Ascesa e caduta di un nuovo modello di acquisto. Ovvero: Groupon, il teatro e i Pink Floyd

Ieri e ieri l’altro, al teatro cittadino era in programma la prima nazionale di “The Wall live Orchestra“, una compagnia locale molto, molto brava che da piu’ di dieci anni s’e’ specializzata nel proporre spettacoli ispirati ai lavori dei Pink Floyd.

[Ricordo ancora quando usci’ il film “The Wall”, nel 1982. Avevo 15 anni, e andai a vederlo con mio fratello e un amico in un cinema che adesso e’ una profumeria “di catena”. “The Wall” e’ l’unico film, per adesso, che ho visto due volte di seguito, lo stesso giorno: entrammo al primo spettacolo e rimanemmo anche per quello dopo…]

La particolarita’ della compagnia e’ che suonano benissimo, la novità di questo spettacolo e’ che a fianco della cover band ci sono otto cantanti e una intera orchestra sinfonica, con tanto di direttore. Piu’ un coro di figuranti che appare nei momenti richiesti. Il risultato finale e’ molto piacevole, se capitano dalle vostre parti vi consiglio di farci un salto; le date sono pubblicate nella loro homepage, linkata poco sopra.

Bene: avevo pensato di andare a sentirli, mercoledi’ sera, e al ritorno dal lavoro mi sono fermato a teatro per comperare il biglietto. “Tutto esaurito, mi dispiace”, mi dice la signora al botteghino, suggerendomi di tornare alle otto, un’ora prima dell’apertura del teatro, per comperare i biglietti per il loggione. Torno a casa, preparo velocemente una cena da battaglia e mi fiondo -alle otto in punto- a teatro, convinto di trovare file laocoontiche che si contendono gli ultimi trenta posti di loggione a cazzotti e nocchini in testa. D’altra parte c’era il tutto esaurito, no?

No, nulla di tutto questo: poche persone, che fanno la fila per recuperare i biglietti prenotati o acquistati on line, e io che compero il mio biglietto per il loggione. Mentre aspetto che il sistema informatico del teatro si decida a produrre il rettangolino di carta che mi consentira’ poi l’accesso, ascolto alla mia sinistra le conversazioni della fila dei “prenotati” (dal numero di buste con biglietti davanti alla cassiera, direi parecchie decine). Tutti quelli che ritirano il biglietto quando ci sono io (almeno una decina di persone), interrogati su come e dove abbiano acquistato il tagliando, rispondono sicuri “su Groupon“. La cosa per il momento mi scivola via come acqua, ho il biglietto e me ne torno a cenare piu’ veloce della luce, per essere pronto ad entrare in teatro alle nove.

Arrivo a teatro, salgo le quattro rampe di scale fino al tetto e mi trovo davanti le porticine del loggione. Apro la prima, ed entro.

Sono solo: sia dalla mia parte che di fronte i loggioni sono deserti. L’intero teatro e’ invece pieno zeppo; ovviamente nell’attesa dello spettacolo chi non e’ ancora in piedi ha uno smartphone o un tablet acceso, e messaggia o gioca a Ruzzle, o gioca a Ruzzle messaggiando. Il freddo lucore al neon degli schermi piatti punteggia tutta la platea  e la trasforma -per colori e asetticita’- in una sala operatoria.

Do’ un’occhiata alla fauna che popola il teatro; senza alcuna sorpresa scopro che l’eta’ media e’ sui venticinque anni (ad essere di manica molto larga), e mi ritorna in mente “Groupon“. Alcuni colleghi mi hanno raccontato di loro improbabili partecipazioni a spettacoli teatrali del calibro di “Shrek”, solo perche’ la loro compagna ha trovato i biglietti su Groupon. Altri mi raccontano di persone che vanno a cena fuori tre o quattro volte a settimana, spendendo dieci-quindici Euro per pasti pantagruelici e schiantabudella, tutti acquistati su Groupon. Viaggi e finesettimana a 50 euro in Spa e Resort non si contano; depilazioni, orecchini, corsi di giardinaggio Shiatzu e di massaggio tibetano nemmeno.

C’e’ insomma di tutto su Groupon: tutto quel che e’ superfluo ed inutile lo si puo’ acquistare li’, online, con notevoli sconti. Un Gruppo di Acquisto Solidale alla rovescia, direi, che permette l’acquisto di un bel pantaloncino snellente per ridursi le dimensioni del didietro (se si e’ donna, ma credo anche se si e’ uomo 🙂 ) a 14,90 e ci stai larghino, oppure 6 paia di calzini da uomo in filo di scozia firmati Pierre Cardin a 19,99 (colori a caso, gia’ 777 acquistati, fai alla svelta senno’ resti senza!). O, infine, il fantastico portareggiseno BraBag a 19,90 con posto per ben tre reggiseni (estiquaatzi!), che come slogan ha “Brabag, il portareggiseno che cercavi” (maanche no, grazie).

