Fabio Volo e le sinossi del nulla

Leggere un libro (overstatement) di Fabio Volo e’ come ascoltare un disco (overstatement) di Laura Pausini: e’ facile, ma non da soddisfazione.

In realta’ io i libri (si, quella roba li’…) di Volo NON li ho mai letti, pero’ questo fantastico articolo me li svela e ce li svela ad uno ad uno, con dovizia di (non) particolari. E mi racconta il vuoto pneumatico che permea le cervella di molti suoi lettori. Hat trick a Giramenti: http://gaialodovica.wordpress.com/2013/11/12/fabio-volo-lasinaggine-compiaciuta-e-il-codazzo-di-zombie/

Barney

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Non ho ancora letto il nuovo libro di Fabio Volo, ma su esso ho già due certezze: che sarà una schifezza come i precedenti sei; e che la sinossi nella quarta di copertina è l’unico pezzo di vera letteratura contenuto dal volume.

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Su quest’ultimo elemento mi sono espresso in L’importo della ferita e altre storie, segnatamente nel passo di pagina 81:

Riguardandole dopo aver completato la lettura di ciascun libro si rimane ammirati, e quell’ammirazione si condensa in un interrogativo: ma quanto ta­lento ci vuole per riuscire a fare una sinossi del Nulla? Voglio dire: scrivere il nulla può essere anche la cosa più facile del mondo, basta mettersi davanti a una tastiera e lasciar volare i polpastrelli secondo l’istinto. Ma sintetizzare il Nulla! Quella è cosa sublime. E in que­sto senso le sinossi dei libri di Fabio Volo sono un genere a sé, per quanto alla lunga accusino…

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5 pensieri su “Fabio Volo e le sinossi del nulla

  1. blogdibarbara

    Mi permetto cortesemente di dissentire: come fai a dire che ascoltare la Pausini è facile?! A me viene mal di stomaco dopo dieci secondi! (Una volta al mare, tanti anni fa, durante la passeggiata serale, ho sentito arrivare da una di quelle orchestrine che vengono a volte ingaggiate dagli alberghi una musica bella. Sconosciuta ma con qualcosa di familiare. Io ho una memoria musicale che da uno a cento puoi valutare quanto una temperatura da circolo polare artico, l’unica cosa che riconosco è l’ouverture della Gazza Ladra, qualunque altra musica, anche se l’ho sentita sette miliardi di volte, non c’è verso che me la ricordi. Eppure c’era qualcosa che mi suonava non del tutto nuovo… Alla fine l’ho riconosciuta: era una canzone della Pausini, che senza la Pausini sembrava perfino bella)

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