire. Se NON hai il codice, NON esci. Sparute lavoratrici Esselunga presidiano la zona dei totem, sbrogliando i possibili problemi che possono sorgere (generalmente una non lettura di qualche articolo), ma per il resto la zona e’ del tutto priva di umani. O meglio: di umani non clienti.

Ma veniamo al vero motivo per cui ho scritto il post. Tutto questo standardizzare, guidare, automatizzare, indirizzare umani verso percorsi predeterminati e ripetitivi mi ha ricordato un video che ho visto un mesetto fa. Parlava di allevamenti intensivi e di come gli animali vengono costretti a vivere (vivere?), di come vengono uccisi a migliaia ogni giorno, di come i loro corpi passano davanti a vere e proprie catene di smontaggio per poi arrivare dritti sugli scaffali di quel supermercato dove io, ieri mattina, ho fatto la spesa.

Il video e’ questo qua (puo’ disturbare qualche stomaco…):

… e fa parte di un documentario che sembra notevole.

Alla fine, passando dallo stretto corridoio delle casse Presto Spesa e dovendomi fermare di fronte al totem elettronico, mi sono sentito una bestia in un allevamento, veramente.

L’unica differenza e’ che a me non m’hanno ammazzato: hanno solo gentilmente prelevato dal mio magro conto in banca l’esatto ammontare che il lettore ha comunicato al totem, e m’han fatto uscire.

Sino alla prossima volta, sino alla prossima mungitura di denaro…

 

Barney

 

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13 pensieri su “Polli in batteria

  1. Cimpy

    Sarà, però io preferisco rispetto alle tradizionali code alle casse stile mandria di buoi in attesa di macello….alla fine saremo anche bastonati allo stesso modo, ma almeno avrò risparmiato un po’ del tempo che ogni giorno butto via aspettando il mio turno per qualcosa.

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      1. Cimpy

        Col controllo a campione è come essere stati alla cassa normale ma col carrello disposto male. Proprio i borbottii di quelli in coda (quando le cassa del prestospesa non sono completamente automatizzate) al controllo campione sul primo della fila danno la misura del risparmio medio temporale.

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  2. vetrocolato

    Si, questa spersonalizzazione e abbastanza grottesca se ci pensi. Ma vuoi mettere una cassiera? Simpatica e veloce oppure sbronzissima e lenta come la morte.. Ma almeno vera, e decisamente insultabile. Almeno la stronza. Ciao!

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Il contatto umano e’ una delle cose che ti possono far spendere piu’ volentieri i tuoi cento euro alla cassa. Sospetto che la disposizione delle cassiere alle varie casse sia anche essa ottimizzata: le piu’ efficienti verso il fondo, dove si accumulano i carrelli di chi compera piu’ roba, quelle meno performanti alle casse veloci massimo dieci pezzi.

      E comunque, hai ragione: dare della stronza a una macchinetta non e’ la stessa cosa che insultare un umano 😛

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  3. dv8888

    ciao,
    per come la vedo io, potendo scegliere (a differenza del pollo che vi viene portato a forza), dopo oltre 40 anni di lombardia (e per fortuna che a Milano ci lavoravo soltanto e non ci vivevo), con code per ogni cosa, vedo il mio futuro in un microscopico paesino da meno di 600 abitanti nel quale il supermercato non esiste, solo negozietti.
    Non siamo polli!!!
    Daniele Vanoncini

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  4. ijk_ijk

    Beh, almeno c’è la consapevolezza che l’allevamento intensivo è “male” anche solo per la spersonalizzazione, che nel caso di bestioline sarebbe una “disanilmalizzazione”.
    Non voglio tediarti con le mie scelte alimentari però ti dico che se vai su nella baita portati anche bella una damigiana di rosso che lassù fa freddo, avrai bisogno di calorie.

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  5. Niarb

    Io più che dei polli in batteria ogni tanto ho la visione di noi sudditi come tante Zigulì. O meglio, tante supposte.
    Tutte uguali, belle imblisterate in involucro asettico fino al momento dell’uso.
    Che l’uso, poi, è triplo: comprare, spreconsumare, e farsi tassare.
    Almeno gli animali d’allevamento non sono lì di loro spontanea volontà… 😉

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