Sul modello di business di Groupon vi lascio a questo bell’articolo, io dopo la divagazione-monstre torno a parlare di “The Wall Live Orchestra” dell’altra sera.

Ok, dunque sono solo nel loggione e restero’ solo per tutta la serata (ottima visuale, nessuna rottura di scatole… In effetti da questo punto di vista mi e’ andata bene). Alle 21,30 esatte lo spettacolo inizia. Con -ovviamente- “In the flesh“, primo pezzo dell’album. Alla fine del pezzo, la gente applaude smodatamente, senza alcun motivo perche’ lo spettacolo e’ un continuum di brani, e anche le parti che li legano sono parte integrante dello spettacolo. Ma gli spettatori di oggi, in parecchi utenti di Groupon, pare non se ne importino piu’ di tanto. Ad “Another brick in the wall, part II” (mi piacerebbe sapere quanti in sala sanno che esiste anche la part I, che e’ gia’ passata, e che c’e’ la part III, tra un po’) il pubblico, in delirio, inizia a -dio li strafulmini…- battere le mani. A caso, chiaramente, come a un qualsiasi concerto di VascoBossi o di LegaDue. Mancano gli accendini, ma son certo ci sara’ in futuro una App per i loro tablet o smartphone che risolve il problema “for bimbiminkia” (correzione al volo: ovviamente c’e’ gia’ da tempo un intero universo di queste robe sui vari AppStore).

Il massimo della mia incazzatura si raggiunge con “Mother“, quando gli spettatori-Groupon iniziano ad applaudire prima della fine del brano, che a un certo punto sembra esser terminato e invece no. Ma loro hanno risparmiato 12 Euro, gli importa una pippa di ascoltare tutto il pezzo!

Run like hell” e’ un altro inno al dio dei fulminatori di battimano (cristo, almeno tenete il ritmo!), il resto e’ piu’ o meno tutto sullo stesso tenore: gran bella performance di tutti i protagonisti, e pubblico-Groupon che spero la prossima volta acquisti i biglietti per il Circo Togni. Dove personalmente sarei dalla parte delle tigri.

Ma tanto, se avete letto il link al commento finanziario su Groupon, saprete che l’iniziativa di acquisto in massa di eni superflui superscontati sta per finire.

Battimano obbligatorio con lanciafiamme accesi, e chiusura con “Comfortably numb” eseguita da The Wall Live Orchestra”:

 

Barney

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13 pensieri su “Ascesa e caduta di un nuovo modello di acquisto. Ovvero: Groupon, il teatro e i Pink Floyd

    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Direi “si trovava”, perche’ il modello sta per implodere.
      Tra l’altro, quei prezzi sono del tutto in perdita per chi eroga il servizio/vende il bene. E’ un investimento in pubblicita’, il cui ritorno e’ del tutto aleatorio: chi mi dice che la volta successiva tu non cerchi UN ALTRO SCONTO Groupon, invece di tornare da me e pagare il prezzo pieno del servizio? (questo esempio vale per tutto, sporattutto per i beni voluttuari come profumi, ristoranti e via andare).

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  1. Niarb

    Quando ho iniziato a leggere il post ho pensato “Miii, uno show così non me lo posso perdere”.
    Poi ho letto il seguito e… non ti ho invidiato.
    Sono l’essere più tollerante e comprensivo del globo, ma una manica di infedeli impreparati al cospetto di “The Wall”… ziomio, avrei fatto una strage!
    Parlando di Pink Floyd, temo di essere di uno snobismo rivoltante… 😉

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  2. Daniele Vanoncini

    @ijk_ijk
    tra i tanti ottici /optometristi che hanno fatto la promo (nel mese di febbraio) “occhiale da vista a 39 euro” su groupon ci siamo anche io (è il mio secodo lavoro) e mia moglie : una iniziativa sicuramente positiva per i clienti e anche per l’attività che si è fatta conoscere da circa 800 nuovi clienti. Per una nuovo attività che vuole farsi conoscerere non è affatto male.
    Basta fare i conti fin da subito considerano l’altissima commissione di groupon.
    Se la rifaremo (magari con alcune modifiche) basterà spalmare su un arco di tempo maggiore, atraverso l’obbligo di prenotazione della visita, la presenza del cliente.
    Che poi su tale sito ci siano una quantità immane di offerte inutili non lo metto in dubbio 😦
    Daniele Vanoncini

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Daniele: il mio dubbio e’ che il cliente tu l’abbia “preso” per quella volta li’ e basta. Spero per te e tua moglie di sbagliarmi, chiaro :-).

      Se posso chiedere: quanto fa pagare Groupon, sul prezzo finale di vendita?

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