The next one

No, il prossimo c’e’ gia’, come sapete tutti. E’ argentino come Leo Messi, quindi sicuramente avra’ i piedi buoni e si candidera’ alla vittoria di tre o quattro palloni d’oro in fila.

Pero’ questo uomo da ieri fa il Papa. E quindi non posso non ri-proporre una delle piu’ belle tavole del Paz, assolutamente in tema:

Cio’ fatto, un par di riflessioni sull’avvenimento.

Prima di tutto, non avendo in casa la tv -come del resto Leo Ortolani, che qua racconta mirabilmente la cronaca della proclamazione di Francesco I) mi rifaccio alle sensazioni uditive derivanti dall’ascolto della radio mentre preparavo la cena. Pochi istanti prima dell’uscita del nuovo Papa, s’era diffusa la voce che il sito Internet del Cardinal Scola (Cristo che tempi: anche i Cardinali hanno un sito privato, manco fossero pornostar qualsiasi!) era irraggiungibile; e’ stato quindi facile per i giornalisti e per me ipotizzare Scola come nuovo Papa, anche perche’ l’italiano era in testa ai picchetti dei bookmakers inglesi, e non dico altro. Invece, quando il prete preposto alla proclamazione s’e’ abbalconato ed ha tirato fuori il nome, tutti (io che non sono nessuno, la folla in Piazza San Pietro, i giornalisti) hanno avuto un momento di smarrimento: nelle frasi declamate in stentoreo latino era arduo trovar traccia di qualcosa che somigliasse anche lontanamente a “Scola”. E infatti, s’e’ poi compreso che il nome era “Bergoglio”. Il mancamento e’ durato pochi istanti, poi la professionalita’ dei giornalisti, gli sterminati database dei media e l’entusiasmo della folla hanno avuto il sopravvento e tutto e’ tornato normale, con acclamazioni e notizie accuratissime financo sulla dieta serale del nuovo Vescovo di Roma.

La seconda cosa che m’e’ rimasta in testa di ieri e’ la puntata-special di “Porta a Porta”,che ho avuto la (s)fortuna di poter sbirciare a casa dei miei genitori. In uno studio che sembrava un convento, con gente a me del tutto ignota (l’assenza della scatola delle cazzate si fa sentire, cosi’ come il fatto che l’argomento non fosse esattamente mia materia…), s’e’ fatta l’esegesi di quelle poche parole e gesti che il nuovo Papa ha avuto modo di mostrare nella sua prima apparizione pubblica. E oltre a questo, c’era un prete in studio il quale faceva notare come questa volta l’elezione avesse mostrato, chiara, la mano dello spirito santo. Si, perche’ (argomentava il prete) nessuno aveva pronosticato quel Papa, nessuno avrebbe scommesso su una soluzione cosi’ estemporanea ma rapida del Conclave. Solo l’Onnipotente, attraverso una delle sue tre forme, avrebbe potuto mettere d’accordo questi altri servi di Cristo.

Sentita questa affermazione, m’e’ subito venuta in mente la vignetta del Paz gia’ riproposta, con magari l’aggiunta d’uno “speriamo che se la bevano anche stavolta…”, e le mirabolanti performances di Guzzanti-Padre Pizarro che valgono sempre la pena d’essere viste:

Insomma, per me l’elezione (ma si dice cosi’? Bh…) di un Papa e’ un atto assolutamente politico, mi sembra che delegarne la responsabilita’ allo Spirito Santo sia un volersene lavare le mani e un -ottimo, peraltro- tentativo di ammantare le successive scelte del Pontefice di una spiritualita’ ed infallibilita’ che proprio dal modo in cui e’ (sarebbe) stato scelto da Dio deriva. E’ sempre un motivo di stupore, in me, vedere come ci si puo’ fidare ciecamente di un uomo che sino a pochi minuti prima manco sapevamo che esisteva, cosi’, sulla base di un voto a maggioranza che e’ stato dato da un centinaio di altri uomini dopo discussioni che immagino almeno animate. D’altro canto, il “credere” e’ insito nelle religioni, quindi il comportamento dei fedeli ha una sua logica.

Leggo che i segnali di discordanza rispetto al passato sono notevoli, che l’elezione di Bergoglio e’ un atto “rivoluzionario” a cui la parte progressista del Conclave lavorava da tempo. Intanto, pare abbia preso l’autobus per spostarsi anche stamani. Poi, addirittura, avrebbe pagato il conto all’albergo in cui era ospitato prima del Conclave. Buoni segnali, senza dubbio, ma vedremo su temi piu’ difficili come si comportera’ Francesco, anche perche’ voci di segno opposto lo danno assolutamente convinto che il matrimonio tra persone dello stesso sesso sia un segno di Satana, e scavi archeologici non si sa quanto accurati lo disegnano come non proprio nemico dei dittatori argentini degli anni ’70.

L’unica nota positiva in tutto questo, per me, e’ che e’ sparita dai titoli dei giornali la parola “uveite”. Poco, ma bisogna attaccarsi alle piccole cose,  di questi tempi.

[questo post e’ anche un parziale omaggio -In spirito. Non Santo- a Hector Oesterheld, desaparecido argentino e grande fumettista]

Barney

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