Beijing to Beijing

Dopo il debriefing della mattina, liberi e scravattati ci siamo lanciati nella prima esperienza turistica a Pechino, grazie al nostro rappresentante locale che ci ha scarrozzato in lungo e in largo.

Dopo un lauto banchetto a base di oca alla pechinese e altre amenita’ in un bel ristorante in cui non c’e’ stato verso di avere coltello e forchetta, siamo andati a piazza Tienamen e alla Citta’ Proibita. Tutti e due i luoghi sono spettacolari, pieni zeppi di turisti per lo piu’ cinesi che si incolonnano pazienti e caciaroni sui vari percorsi. La piazza e’ immensa, e l’effigie di Mao campeggia sull’ingresso sud della Citta’ Proibita. Davanti alla gigantografia del Caro Leader c’e’ il mausoleo che ne conserva le spoglie.

La Citta’ Proibita e’ un pezzo di storia di settecento anni fa infilato in una citta’ che -come ho scritto ieri- non sopporta il vecchio. Appena entrati si avverte proprio il passaggio da un’epoca all’altra. Il luogo e’ immenso, e la nostra visita di un paio d’ore e’ stata appena sufficiente a darci un’idea del complesso. La quantita’ di gente che c’e’ dentro e’ impressionante: formiche che si muovono in file ordinate, che si accalcano nei luoghi piu’ fotogenici per riprendere il particolare lontano, che sbirciano da dietro le teste che bloccano la loro visuale non il monumento, ma l’iPad che sta riprendendo la scena in diretta.

La TV sul posto, insomma.

Pero’, tutto molto bello. Peccato per il poco tempo…

Usciti dalla Citta’ Proibita siamo stati indirizzati verso la "Old Beijing", la strada che avrebbe dovuto rappresentare uno spaccato della Pechino dell’800.

In realta’ si tratta di un quartiere immenso (come tutto, qui), completamente falso, rifatto credo negli anni ’80 ad essere generosi (secondo me anche dopo), ad uso e consumo del turismo, soprattutto dei cinesi. Nella main street del quartiere si possono trovare McDonalds, Zara e KFC tra gli altri nomi, e moltissima gente in giro.

Le stradine laterali perpendicolari alla main street sono il paradiso dello shopping, di tutti i tipi: dal te’ -ovviamente eccellente- alla cineseria piu’ kitsch, passando a qualsiasi tipo di cibo, a coltelleria splendida (le tipiche mannaiette da vero cuoco cinese) e rimedi di medicina popolare (una "farmacia" a due piani ne aveva uno -enorme- tutto dedicato ai rimedi a base di ginseng, che tra l’altro in cinese si chiama in tutt’altro modo).

Il resto delle stradine, quelle parallele alla main street, e’ -letteralmente- un deserto, vuoto di tutto se non di tubature enormi (chissa’ cosa ci passa dentro…); pare davvero di girare in un set cinematografico.

Cena in altro eccellente ristorante senza forchetta e coltello, in cui pero’ abbiamo assistito ad un bello spettacolo di ombre cinesi. I bambini in sala erano combattuti tra il guardare lo spettacolo, oppure noi occidentali (uno addirittura con la barba!) in prima fila.

Infine, visita notturna al sito olimpico del 2008: lo Swimming Center e il Bird’s Nest, che sono architettonicamente davvero belli, ma per ricavare lo spazio necessario alla costruzione dei vari complessi nella zona si sono rasi al suolo quattro vecchi quartieri.

Il risultato -non stupisce di certo- e’ che adesso la zona e’ modernissima e costosissima (si parla di piu’ di ventimila Euro al metro quadro per un appartamento). Un altro passo verso la cancellazione del passato…

Alle 22 in punto tutte le luci coloratissime degli stadi olimpici si sono spente, le cancellate hanno iniziato a chiudersi e noi abbiam dovuto tornare all’auto facendo un largo giro a piedi.

Domani Grande Muraglia, per poter fare filotto con le cose da non mancare in una visita in Cina. E dire che sembra che siamo andati in giro a divertirci, invece siamo distrutti da giornate di otto ore minimo di discussioni tecniche e contrattuali con un numero imprecisato di soggetti.

Barney

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2 pensieri su “Beijing to Beijing

    1. Giovanni Cesaretti

      Appena torno (SE torno) metto in rete un po’ di foto. La mia teoria sulla fotografia e’ che tutti oggi come oggi sono in grado di scattare una foto bella. Basta spararne mille, e i grandi numeri aiutano a tirar fuori il capolavoro. Sto procedendo alacremente su questo sentiero, oggi la macchina fumava :-O

      Barney

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