Spiare al tempo degli smartphone

C’e’ un casino incredibile attorno a questo tizio qua, ‘sto Edward Snowden che pare si sia rintanato in un terminal dell’aeroporto di Mosca e abbia chiesto asilo a una ventina di stati a caso (Russia inclusa). Che poi il nome e’ anche ganzo: Snowden, tana di neve… Notevole! E s’e’ pure rifugiato in Russia!

Il casino che Eddie ha alzato riguarda il suo precedente lavoro alla NSA, che non sara’ la CIA, ma insomma… E la NSA, nel suo compito di proteggere gli USA da qualsiasi possibilita’ di attacco, fa quel che fa ogni agenzia di spionaggio e controspionaggio del mondo: monitora, controlla, registra e analizza flussi di informazioni.

Lo scandalo nasce quando Snowden dichiara che la NSA ha “monitorato” anche flussi informativi europei.

“Ben svegliato!” a chiunque sia caduto dal pero a questa notiziona, spero vi siano anche persone che davano per plausibile/possibile potesse accadere. Però, (non pero: però 🙂 trovo su Wikipedia questa fantastica dichiarazione che mi fa pensare ci sia gente caduta non dal pero, ma dal banano:

Matthew M. Aid, an intelligence historian in Washington, said disclosures linked to Snowden have “confirmed longstanding suspicions that NSA’s surveillance in this country is far more intrusive than we knew.”

Ora, non so se Mr. Aid ha un cellulare/un tablet, io propendo per il si.

Se ce l’ha, vi sono ottime probabilita’ che sia un terminale Apple, oppure un device basato su una qualsiasi release Android (le cose cambierebbero di pochissimo anche se la tavoletta fosse un Blackberry/RIM, o qualcosa basato su una qualsiasi distro linux, o peggio su Windows 8): ecco, in ogni caso il suo terminale possiede la facolta’ di inviare a una serie di soggetti una mole di informazioni mostruosa, di cui io sono consapevole perche’ spesso ci penso (sono anche paranoico), ma di cui Mr. Aid non so se si e’ mai interrogato. E la cosa incredibile (credo per parecchia gente) e’ che siamo stati io, Mr. Aid e ciascuno di voi a fornire esplicitamente al nostro-vostro terminale il diritto di raccogliere, elaborare ed inviare quelle informazioni.

E’ incredibile soprattutto per gli utenti Apple, perche’ la filosofia take it easy della casa di Cupertino prevede che la domanda:

“vuoi tu, utente di questo iPad/iPhone/iPod/iRBudelloDiTuMa’ (® e © Apple) fornire a me casa madre ogni privilegio di accesso in lettura/scrittura/cancellazione a ogni tuo dato che tu, utente di questo iPad/iPhone/iPod/iRBudelloDiTuMa’ (® e © Apple) piazzi sul terminale? Sappi, caro utente, che dati, musica, libri, documenti che ti venisse in mente di piantare qui diventano organicamente parte del terminale, e quindi -per estensione logica- proprieta’ di Apple. Nel caso tu voglia provare (PROVARE) a passare un .mp3 ad un tuo amico, e’ bene che tu utilizzi iTunes, cosi’ io vedo quel che fai. Oppure puoi jailbrekkare il terminale, mallora sei un pirata/un ladro!”

che la domanda che ho cercato di sintetizzare qua sopra, e che nella vita reale occupa sette schermate in carattere Arial 6, dicevo, sia posta una e una sola volta, all’inizio della vita del terminale, la prima volta che l’utente ignaro (convintissimo di avere la piena proprieta’ su un aggeggio pagato seicento euri) clicca a caso su tutti i pulsanti “Ok”, solo per potere arrivare al browser e poter finalmente guardare “youporn” dal tablet. Che e’ la mèta di molti professionisti italiani, cosi’ a naso.

Da li’ in poi, piu’ nessuna autorizzazione verra’ chiesta, tanto l’end user ha fornito accesso a tutto e anche a qualcosa di piu’. E’ per questo che l’iPad e’ fantastico: non ti chiede mai piu’ nessuna autorizzazione, installa silenzioso e fedele qualsiasi App tu voglia (a patto che sia gratis, o che il tuo conto iTunes sia in attivo), e altrettanto silenziosamente spedisce a chi di dovere la tua posizione, i tuoi dati di navigazione (ah, si diceva “youporn”, vero? ;->), i tuoi gusti… Cosi’ che se il GPS interno dice alla casa madre che sei vicino ad un megastore di dischi, e se Google sa che a te piacciono i Nirvana, e se -infine- casualmente quel giorno e’ uscita l’ennesima raccolta postuma di c-sides… Beh, il tuo terminale ti avverte con un messaggino/un banner/un risultato sponsorizzato e tu, volendo, puoi approfittare. No?

Image

PK Dick vedeva sempre una trentina di anni avanti…

Chi ha un terminale Android e’ in teoria piu’ informato su quanto gli viene fatto sotto al naso, pero’ in pratica se vuole avere quella App o quel servizio e’ costretto a leggersi tutte le volte le richieste di accesso a ogni minimo dato (esattamente quelli che legge Apple), e a dire sempre:

“Ok, Android: stuprami, fammi tuo. Si! Lo voglio! Voglio la App che mi misura il consumo di calorie mentre mi scaccolo e poi lancio la pallina di moccio sul segnale stradale!”

E’ una rottura dover dire sempre “si” a queste violenze, ma d’altra parte se volete che il vostro Nexus somigli all’iPad questo dovete fare. E alla fine anche voi, appena loggati in Chrome con il vostro account Google, sarete profilati e usati per riempire migliaia di database in ogni angolo del mondo.

Arrivo al punto: e’ incredibile che ci si svegli adesso e si scopra grazie a Julian Assan^W Edward Snowden che la NSA monitora le telefonate europee. E’ altrettanto incredibile che ci si indigni di questo e magari si commenti la cosa con l’amico usando un Samsung Galaxy 4S, pieno zeppo di App che -del tutto legalmente- spediscono a Google e ad altri mille siti la tua posizione, i tuoi gusti sessuali, le tue preferenze politiche e financo la squadra per la quale tifi.

E’ un pochino tardi per protestare: il Grande Fratello e’ vivo e ascolta in mezzo a noi da mo’. E molte delle sue orecchie sono aperte grazie al comportamento degli utenti finali.

Barney

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2 pensieri su “Spiare al tempo degli smartphone

  1. Daniele Vanoncini

    Ciao,
    mi sa che attraverso prism siamo mooooolto ma mooooolto più spiati di quello che immaginiamo (indipendentemente da consensi informati o meno del singolo strumento) 😦
    Ma le indiscrizioni e le implicazioni verso governi/diplomatici/politici mi sa che sono appena agli inizi

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