Cronache dal centro del Mondo

Non potendo gestire il blog direttamente, son costretto a sparare messaggi a casaccio, senza nemmeno poter allegare una foto o un pezzo su youtube. Quindi, ecco qua un po’ di pensieri sparsi sulla Cina, sostanzialmente inutili ma chissa’…

Iniziamo con il traffico: e’ un delirio. A Pechino mi dicono ci sono venti milioni di persone e cinque milioni di auto circolanti, un numero imprecisato di trabiccoli a tre ruote con varie motorizzazioni, e pochissime biciclette. Chi e’ vissuto nell’immaginario collettivo delle milionate di biciclette maoiste con i freni a bacchetta rimarra’ deluso dall’impatto con un fiume ininterrotto di automobili, camion e autobus. Tutti abbastanza indisciplinati, tutti con una mano sempre attaccata al clacson (e’ incredibile quanto suonino il clacson i cinesi!).

La nota positiva e’ che in molti posti i semafori avvertono di qualsiasi cambio di stato (da rosso a verde e viceversa. Il giallo non c’e’) con un count down in secondi comodissimo. Su tutte le strade che abbiamo percorso, poi, abbiamo avvertito dei flash provenienti da tralicci sopra la strada. Un numero impressionante, non s’e’ capito se si tratta di qualcosa tipo "Tutor" o di un Grande Fratello al cubo.

Il cibo: ottimo e abbondante. In ogni posto la gente e’ orgogliosissima del piatto tipico locale che in genere sono almeno sei o sette piatti tipici locali, tutti -e’ ovvio- da provare per forza senno’ si offendono: un tipo particolare di te’ (e ti va di culo), una bestia a caso cucinata in tutti i modi possibili e immaginabili (e qui dipende se vuoi veramente sapere cosa stai mangiando), i noodles aglio olio e peperoncino (non male, ma davvero simili al piatto italiano)… la verdura non la decantano ma e’ comunque buona. Non dovete farvi impressionare da colori strani (le patate con la polpa viola vanno provate, per esempio, e le cose bianche non sempre sono viscide e sguscianti) o da accostamenti improbabili (ci hanno servito una roba a base di erba cruda imprecisata, simil vongole e pinoli tostati che non era malaccio); se poi come me evitate il novanta per cento di quello che per loro e’ "seafood" siete a posto. Dolci semplici ma ottimi.

Comunque, e’ veramente troppa la roba che riescono a propinarti a tutte le ore.

Sulle bevande: l’acqua non e’ quasi mai potabile a meno di bollirla, tutti bevono te’ o acqua calda. Il vino locale che ci hanno offerto oggi non era per niente male, la birra e’ la solita che si trova in ogni ristorante cinese italiano. Il caffe’ e’ imbevibile e basta.

L’inquinamento: si avverte soprattutto volando. Pechino e’ avvolta da una cappa grigiastra, Shanghai meno perche’ e’ sul mare (non che questo abbia un effetto particolarmente positivo sul clima: il venticello che soffia ogni tanto e’ -letteralmente- rovente).

La gente: a me i cinesi stanno simpatici. Ovviamente, sto avendo una visione del tutto parziale e privilegiata della popolazione (giovani ingegneri e anziani professori universitari), ma nei ristoranti dove ci hanno portato qua a Lanzhou e soprattutto in giro si vede un mucchio di giovani coppie con figli in giro, apparentemente con pochi o punti problemi. Si puo’ dire che si accontentano con poco: una passeggiata serale, una gita al porto, l’acquisto di mele caramellate alla bancarella sul fiume, robe semplici ma non per questo peggiori di una serata apericena-cinema-disco-colazione alle sette all’autogrill.

V’e’ una sicura discriminazione nei confronti delle donne, spesso relegate in ruoli secondari o di servizio, ma probabilmente le nuove generazioni incideranno su questo retaggio atavico.

Sono molto orgogliosi del loro paese, i cinesi, e anche se parlano un pessimo inglese (peggiore pure del mio) cercano in tuti i modi di spiegarti la particolarita’ di quel ponte, di quella statua, di quelle luci che si accendono alla sera sulle colline attorno alla citta’.

Le citta’: una roba impressionante per come sono enormi. E per come crescono ancora: interi quartieri di palazzi-grattacielo stanno sorgendo a pochi passi da agglomerati di simili termitai. A volte l’effetto e’ splendido (Shanghai sembra veramente la citta’ di Deckard, cartelloni luminosi, luci e tutto il resto), a volte un po’ straniante. Di sicuro esisteranno ancora resti del passato (il fine settimana faremo i turisti, quindi verificheremo), ma oramai la Cina e’ il nuovo centro-citta’ con Starbucks, KFC, McDonalds e tutto il resto. Tutto molto in grande, ma oramai l’omologazione mi pare sia in atto.

Barney

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3 pensieri su “Cronache dal centro del Mondo

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